lunedì 28 agosto 2017

VERNICIATURA DEL LEGNO

 VERNICIATURA DEL LEGNO


Attività con la duplice funzione di proteggere le superfici dal deposito di polveri e dagli scambi di umidità con l’ambiente e di migliorare l’aspetto superficiale del legno, conferendo brillantezza o diverso colore.
Il trattamento di verniciatura si effettua mediante l'utilizzo di diversi prodotti, vernici, solventi e pigmenti che formano uno strato superficiale o film resistente all’abrasione; impregnanti, che penetrano in profondità nel legno ed hanno una funzione protettiva, mediante l’ausilio di sofisticati impianti in grado di assicurare un ottimo risultato estetico, un elevato grado di durata ed una efficace protezione contro i danni provocati dai fattori ambientali.
Il processo di verniciatura, essenzialmente, si divide in due fasi principali:
o    trattamento impregnante
o    trattamento di finitura.
Nella prima fase, sull’oggetto della lavorazione sospeso ad una linea di scorrimento, viene prima applicato l'impregnante di base e successivamente, con le stesse procedure, l'impregnante intermedio. Nella seconda fase, invece, dopo essere carteggiato automaticamente, viene posto su una nuova linea di scorrimento dove, mediante pistole robotizzate viene applicato a spruzzo un elevato spessore di finitura.

·         Macchine/Attrezzature
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione sono utilizzate le seguenti Attrezzature/Macchine:
o    Vasca per impregnatura
o    Cabina di verniciatura
o    Pistola a spruzzo
o    Pistola ad aria compressa

·         Sostanze Pericolose
Nella fase di lavoro oggetto della valutazione gli operatori vengono esposti a:
o    Vernici
o    Solventi
o    Acqua ragia

·         Valutazione e Classificazione dei Rischi
Descrizione
Liv. Probabilità
Entità danno
Classe
o  Esposizione a vapori di vernici e solventi
Possibile
Grave
Notevole
o  Esplosione ed incendio
Possibile
Grave
Notevole
o  Schizzi di prodotti chimici
Possibile
Grave
Notevole
o  Allergie (contatto con prodotti chimici)
Possibile
Grave
Notevole
o  Ustioni cutanee
Possibile
Grave
Notevole
o  Vibrazioni
Possibile
Significativo
Notevole
o  Rumore
Possibile
Modesto
Accettabile
o  Elettrocuzione
Non Probabile
Grave
Accettabile
o  Scivolamenti e cadute a livello
Possibile
Modesto
Accettabile




·         Interventi/Disposizioni/Procedure per ridurre i rischi
A seguito della valutazione dei rischi sono riportati, in maniera non esaustiva, gli interventi/disposizioni/procedure volte a salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori:
·         Predisporre orari e turni di lavoro secondo quanto stabilito dalla contrattualistica nazionale
·         Attuare le misure tecnico organizzative necessarie per evitare la ripetitività e la monotonia delle attività, stabilendo pause, turnazioni con altre mansioni che consentano un cambio della posizione eretta/seduta, ecc.
·         Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa gli atteggiamenti e/o abitudini di lavoro da assumere per proteggere la schiena e le altre articolazioni
·         Effettuare la sorveglianza sanitaria preventiva dei lavoratori con periodicità semestrale oppure con periodicità stabilita di volta in volta dal medico, mirata al rischio specifico (Art. 41 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Segregare in locali separati, le lavorazioni che prevedono l’esposizione a rischio chimico (vernici e solventi), in modo da ridurre il numero degli esposti (Art. 224 del D.Lgs. n.81/08)
·         Effettuare le operazioni di verniciatura a spruzzo dei pezzi in lavorazione all’interno di apposite cabine aspiranti, conformi alla normativa
·         Garantire un adeguato ricambio d’aria nei locali ove si effettuano tali attività, prevedendo un’idonea aspirazione localizzata della zona di operazione (Allegato IV del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Acquisire per ogni sostanza chimica utilizzata e disponibile in azienda la relativa scheda di sicurezza, adottando le misure di prevenzione in essa contenute, e predisporre idonee tabelle per l’intervento di primo soccorso in caso di contatto
·         Preferire prodotti non contenenti sostanze chimiche pericolose, esaminando le schede tecniche rilasciate dal produttore
·         Verificare la presenza di idonea etichettatura in lingua italiana delle sostanze chimiche o tossiche utilizzate, che deve indicare obbligatoriamente le eventuali precauzioni particolari da osservare (Art. 224 del D.Lgs. n.81/08)
·         Durante l’utilizzo di sostanze chimiche, usare tutti gli accorgimenti necessari per evitare il contatto con la pelle, con gli occhi ed altre parti del corpo
·         Durante l’utilizzo di sostanze chimiche, non consumare cibi e bevande (Art. 224 del D.Lgs. n.81/08)
·         Effettuare la pulizia costante dell’ambiente e delle attrezzature, con periodicità giornaliera e al di fuori dell’orario di lavoro, evitando l’uso di scope o di aria compressa ed utilizzando aspiratori industriali dotati di filtri speciali
·         Attuare le norme igieniche generali relative alla pulizia del luogo di lavoro (Allegato IV del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Effettuare obbligatoriamente la vaccinazione anti-tetanica degli addetti
·         Attuare la sicurezza delle macchine, nel pieno rispetto della direttiva macchine e delle altre norme vigenti in materia, predisponendo dispositivi di protezione degli organi di trasmissione, quali: ripari fissi, la cui rimozione richiede l’impiego di un apposito attrezzo, ripari apribili collegati a microinterruttore di blocco del moto, e ripari regolabili, da registrare in funzione delle dimensioni del pezzo di legno di lavorazione (Allegato V parte I punto 6 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Effettuare la manutenzione periodica delle macchine e verificare l’efficienza dei relativi dispositivi di sicurezza, nonché la tenuta del manuale d’uso e di manutenzione
·         Attuare la formazione e l’informazione degli addetti circa l’utilizzo in sicurezza delle macchine
·         Vietare l’uso di indumenti che possono impigliarsi, bracciali, orologi, anelli, catenine ed altri oggetti metallici
·         Tenere i capelli lunghi raccolti e fermi, dietro la nuca
·         Verificare la presenza di un impianto elettrico certificato e conforme alle norme CEI e dotato di comandi di emergenza, capaci di interrompere rapidamente l’alimentazione elettrica in caso di emergenza (Allegato V parte I punto 2 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Verificare che la cabina di verniciatura abbia un impianto elettrico speciale conforme alle norme CEI (rischio di esplosione ed incendio)
·         Verificare ed adeguare l’impianto di messa a terra ogni due anni (Art. 86 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Adottare le misure di prevenzione incendi previste dalla normativa, provvedendo al rilascio del Certificato di prevenzione Incendi da parte dei Vigili del Fuoco
·         Predisporre un numero adeguato di estintori portatili in posizioni ben segnalate e facilmente raggiungibili (Allegato IV punto 4 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Provvedere all’immagazzinamento dei contenitori di vernici e solventi in un apposito locale chiuso, realizzato secondo quanto previsto dalla normativa antincendio (Allegato IV punto 4 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione al rumore (Art. 192 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Predisporre tutti gli interventi tecnici, organizzativi e procedurali concretamente attuabili al fine di ridurre al minimo gli eventuali rischi derivanti dall’esposizione alle vibrazioni, quali l’utilizzo di macchinari a bassa vibrazione e minore impatto vibratorio, l’installazione dei macchinari su basamenti dimensionati in modo da ridurre la trasmissione delle vibrazioni a tutto lo stabilimento produttivo (Allegato V parte I punto 10 del D.Lgs. n.81/08 come modificato dal D.Lgs. n.106/09)
·         Indossare i necessari dispositivi di protezione individuale verificandone preventivamente l’integrità e/o lo stato di efficienza seguendo quanto specificato sul manuale d'uso e manutenzione (Art. 75 - 78 del D.Lgs. n. 81/08)
·         Verificare l’uso costante dei D.P.I. da parte di tutto il personale operante (Art. 77 del D.Lgs. n.81/08)

·         DPI
In funzione dei rischi evidenziati saranno utilizzati obbligatoriamente i seguenti DPI, di cui è riportata la descrizione ed i riferimenti normativi:
RISCHI EVIDENZIATI
DPI
DESCRIZIONE
NOTE
Inalazione di vapori di vernici e solventi
Facciale filtrante per polveri FFP2
Mascherina per la protezione di polveri a media tossicità, fibre e aerosol
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 78 D.Lgs. n.81/08
Allegato VIII D.Lgs. n.81/08 punti 3,4 n.4 come modificato dal D.Lgs. n.106/09
UNI EN 149(2003)
Apparecchi di protezione delle vie respiratorie.
Semimaschera filtrante contro particelle. Requisiti, prove, marcatura
Schizzi di prodotti chimici
Occhiali protettivi
Occhiali a mascherina in materiale anallergico con fascia elastica regolabile e lente in policarbonato classe ottica 1, trattamento antigraffio esterno e antiappannante interno.
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 78 D.Lgs. n.81/08
Allegato VIII D.Lgs. n.81/08 punti 3,4 n.2 come modificato dal D.Lgs. n.106/09
UNI EN 166(2004)
Protezione personale degli occhi. Specifiche.

Scivolamenti e cadute a livello
Scarpe antinfortunistiche
Calzatura antinfortunistica, con suola del tipo antiscivolo (carro-armato)
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 78 D.Lgs. n.81/08
Allegato VIII D.Lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.6 come modificato dal D.Lgs. n.106/09
UNI EN 13287-2(2008)
Dispositivi di protezione individuale - Calzature - Metodo di prova per la resistenza allo scivolamento
Tagli e ferite alle mani
Guanti antitaglio
Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare abrasione/taglio/
perforazione delle mani
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 78 D.Lgs. n.81/08
Allegato VIII D.Lgs. n.81/08 punti 3,4 n.5 come modificato dal D.Lgs. n.106/09
UNI EN 388 (2004)
Guanti di protezione contro rischi meccanici.
Per proteggere il lavoratore da polveri, vernici, ecc.
Tuta di protezione
Tuta di protezione
Da utilizzare nei luoghi di lavoro caratterizzati dalla presenza di materiali e/o attrezzi che possono causare fenomeni di abrasione
/taglio/perforazione
Rif. Normativo
Art 75 – 77 – 78 D.Lgs. n.81/08
Allegato VIII D.Lgs. n.81/08 punti 3, 4 n.7 come modificato dal
 D.Lgs. n.106/09
UNI EN 340 (2004)
Indumenti di protezione. Requisiti generali


giovedì 24 agosto 2017

Sistema internazionale di unità di misura

Sistema internazionale di unità di misura

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

In rosso gli Stati in cui il sistema internazionale non è stato adottato come unico o principale sistema di misurazione: gli Stati Uniti d'America, la Liberia e la Birmania

Gli Stati del mondo per periodo di adozione del Sistema internazionale
Il sistema internazionale di unità di misura (in franceseSystème international d'unités), abbreviato in SI (pronunciato esse i[1]), è il più diffuso sistema di unità di misura. Assieme al sistema CGS (centimetro-grammo-secondo) viene spesso indicato come sistema metrico decimale, soprattutto nei paesi anglosassoni. All'inizio venne chiamato Sistema MKS in quanto comprendeva solo le unità metro, chilogrammo e secondo.

    Storia[modifica | modifica wikitesto]

    Unità, terminologia e raccomandazioni del SI sono fissate dalla Conférence générale des poids et mesures (CGPM), "Conferenza generale dei pesi e delle misure", organismo collegato con il Bureau international des poids et mesures (BIPM), "Ufficio internazionale dei pesi e delle misure", organismi creati alla convenzione del Metro del 1875.
    Il sistema nacque nel 1889 con la 1ª CGPM: allora si chiamava "Sistema MKS" perché comprendeva solo le unità fondamentali di lunghezza (metro), di massa (chilogrammo) e di tempo (secondo). Nel 1935, su proposta del fisico italiano Giovanni Giorgi, il sistema fu denominato "Sistema MKSΩ" e adottato dalla Commissione Elettrotecnica Internazionale, perché la quarta unità fondamentale introdotta era stato l'ohm, unità di misura della resistenza elettrica. Nel 1946, ancora su proposta di Giorgi, la CGPM approvò l'entrata dell'ampere come unità di misura fondamentale della corrente elettrica, in luogo della resistenza elettrica. Nacque così il "Sistema MKSA", chiamato anche "Sistema Giorgi", in onore del proponente. Nel 1954 la 10ª CGPM aggiunse il kelvin e la candela come unità di misura fondamentali. Nel 1961la 11ª CGPM sancì la nascita del Sistema internazionale (SI). Nel 1971 la 14ª CGPM aggiunse la mole fra le unità fondamentali. In Italia è il sistema legale di misura da adoperarsi obbligatoriamente a partire dal 1982 (D.P.R. n. 802/1982).
    Quindi oggi il SI è basato su sette grandezze fisiche fondamentali e sulle corrispondenti unità di misura con le quali vengono definite le grandezze fisiche derivate e le corrispondenti unità di misura. Inoltre il SI definisce i prefissi da aggiungere alle unità di misura per identificare multipli e sottomultipli.
    Il sistema internazionale è un "sistema coerente" in quanto le sue grandezze fisiche derivate si ricavano come prodotto e rapporto di grandezze fisiche fondamentali.[2]

    Norme di scrittura[modifica | modifica wikitesto]

    Per uniformare la grafia ed evitare errori di interpretazione il SI prevede alcune norme per la scrittura delle unità di misura e dei relativi simboli.

    Scrittura delle unità[modifica | modifica wikitesto]

    Le unità di misura dovrebbero essere scritte per esteso se inserite in un testo discorsivo; la scrittura deve essere in carattere tondo minuscolo e si devono evitare segni grafici come accenti o segni diacritici. Ad esempio si deve scrivere ampere e non ampère o Ampere.

    Scrittura dei simboli[modifica | modifica wikitesto]

    I simboli (senza prefisso) devono essere indicati con l'iniziale minuscola, con l'eccezione di quelli in cui l'unità di misura è eponima, ossia deriva dal nome di uno scienziato. Ad esempio il simbolo dell'unità di misura della pressione, dedicato a Blaise Pascal, è Pa, invece l'unità di misura viene scritta per esteso in minuscolo pascal. Il secondo è s e non sec, il grammo g e non gr, il metro m e non mt. L'unica eccezione è per il litro il cui simbolo può essere sia l sia L.[3]
    A differenza delle abbreviazioni, i simboli del SI non devono essere seguiti dal punto (per il metro: m e non m.); essi devono inoltre stare dopo il valore numerico (ad esempio si scrive 20 cm e non cm 20) con uno spazio tra il numero e il simbolo: 2,21 kg, 7,3 × 102  . Nelle unità di misura composte (ad esempio il newton metro: N m) i simboli delle unità devono essere separati da uno spazio o da un punto a mezza altezza, detto anche punto mediano (·).[4] Non è ammesso l'uso di altri caratteri, come il trattino: ad esempio si può scrivere N m o N·m, ma non N-m. In caso di divisione fra unità di misura, si può usare il carattere /, o la barra orizzontale o un esponente negativo: ad esempio J/kg o J kg−1 o J·kg−1.
    Qualora necessario, gruppi di unità di misura possono essere messi tra parentesi: J/K mol o J/K·mol o J·K−1·mol−1 o J (K·mol)−1.
    Per i simboli è opportuno evitare il corsivo e il grassetto allo scopo di differenziarli dalle variabili matematiche e fisiche (ad esempio m per la massa e l per la lunghezza).

    Scrittura delle cifre[modifica | modifica wikitesto]

    Per raggruppare le cifre della parte intera di un valore a tre a tre partendo da destra bisogna utilizzare lo spazio. Ad esempio 1 000 000 o 342 142 (in altri sistemi si scrive 1,000,000 o 1.000.000). Come separatore tra parte intera e parte decimale si usa la virgola, ad esempio 24,51. Nel 2003 il CGPM concesse di usare il punto nei testi in inglese.[5]

    Disposizioni di legge[modifica | modifica wikitesto]

    Il SI è un riferimento per molti Stati, come l'Italia, dove l'uso è stato adottato per legge nel D.P.R. n. 802/1982[6] ai sensi della direttiva del Consiglio CEE del 18 ottobre 1971 (71/354/CEE), modificata il 27 luglio 1976 (76/770/CEE). Il suo uso è obbligatorio nella stesura di atti e documenti con valore legale, tant'è che in difetto gli atti potrebbero essere invalidati.

    Le unità di misura del SI[modifica | modifica wikitesto]

    Unità fondamentali[modifica | modifica wikitesto]

    Ogni grandezza fisica e la relativa unità di misura è combinazione di due o più grandezze fisiche e la relativa unità di misura di base o il reciproco di una di esse. Tutte le unità sono definibili misurando fenomeni naturali, con l'eccezione del chilogrammo. Inoltre il chilogrammo è l'unica unità di misura di base contenente un prefisso: il grammo è un'unità di misura troppo "piccola" per la maggior parte delle applicazioni.

    Le 7 unità fondamentali
    Grandezza fisicaSimbolo della
    grandezza
    fisica
    Nome dell'unità SISimbolo dell'unità SI
    Intensità di corrente elettricaI, iampereA
    Intensità luminosaIvcandelacd
    Lunghezzalmetrom
    Massamchilogrammokg
    Quantità di sostanzanmolemol
    Temperatura termodinamicaTkelvinK
    Intervallo di tempotsecondos

    Unità derivate[modifica | modifica wikitesto]

    Le grandezze fisiche derivate sono una combinazione per moltiplicazione o divisione delle grandezze fisiche fondamentali.[2] Molte di esse hanno nomi particolari (ad esempio la grandezza derivata "joule/secondo" è chiamata anche "watt"). Verificando la relazione tra le grandezze fisiche derivate e le grandezze fisiche fondamentali non solo si vede la relazione esistente tra due grandezze fisiche ma, attraverso l'analisi dimensionale, si può verificare la correttezza sui calcoli e/o equazioni di una legge fisica.
    Grandezza fisicaSimbolo della
    grandezza
    fisica
    Nome dell'unità SISimbolo dell'unità SIEquivalenza in termini di unità fondamentali SI
    Nomi e simboli speciali
    frequenzafνhertzHzs−1
    forzaFnewtonNkg · m · s−2
    pressioneppascalPaN · m−2kg · m−1 · s−2
    energialavorocaloreentalpiaEW/LQHjouleJN · mkg · m2 · s−2
    potenzaPwattWJ · s−1kg · m2 · s−3
    viscosità dinamicaμ, ηpoiseuillePlPa · sm−1 · kg · s−1
    carica elettricaqcoulombCA · s
    potenziale elettricoforza elettromotricetensione elettricaVfemvoltVJ · C−1m² · kg · s−3 · A−1
    resistenza elettricaRohmΩV · A−1m² · kg · s−3 · A−2
    conduttanza elettricaGsiemensSA · V−1s³ · A²· m−2 · kg−1
    capacità elettricaCfaradFC · V−1s4 · A2 · m−2 · kg−1
    densità flusso magneticoBteslaTV · s · m−2kg · s−2 · A−1
    flusso magneticoΦ(B)weberWbV · sm² · kg · s−2 · A−1
    induttanzaLhenryHV · s · A−1m² · kg · s−2 · A−2
    temperaturaTgrado Celsius°CK[7]
    angolo piano[8]α, φθradianterad1m · m−1
    angolo solido[8]Ωsteradiantesr1m² · m−2
    flusso luminosoΦ(l)lumenlmcd · sr
    illuminamentoElluxlxcd · sr · m−2
    potere diottricoDodiottriaDm−1
    attività di un radionuclide[9]ARbecquerelBqs−1
    dose assorbitaDgrayGyJ · kg−1m² · s−2
    dose equivalentedose efficaceHEHsievertSvJ · kg−1m² · s−2
    attività cataliticakatalkatmol · s−1
    Altre grandezze fisiche
    areaAmetro quadro
    volumeVmetro cubo
    velocitàvmetro al secondom/sm · s−1
    accelerazioneam/s²m · s−2
    velocità angolareωrad · s−1s−1
    accelerazione angolareαϖrad· s−2s−2
    densitàρ, dchilogrammo al metro cubokg/m³kg · m−3
    molarità SI[10]Mmol · dm−3
    volume molareVmm3 · mol−1

    Prefissi[modifica | modifica wikitesto]

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Prefissi del Sistema internazionale di unità di misura.
    Le unità SI possono avere prefissi per rendere i valori né troppo grandi, né troppo piccoli. Ad esempio la radiazione elettromagnetica nel campo del visibile ha lunghezze d'onda pari circa a 0,000 0005 m che, più comodamente, è possibile scrivere 500 nm .
    Si noti, ad evitare ambiguità, l'importanza di utilizzare correttamente i simboli maiuscoli e minuscoli. Non è permesso utilizzare più prefissi in cascata: ad esempio non si può scrivere 10 000 m = 10 km = 1 dakm (un deca chilometro).
    Prefissi del Sistema Internazionale
    10nPrefissoSimboloNomeEquivalente decimale
    1024yottaYQuadrilione1 000 000 000 000 000 000 000 000
    1021zettaZTriliardo1 000 000 000 000 000 000 000
    1018exaETrilione1 000 000 000 000 000 000
    1015petaPBiliardo1 000 000 000 000 000
    1012teraTBilione1 000 000 000 000
    109gigaGMiliardo1 000 000 000
    106megaMMilione1 000 000
    103chilokMille1 000
    102hectohCento100
    101decadaDieci10
    100Uno1
    10−1decidDecimo0,1
    10−2centicCentesimo0,01
    10−3millimMillesimo0,001
    10−6microµMilionesimo0,000 001
    10−9nanonMiliardesimo0,000 000 001
    10−12picopBilionesimo0,000 000 000 001
    10−15femtofBiliardesimo0,000 000 000 000 001
    10−18attoaTrilionesimo0,000 000 000 000 000 001
    10−21zeptozTriliardesimo0,000 000 000 000 000 000 001
    10−24yoctoyQuadrilionesimo0,000 000 000 000 000 000 000 001
    Nel 1998 il SI ha introdotto i prefissi per multipli binari per evitare che i prefissi standard, relativi a multipli decimali, vengano usati per i multipli binari, che di regola andrebbero usati ad esempio per indicare i multipli binari dei byte; è comunque ancora usata la convenzione secondo cui, quando l'unità di misura è il byte o quelle da essa derivata, per kilo si intenda 1024 e non 1000, anche se si tratta in realtà di un errore.
    I prefissi per i multipli binari hanno lo scopo di operare secondo le potenze di 2 piuttosto che secondo le potenze di 10. Il simbolo è quello standard con l'aggiunta di "i".
    Così 1 kB equivale in realtà a 1 000 B, mentre 1 kiB equivale a 1 024 B. Un hard-disk da 2 TB ha capacità pari a 2 000 000 000 000 B o di ~1,819 TiB, un computer con memoria da 4 GiB ha una capacità di 4 294 967 296 B o di ~4,295 GB.

    Unità non SI[modifica | modifica wikitesto]

    Unità non SI accettate dal Sistema Internazionale[11][modifica | modifica wikitesto]

    Queste unità vengono accettate accanto a quelle ufficiali del SI in quanto il loro uso è tutt'oggi molto diffuso in tutta la popolazione anche non di ambiente scientifico. Il loro uso è tollerato per permettere agli studiosi di far capire le loro ricerche a un pubblico molto ampio, anche di non esperti nel settore. Questa categoria contiene soprattutto unità di tempo e di angoli. Anche i simboli ° ' " andrebbero tenuti distanziati dal valore numerico: per esempio, «25 °C» è la forma corretta, mentre è errata la scrittura «25°C».
    NomeSimboloEquivalenza in termini di unità fondamentali SI
    minutomin1 min = 60 s
    orah1 h = 60 min = 3 600 s
    giornod1 d = 24 h = 1440 min = 86 400 s
    litrol, L[3]1 L = 1 dm3 = 10−3 m3
    grado°1º = (π/180) rad
    minuto primo1′ = (1/60)° = (π/10 800) rad
    minuto secondo1″ = (1/60)′ = (π/648 000) rad
    ettaroha1 ha = 1 hm2 = 104 m2
    tonnellatat1 t = 103 kg = 106 g

    Unità non SI accettate perché più precise[12][modifica | modifica wikitesto]

    Queste unità sono accettate perché quelle previste dal SI sono ricavate mediante relazioni fisiche che includono costanti non conosciute con precisione sufficiente. In questo caso si tollera l'uso di unità non ufficiali per la maggiore precisione.
    NomeSimboloEquivalenza in termini di unità fondamentali SI
    elettronvolteV1 eV = 1,602 176 53(14) × 10−19  J
    unità di massa atomicau1 u = 1 Da = 1,660 538 86(28) × 10−27  kg
    unità astronomicaua1 ua = 1,495 978 706 91(6) × 1011  m

    Altre unità non SI attualmente accettate[13][modifica | modifica wikitesto]

    Queste unità sono usate in ambiti commerciali, medici, legali e nella navigazione. Queste unità dovrebbero essere definite in relazione al SI in ogni documento in cui vengono usate. Il loro uso è però scoraggiato.
    NomeSimboloEquivalenza in termini di unità fondamentali SI
    angstromÅ1 Å = 0,1 nm = 10−10 m
    miglio nauticonm1 miglio nautico = 1 852 m
    nodokn1 nodo = 1 miglio nautico all'ora = (1 852/3 600) m/s
    barnb1 b = 100 fm2 = 10−28 m2
    barbar1 bar = 0,1 MPa = 100 kPa = 1 000 hPa = 105 Pa
    millimetro di mercuriommHg1 mmHg ≈ 133,322 Pa
    neper[14]Np1 Np = e qualsiasi unità fondamentale del SI
    bel[14]B1 B = (ln 10)/2 Np = 10 qualsiasi unità fondamentale del SI

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ nota dell'Istituto nazionale di ricerca metrologica
    2. ^ a b (ENIUPAC Gold Book, "derived unit of measurement"goldbook.iupac.orgURL consultato il 23 dicembre 2013.
    3. ^ a b Il simbolo l fu adottato dalla CIPM nel 1979, la possibilità di usare in alternativa provvisoria L fu stabilita nella 16ª CGPM per evitare ambiguità tra il numero 1 e la lettera l.
    4. ^ Al computer il punto a mezza altezza (·) può essere scritto: in ambiente macOSpremendo contemporaneamente i tasti  Shift + Alt + H, in ambiente Linuxpremendo contemporaneamente Alt Gr e ., in ambiente Microsoft Windowspremendo Alt e digitando la sequenza numerica 250)
    5. ^ (ENBIPMThe International System of Units (SI) (PDF), bipm.org, 2006, p. 133. URL consultato l'8 dicembre 2011.
    6. ^ Decreto del presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n. 802, in materia di "Attuazione della direttiva (CEE) numero 80/181 relativa alle unità di misura"
    7. ^ Una data temperatura differisce nelle due scale di 273,15 (scala Celsius = scala Kelvin − 273,15), ma la differenza di temperatura di 1 grado Celsius = 1 kelvin
    8. ^ a b Inizialmente queste unità stavano in una categoria a parte chiamata Unità supplementari. La categoria è stata abrogata nel 1995 dalla 20ª Conferenza generale dei pesi e delle misure (CGPM) e il radiante e lo steradiante sono ora considerate unità derivate.
    9. ^ Talvolta erroneamente chiamata radioattività (radioattività è il fenomeno fisico, mentre attività è la grandezza fisica derivata corrispondente).
    10. ^ Nella pratica la molarità si continua a misurare in mol/L
    11. ^ SI brochure - Tabella 6
    12. ^ SI brochure - Tabella 7
    13. ^ SI brochure – Tabella 8
    14. ^ a b Queste unità sono usate per esprimere il valore logaritmico della misura. Molto usato nella tecnica è il sottomultiplo del bel, il decibel: dB. Sia per il neper che per il bel è particolarmente importante che sia specificata la quantità misurata, ad esempio dBV nella misura di tensione. Per maggiori informazioni consultare lo standard ISO 31.