martedì 26 novembre 2013

CoRAP lista delle sostanze - pag 1 (di otto)






Echa, il “Navigator” tool per aiutare le Pmi sul regolamento Reach, anche in italiano


HELSINKI – Pubblicato da Echa l’aggiornamento nelle 23 lingue ufficiali UE del suo Navigator tool interattivo che aiuta i soggetti coinvolti a vario titolo nella produzione, distribuzione e utilizzo delle sostanze chimiche a individuare i loro obblighi.
Utilizzando il Navigator l’utente risponde viene guidato passo-passo nel definire quali siano gli obblighi cui è sottoposto in virtù dei regolamenti Reach e Clp Il navigatore fornisce anche collegamenti a documenti utili per l’adempimento di tali obblighi.
ECHA pertanto consiglia vivamente le piccole e medie imprese di utilizzare il navigatore, la cui attuale versione è in linea con l’attuale stato d’avanzamento della legislazione.
Per approfondire: Updated navigator tool.
Ancora Echa ha pubblicato i risultati di una ricerca sulla stima dei costi di sostituzioneper sei sostanze potenzialmente pericolose. Obiettivo dello studio è fornire agli Stati membri, e alle imprese, indicazioni teoriche e metodologiche che li possano sostenere nel compito di valutare i costi di sostituzione di una sostanza che desta preoccupazioni. Una puntuale analisi dei costi può quindi aiutare  a valutare tutti gli aspetti in gioco nel caso ci sia da decidere sulla restrizione dell’uso di una sostanza chimica pericolosa, compresa la spesa relativa alla perdita di funzionalità che una sostituzione probabilmente comporta.
Per approfondireResearch report published on the substitution costs of hazardous chemicals.
La Commissione di appello dell’Echa ha accolto il ricorso A-007-2012 presentato da Italcementi Fabbriche Riunite Cemento S.p.A. Bergamo, Italia , che a seguito di un controllo di conformità nell’ambito della procedura di valutazione del fascicolo, era stata obbligata a presentare ulteriori informazioni.
Nello specifico la Commissione di appello ha accolto le motivazioni del ricorrente che ha evidenziato come il tempo concesso per aggiornare i dati non era stato sufficiente: una volta notificata, il ricorrente avrebbe avuto solo tre giorni di tempo per conformarsi con la versione rettificata della decisione impugnata.
Secondo la Commissione quindi l’Echa avrebbe omesso di considerare adeguatamente i diritti e gli interessi del ricorrente e ha stabilito che la decisione impugnata dell’Echa avrebbe violato il dovere dell’Agenzia di agire in modo equo e ragionevole, violando il principio di buona amministrazione.
Di conseguenza la commissione di appello ha rimesso il caso all’Echa per la ri-valutazione.

ECHA: First four conclusion documents on substance evaluation published on ECHA website


ECHA/NA/13/41
The substance evaluation on ethylene oxide, tributyl phosphate, m-tolylidene diisocyanate and toluene has been concluded and the related conclusion documents are published. If needed, the authorities may consider actions for further risk management.
Helsinki, 26 November 2013 – Substance evaluation started in 2012 and Member States evaluated 36 substances. The first four cases from this batch are now concluded. In these cases the designated evaluating Member State decided not to ask any further information on these substances and hence no draft decision was prepared. The evaluating Member State has instead finalised its assessment and drawn conclusions about the suspected risks. This information is available in the conclusion documents. Additional information is available in the substance evaluation reports published on ECHA website.
The conclusion document summarises the evaluating Member State's view on the potential need for risk management. However, this conclusion alone is not starting any new regulatory process and is not binding to the Member States or the Commission. The registrants, Member State competent authorities and the Commission are invited to take note of the conclusions drawn by the four Member States, and to consider if further actions for ensuring the safe use of the substances is necessary.
The four substances and the main conclusions drawn by the evaluating Member States are:
Ethylene oxide, EC 200-849-9, CAS 75-21-8 (evaluating Member State Austria)
Community level agreement is needed on an acceptable risk level for workers and the general population with regard to the carcinogenic potential of substances, including ethylene oxide.
In addition to the existing harmonised classification, the substance also fulfils classification criteria for skin sensitisation Category 1, H317 (May cause an allergic skin reaction).
Tributyl phosphate, EC 204-800-2, CAS 126-73-8 (Hungary)
There is no need for any additional risk management measures and the evaluation confirmed that the current CLP classification for the human health endpoints is appropriate.
m-Tolylidene diisocyanate (TDI), EC 247-722-4, CAS 26471-62-5 (Poland)
The risks were verified to be under appropriate control. However, exposure to TDI is linked with the development of occupational asthma. If current occupational exposure limits are complied with and good control of exposures at work places is followed, isocyanate related asthma can be minimised.
Toluene, EC 203-625-9, CAS 108-88-3 (Finland)
The available EU indicative occupational exposure limit (50 ppm) could be too high, and should be reconsidered by the Commission's Scientific Committee on Occupational Exposure Limits. Evaluation agrees with  the EU Risk Assessment Report from 2002 and concludes that 20 ppm is an appropriate long-term Derived No Effect Level-value for workers through the inhalation route.

Further information

From the publication of the CoRAP, the 17 designated Member States had 12 months to evaluate substances listed for 2012 and, where justified, to prepare a draft decision requesting the registrant(s) to submit further information to clarify any possible risk. The final decision will be taken by ECHA after consultation of the Member State Competent Authorities and potentially of the Member State Committee (MSC). The decision will be taken by the European Commission if there is no unanimity at the MSC.
As for other evaluation decisions, registrants of the substances listed on the CoRAP will have an opportunity to comment before any final decision is taken. If a Member State decides within the 12 months that no further information is needed, it prepares a conclusion of the assessment recommending possible future regulatory risk management measures if deemed necessary.
ECHA's role in the substance evaluation is to prepare and adopt the Community Rolling Action Plan and to coordinate and support the evaluation work performed by the Member States. ECHA also adopts the decisions requesting further information. However, the conclusions and substance evaluation reports made, do not represent the position of ECHA but only that of the evaluating Member State.
Published conclusion documents and substance evaluation reports are available in the dynamic CoRAP table; click details on the right-hand side of the specific substance row.


lunedì 25 novembre 2013

DLgs. 81/2008 - ALLEGATO XVIII - VIABILITA’ NEI CANTIERI, PONTEGGI E TRASPORTO DEI MATERIALI




1.1. Le rampe di accesso al fondo degli scavi di splateamento o di sbancamento devono avere una carreggiata solida, atta a resistere al transito dei mezzi di trasporto di cui è previsto l'impiego, ed una pendenza adeguata alla possibilità dei mezzi stessi. L’accesso pedonale al fondo dello scavo deve essere reso indipendente dall’accesso carrabile; solo nel caso in cui non fosse possibile realizzare tale accesso, la larghezza delle rampe deve essere tale da consentire un franco di almeno 70 centimetri, oltre la sagoma di ingombro del veicolo. Qualora nei tratti lunghi il franco venga limitato ad un solo lato, devono essere realizzate piazzuole o nicchie di rifugio ad intervalli non superiori a 20 metri lungo l'altro lato.

1.2. I viottoli e le scale con gradini ricavati nel terreno o nella roccia devono essere provvisti di parapetto nei tratti prospicienti il vuoto quando il dislivello superi i 2 metri.

1.3. Le alzate dei gradini ricavati in terreno friabile devono essere sostenute, ove occorra, con tavole e paletti robusti o altri sistemi che garantiscano idonea stabilità.

1.4. Alle vie di accesso ed ai punti pericolosi non proteggibili devono essere apposte segnalazioni opportune e devono essere adottate le disposizioni necessarie per evitare la caduta di gravi dal terreno a monte dei posti di lavoro.

2.1. Ponteggi in legname

2.1.1. Collegamenti delle impalcature

2.1.1.1. L'accoppiamento degli elementi che costituiscono i montanti dei ponteggi deve essere eseguito mediante fasciatura con piattina di acciaio dolce fissata con chiodi oppure a mezzo di traversini di legno (ganasce); sono consentite legature fatte con funi di fibra tessile o altri idonei sistemi di connessione. 

2.1.2. Correnti

2.1.2.1. I correnti devono essere disposti a distanze verticali consecutive non superiori a m 2.

2.1.2.2. Essi devono poggiare su gattelli in legno inchiodati ai montanti ed essere solidamente assicurati ai montanti stessi con fasciatura di piattina di acciaio dolce (reggetta) o chiodi forgiati. Il collegamento può essere ottenuto anche con gattelli in ferro e con almeno doppio giro di catena metallica (agganciaponti); sono consentite legature con funi di fibra tessile o altri idonei sistemi di connessione.

2.1.2.3. Le estremità dei correnti consecutivi di uno stesso impalcato devono essere sovrapposte e le sovrapposizioni devono avvenire in corrispondenza dei montanti.

2.1.3. Traversi

2.1.3.1. I traversi di sostegno dell'intavolato devono essere montati perpendicolarmente al fronte della costruzione.

2.1.3.2. Quando l'impalcatura è fatta con una sola fila di montanti, un estremo dei traversi deve poggiare sulla muratura per non meno di 15 centimetri e l'altro deve essere assicurato al corrente.

2.1.3.3. La distanza fra due traversi consecutivi non deve essere superiore a m 1,20. E' ammessa deroga alla predetta disposizione sulla distanza reciproca dei traversi, a condizione che:
a) la distanza fra due traversi consecutivi non sia superiore a m 1,80;

b) il modulo di resistenza degli elementi dell'impalcato relativo sia superiore a 1,5 volte quello risultante dall'impiego di tavole poggianti su traversi disposti ad una distanza reciproca di m 1,20 e aventi spessore e larghezza rispettivamente di cm 4 e di cm 20. Tale maggiore modulo di resistenza può essere ottenuto mediante impiego, sia di elementi d'impalcato di dimensioni idonee, quali tavole di spessore e di larghezza rispettivamente non minore di 4 x 30 cm ovvero di 5 x 20 cm, sia di elementi d'impalcato compositi aventi caratteristiche di resistenza adeguata.

 2.1.4. Intavolati

2.1.4.1. Le tavole costituenti il piano di calpestio di ponti, passerelle, andatoie ed impalcati di servizio devono avere le fibre con andamento parallelo all'asse, spessore adeguato al carico da sopportare ed in ogni caso non minore di 4 centimetri, e larghezza non minore di 20 centimetri. Le tavole stesse non devono avere nodi passanti che riducano più del dieci per cento la sezione di resistenza.

2.1.4.2. Le tavole non devono presentare parti a sbalzo e devono poggiare almeno su tre traversi, le loro estremità devono essere sovrapposte, in corrispondenza sempre di un traverso, per non meno di 40 centimetri.

2.1.4.3. Le tavole devono essere assicurate contro gli spostamenti e ben accostate tra loro e all'opera in costruzione; è tuttavia consentito un distacco dalla muratura non superiore a 20 centimetri soltanto per la esecuzione di lavori in finitura.

2.1.4.4. Le tavole esterne devono essere a contatto dei montanti.

2.1.5. Parapetti

2.1.5.1. Il parapetto di cui all’articolo 116 del Capo IV è costituito da uno o più correnti paralleli all'intavolato, il cui margine superiore sia posto a non meno di 1 metro dal piano di calpestio, e di tavola fermapiede alta non meno di 20 centimetri, messa di costa e poggiante sul piano di calpestio.

2.1.5.2. Correnti e tavola fermapiede non devono lasciare una luce, in senso verticale, maggiore di 60 centimetri.

2.1.5.3. Sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati dalla parte interna dei montanti.

2.1.5.4. E' considerata equivalente al parapetto definito ai commi precedenti, qualsiasi protezione, realizzante condizioni di sicurezza contro la caduta verso i lati aperti non inferiori a quelle presentate dal parapetto stesso.

2.1.6. Ponti a sbalzo

2.1.6.1. Per il ponte a sbalzo in legno di cui all’articolo 117 del Capo IV devono essere osservate le seguenti norme:

a) l'intavolato deve essere composto con tavole a stretto contatto, senza interstizi che lascino passare materiali minuti, e il parapetto del ponte deve essere pieno; quest’ultimo può essere limitato al solo ponte inferiore nel caso di più ponti sovrapposti;

b) l'intavolato non deve avere larghezza utile maggiore di metri 1,20;

c) i traversi di sostegno dell'impalcato devono essere solidamente ancorati all'interno a parte stabile dell'edificio ricorrendo eventualmente all'impiego di saettoni; non è consentito l'uso di contrappesi come ancoraggio dei traversi, salvo che non sia possibile provvedere altrimenti;

d) i traversi devono poggiare su strutture e materiali resistenti;

e) le parti interne dei traversi devono essere collegate rigidamente fra di loro con due robusti correnti, di cui uno applicato contro il lato interno del muro o dei pilastri e l'altro alle estremità dei traversi in modo da impedire qualsiasi spostamento.

2.1.7. Mensole metalliche

2.1.7.1. Nei ponteggi a sbalzo possono essere usati sistemi di mensole metalliche, purché gli elementi fissi portanti siano applicati alla costruzione con bulloni passanti trattenuti dalla parte interna da dadi e controdadi su piastra o da chiavella oppure con altri dispositivi che offrano equivalente resistenza.

2.2. Ponteggi in altro materiale

2.2.1. Caratteristiche di resistenza

2.2.1.1. Gli elementi costituenti il ponteggio devono avere carico di sicurezza non minore di quello indicato nell'autorizzazione ministeriale prevista all'articolo 120 del Capo V.

2.2.1.2. L'estremità inferiore del montante deve essere sostenuta dalla piastra di base, di adeguate dimensioni, corredata da elementi di ripartizione del carico trasmesso dai montanti aventi dimensioni e caratteristiche adeguate ai carichi da trasmettere ed alla consistenza dei piani  di posa. La piastra deve avere un dispositivo di collegamento col montante atto a regolare il centraggio del carico su di essa.

2.2.1.3. I ponteggi devono essere controventati opportunamente sia in senso longitudinale che trasversale; è ammessa deroga alla controventatura trasversale a condizione che i collegamenti realizzino una adeguata rigidezza angolare. Ogni controvento deve resistere a trazione e a compressione. 

2.2.1.4. A giunto serrato, le due ganasce non devono essere a contatto dalla parte del bullone.

2.2.1.5. Le parti costituenti il giunto di collegamento, in esercizio devono essere riunite fra di loro permanentemente e solidamente in modo da evitare l'accidentale distacco di qualcuna di esse.

2.2.2. Ponti su cavalletti

2.2.2.1. I piedi dei cavalletti, oltre ad essere irrigiditi mediante tiranti normali e diagonali, devono poggiare sempre su piano stabile e ben livellato.

2.2.2.2. La distanza massima tra due cavalletti consecutivi può essere di m 3,60, quando si usino tavole con sezione trasversale di cm 30 x 5 e lunghe m 4. Quando si usino tavole di dimensioni trasversali minori, esse devono poggiare su tre cavalletti.

2.2.2.3. La larghezza dell'impalcato non deve essere inferiore a 90 centimetri e le tavole che lo costituiscono, oltre a risultare bene accostate fra loro ed a non presentare parti in sbalzo superiori a 20 centimetri, devono essere fissate ai cavalletti di appoggio.

2.2.2.4. E' fatto divieto di usare ponti su cavalletti sovrapposti e ponti con i montanti costituiti da scale a pioli.









3. Trasporto dei materiali
3.1. Castelli per elevatori

3.1.1. I castelli collegati ai ponteggi e costruiti per le operazioni di sollevamento e discesa dei materiali mediante elevatori, devono avere i montanti controventati per ogni due piani di ponteggio.

3.1.2. I montanti che portano l'apparecchio di sollevamento devono essere costituiti, a seconda dell'altezza e del carico massimo da sollevare, da più elementi collegati fra loro e con giunzioni sfalsate, poggianti sui corrispondenti elementi sottostanti.

3.1.3. I castelli devono essere progettati ai sensi dell’articolo 123 del Capo V ed ancorati alla costruzione ad ogni piano di ponteggio.

3.2. Impalcati e parapetti dei castelli

3.2.1. Gli impalcati dei castelli devono risultare sufficientemente ampi e muniti, sui lati verso il vuoto, di parapetto e tavola fermapiede normali.

3.2.2. Per il passaggio della benna o del secchione può essere lasciato un varco purché in corrispondenza di esso sia applicato un fermapiede alto non meno di 30 centimetri. Il varco deve essere ridotto allo stretto necessario e delimitato da robusti e rigidi sostegni laterali, dei quali quello opposto alla posizione del tiro deve essere assicurato superiormente ad elementi fissi dell'impalcatura.

3.2.3. Dal lato interno dei sostegni di cui sopra, all'altezza di m 1,20 e nel senso normale all'apertura, devono essere applicati due staffoni in ferro sporgenti almeno cm 20, da servire per appoggio e riparo del lavoratore.

3.2.4. Gli intavolati dei singoli ripiani devono essere formati con tavoloni di spessore non inferiore a cm 5 che devono poggiare su traversi aventi sezione ed interasse dimensionati in relazione al carico massimo previsto per ciascuno dei ripiani medesimi.

3.3. Montaggio degli elevatori

3.3.1. I montanti delle impalcature, quando gli apparecchi di sollevamento vengono fissati direttamente ad essi, devono essere  rafforzati e controventati in modo da ottenere una solidità adeguata alle maggiori sollecitazioni a cui sono sottoposti.

3.3.2. Nei ponti metallici i montanti, su cui sono applicati direttamente gli elevatori, devono essere di numero ampiamente sufficiente ed in ogni caso non minore di due.

3.3.3. I bracci girevoli portanti le carrucole ed eventualmente gli argani degli elevatori devono essere assicurati ai montanti mediante staffe con bulloni a vite muniti di dado e controdado; analogamente deve essere provveduto per le carrucole di rinvio delle funi ai piedi dei montanti quando gli argani sono installati a terra.

3.3.4. Gli argani installati a terra, oltre ad essere saldamente ancorati, devono essere disposti in modo che la fune si svolga dalla parte inferiore del tamburo.

3.3.5. Il manovratore degli argani "a bandiera" fissati a montanti di impalcature, quando non possano essere applicati parapetti sui lati e sulla fronte del posto di manovra, deve indossare la cintura di sicurezza.

3.3.6. La protezione di cui al precedente punto 3.2.3. deve essere applicata anche per il lavoratore addetto al ricevimento dei carichi sulle normali impalcature.

3.4. Sollevamento di materiali dagli scavi

3.4.1. Le incastellature per sostenere argani a mano od a motore per gli scavi in genere, devono poggiare su solida ed ampia piattaforma munita di normali parapetti e tavole fermapiede sui lati prospicienti il vuoto.

3.4.2. Le armature provvisorie per sostenere apparecchi leggeri per lo scavo di pozzi o di scavi a sezione ristretta (arganetti o conocchie) azionati solamente a braccia, devono avere per base un solido telaio, con piattaforme per i lavoratori e fiancate di sostegno dell'asse dell'apparecchio opportunamente irrigidite e controventate.

3.4.3. In ogni caso, quando i suddetti apparecchi sono installati in prossimità di cigli di pozzi o scavi, devono essere adottate le misure necessarie per impedire franamenti o caduta di materiali.


domenica 24 novembre 2013

ALLEGATO XVII - IDONEITA’ TECNICO PROFESSIONALE

ALLEGATO XVII
                                                        

1. Ai fini della verifica dell’idoneità tecnico professionale le imprese dovranno esibire al committente o al responsabile dei lavori almeno:

a) iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto
b) documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a) o autocertificazione di cui all’articolo 29, comma 5, del presente decreto legislativo
c) specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al presente decreto legislativo, di macchine, attrezzature e opere provvisionali
d) elenco dei dispositivi di protezione individuali forniti ai lavoratori
e) nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, degli incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione, di primo soccorso e gestione dell’emergenza, del medico competente quando necessario
f) nominativo (i) del (i) rappresentante (i) dei lavoratori per la sicurezza
g) attestati inerenti la formazione delle suddette figure e dei lavoratori prevista dal presente decreto legislativo 
h) elenco dei lavoratori risultanti dal libro matricola e relativa idoneità sanitaria prevista dal presente decreto legislativo
i) documento unico di regolarità contributiva
l) dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o interdittivi di cui all’art. 14 del presente decreto legislativo

2. I lavoratori autonomi dovranno esibire almeno:

a) iscrizione alla camera di commercio, industria ed artigianato con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto
b) specifica documentazione attestante la conformità alle disposizioni di cui al presente decreto legislativo di macchine, attrezzature e opere provvisionali
c) elenco dei dispositivi di protezione individuali in dotazione
d) attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria previsti dal presente decreto legislativo
e) documento unico di regolarità contributiva di cui al Decreto Ministeriale 24 ottobre 2007

3. In caso di sub-appalto il datore di lavoro committente verifica l’idoneità tecnico-professionale dei subappaltatori con gli stessi criteri di cui al precedente punto 1.

DLgs. n 81/ 2008 - ALLEGATO XVI FASCICOLO CON LE CARATTERISTICHE DELL’OPERA



Il fascicolo predisposto la prima volta a cura del coordinatore per la progettazione, è eventualmente modificato nella fase esecutiva in funzione dell’evoluzione dei lavori ed è aggiornato a cura del committente a seguito delle modifiche intervenute in un’opera nel corso della sua esistenza. Per interventi su opere esistenti già dotate di fascicolo e che richiedono la designazione dei coordinatori, l’aggiornamento del fascicolo è predisposto a cura del coordinatore per la progettazione.

Per le opere di cui al D.Lgs. n. 163 del 12 aprile 2006 e successive modifiche, il fascicolo tiene conto del piano di manutenzione dell’opera e delle sue parti, di cui all’articolo 40 del Decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554.

Il fascicolo accompagna l’opera per tutta la sua durata di vita.


Il fascicolo comprende tre capitoli:

CAPITOLO I – la descrizione sintetica dell’opera e l’indicazione dei soggetti coinvolti (scheda I)

CAPITOLO II – l’individuazione dei rischi, delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e di quelle ausiliarie, per gli interventi successivi prevedibili sull’opera, quali le manutenzioni ordinarie e straordinarie, nonché per gli altri interventi successivi già previsti o programmati (schede II-1, II-2 e II-3).

Le misure preventive e protettive in dotazione dell’opera sono le misure preventive e protettive incorporate nell'opera o a servizio della stessa, per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori incaricati di eseguire i lavori successivi sull’opera.

Le misure preventive e protettive ausiliarie sono, invece, le altre misure preventive e protettive la cui adozione è richiesta ai datori di lavoro delle imprese esecutrici ed ai lavoratori autonomi incaricati di eseguire i lavori successivi sull’opera.

Al fine di definire le misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e quelle ausiliarie, devono essere presi in considerazione almeno i seguenti elementi:

a)     accessi ai luoghi di lavoro;
b)    sicurezza dei luoghi di lavoro;
c)     impianti di alimentazione e di scarico;
d)    approvvigionamento e movimentazione materiali;
e)     approvvigionamento e movimentazione attrezzature;
f)     igiene sul lavoro;
g)    interferenze e protezione dei terzi.

Il fascicolo fornisce, inoltre, le informazioni sulle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera, necessarie per pianificarne la realizzazione in condizioni di sicurezza, nonché le informazioni riguardanti le modalità operative da adottare per:

a)     utilizzare le stesse in completa sicurezza;
b)    mantenerle in piena funzionalità nel tempo, individuandone in particolare le verifiche, gli interventi manutentivi necessari e la loro periodicità.

CAPITOLO III - i riferimenti alla documentazione di supporto esistente (schede III-1, III-2 e III-3).

CAPITOLO I - Modalità per la descrizione dell'opera e l’individuazione dei soggetti interessati.

1. Per la realizzazione di questa parte di fascicolo è utilizzata come riferimento la successiva scheda I, che è sottoscritta dal soggetto responsabile della sua compilazione.


Scheda I - Descrizione sintetica dell'opera ed individuazione dei soggetti interessati

















Inizio lavori

Fine lavori



Via

Località

Città

Provincia





Committente

Indirizzo:

tel.

Responsabile dei lavori

Indirizzo:

tel.

Progettista architettonico

Indirizzo:

tel.

Progettista strutturista

Indirizzo:

tel.



Progettista impianti elettrici

Indirizzo:

tel.

Altro progettista (specificare)

Indirizzo:

tel.

Coordinatore per la progettazione

Indirizzo:

tel.

Coordinatore per l’esecuzione dei lavori

Indirizzo:

tel.

Impresa appaltatrice

Legale rappresentante

Indirizzo:

tel.

Lavori appaltati

















CAPITOLO  II - Individuazione dei rischi, delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e di  quelle ausiliarie.

1. Per la realizzazione di questa parte di fascicolo sono utilizzate come riferimento le successive schede, che sono sottoscritte dal soggetto responsabile della sua compilazione.
2.1 La scheda II-1 è redatta per ciascuna tipologia di lavori prevedibile, prevista o programmata sull’opera, descrive i rischi individuati e, sulla base dell’analisi di ciascun punto critico (accessi ai luoghi di lavoro, sicurezza dei luoghi di lavoro, ecc.), indica le misure preventive e protettive in dotazione dell’opera e quelle ausiliarie. Tale scheda è corredata, quando necessario, con tavole allegate, contenenti le informazioni utili per la miglior comprensione delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera ed indicanti le scelte progettuali effettuate allo scopo, come la portanza e la resistenza di solai e strutture, nonché il percorso e l’ubicazione di impianti e sottoservizi; qualora la complessità dell’opera lo richieda, le suddette tavole sono corredate da immagini, foto o altri documenti utili ad illustrare le soluzioni individuate.
2.2 La scheda II-2 è identica alla scheda II-1 ed è utilizzata per eventualmente adeguare il fascicolo in fase di esecuzione dei lavori ed ogniqualvolta sia necessario a seguito delle modifiche intervenute in un’opera nel corso della sua esistenza. Tale scheda sostituisce la scheda II-1, la quale è comunque conservata fino all’ultimazione dei lavori.
2.3 La scheda II-3 indica, per ciascuna misura preventiva e protettiva in dotazione dell’opera, le informazioni necessarie per pianificarne la realizzazione in condizioni di sicurezza, nonché consentire il loro utilizzo in completa sicurezza e permettere al committente il controllo della loro efficienza.


Scheda II-1 - Misure preventive e protettive in dotazione dell’opera ed ausiliarie

Tipologia dei lavori
Codice scheda



Tipo di intervento
Rischi individuati




Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro



Punti critici
Misure preventive e protettive in dotazione dell’opera
Misure preventive e protettive ausiliarie
Accessi ai luoghi di lavoro



Sicurezza dei luoghi di lavoro



Impianti di alimentazione e di scarico


Approvvigionamento e movimentazione materiali


Approvvigionamento e movimentazione attrezzature


Igiene sul lavoro



Interferenze e protezione terzi



Tavole allegate




Scheda II-2 - Adeguamento delle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera ed ausiliarie



Tipologia dei lavori
Codice scheda



Tipo di intervento
Rischi individuati




Informazioni per imprese esecutrici e lavoratori autonomi sulle caratteristiche tecniche dell'opera progettata e del luogo di lavoro



Punti critici
Misure preventive e protettive in dotazione dell’opera
Misure preventive e protettive ausiliarie
Accessi ai luoghi di lavoro



Sicurezza dei luoghi di lavoro



Impianti di alimentazione e di scarico


Approvvigionamento e movimentazione materiali


Approvvigionamento e movimentazione attrezzature


Igiene sul lavoro



Interferenze e protezione terzi



Tavole allegate




Scheda II-3 - Informazioni sulle misure preventive e protettive in dotazione dell’opera necessarie per pianificarne la realizzazione in condizioni di sicurezza e modalità di utilizzo e di controllo dell'efficienza delle stesse

Codice scheda


Misure preventive
e protettive in dotazione dell’opera previste
Informazioni necessarie per pianificarne la realizzazione in sicurezza
Modalità di utilizzo in condizioni di sicurezza
Verifiche e controlli
da effettuare
Periodicità
Interventi di manutenzione
da effettuare
Periodicità











































































CAPITOLO III - Indicazioni per la definizione dei riferimenti della documentazione di supporto esistente.

1. All'interno del fascicolo sono indicate le informazioni utili al reperimento dei documenti tecnici dell’opera che risultano di particolare utilità ai fini della sicurezza, per ogni intervento successivo sull’opera, siano essi elaborati progettuali, indagini specifiche o semplici informazioni; tali documenti riguardano:

a)     il contesto in cui è collocata;
b)    la struttura architettonica e statica;
c)     gli impianti installati.

2. Qualora l’opera sia in possesso di uno specifico libretto di manutenzione contenente i documenti sopra citati ad esso si rimanda per i riferimenti di cui sopra.

3. Per la realizzazione di questa parte di fascicolo sono utilizzate come riferimento le successive schede, che sono sottoscritte dal soggetto responsabile della sua compilazione.


Scheda III-1 - Elenco e collocazione degli elaborati tecnici relativi all'opera nel proprio contesto



Elaborati tecnici per i lavori di
Codice scheda


Elenco degli elaborati tecnici
relativi all’opera nel proprio contesto
Nominativo e recapito dei soggetti che hanno predisposto gli elaborati tecnici
Data del documento
Collocazione degli  elaborati tecnici
Note


Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:





Scheda III-2 - Elenco e collocazione degli elaborati tecnici relativi alla struttura architettonica e statica dell'opera



Elaborati tecnici per i lavori di
Codice scheda


Elenco degli elaborati tecnici
relativi alla struttura architettonica e statica dell’opera
Nominativo e recapito dei soggetti che hanno predisposto gli elaborati tecnici
Data del documento
Collocazione degli  elaborati tecnici
Note


Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:





Scheda III-3 - Elenco e collocazione degli elaborati tecnici relativi agli impianti dell'opera



Elaborati tecnici per i lavori di
Codice scheda


Elenco degli elaborati tecnici relativi agli impianti dell’opera
Nominativo e recapito dei soggetti che hanno predisposto gli elaborati tecnici
Data del documento
Collocazione degli  elaborati tecnici
Note


Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono:






Nominativo:
indirizzo:
telefono: