venerdì 28 febbraio 2020

Dal 1° gennaio 2020, un documento unico di circolazione prenderà il posto del certificato di proprietà e della carta di circolazione delle auto

22 NOVEMBRE 201974.773 visualizzazioni
Dal 1° gennaio 2020, un documento unico di circolazione prenderà il posto del certificato di proprietà e della carta di circolazione delle auto. Si chiamerà Duc e fonderà insieme le informazioni della Motorizzazione Civile, che consegna il libretto di circolazione, e del Pra, il Pubblico Registro Automobilistico gestito dall’Aci, che rilascia il certificato di proprietà. Cosa cambia per il cittadino? Meno carte in macchina perché il documento sarà dematerializzato sin dall’origine, e anche meno costi al momento di eseguire una pratica di amministrazione, come il passaggio di proprietà fra privati. Si pagheranno due marche da bollo anziché quattro, quindi 32 euro contro gli attuali 64 e anche il costo della trascrizione all’Aci-Pra diminuirà di 7 euro; un risparmio di 39 euro, dunque. Il nuovo documento unico di circolazione sarà rilasciato dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti e conterrà tutti i dati del veicolo, sia quelli tecnici sia quelli riguardanti la proprietà, che finora erano distinti nei due attuali documenti. Si potrà ottenere il nuovo Duc presso un qualsiasi sportello telematico dell’automobilista, oppure presso gli uffici Aci e quelli della Motorizzazione. Si eviterà, dunque, il doppio passaggio. Nulla cambia, invece, per l’imposta di trascrizione, che rimane invariata.

martedì 25 febbraio 2020

CORONA Virus -- Che differenza c’è tra focolaio, epidemia e pandemia?

Che differenza c’è tra focolaio, epidemia e pandemia? Cosa si intende per contatto stretto? Sono queste le domande più ricorrenti in piena emergenza coronavirus. L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) pubblica sul portale un glossario con le parole chiave dell’epidemia.

Focolaio epidemico

Si verifica quando una malattia infettiva provoca un aumento nel numero di casi rispetto a quanto atteso all’interno di una comunità o di una regione ben circoscritta, come sta accadendo in questi giorni in alcune aree del Nord Italia con il SARS-CoV-2.

Epidemia

È la manifestazione frequente e localizzata, ma limitata nel tempo, di una malattia infettiva, con una trasmissione diffusa del virus. Si verifica quando un soggetto ammalato contagia più di una persona e il numero dei casi di malattia aumenta rapidamente in breve tempo. È questa per il momento la situazione di Wuhan e della regione dell’Hubei in Cina.

Pandemia

È la diffusione di una malattia in più continenti o comunque in vaste aree del mondo. È caratterizzata da una trasmissione alla maggior parte della popolazione. Al momento, quella da SARS-CoV-2 non è una pandemia.

Soggetto asintomatico

È una persona affetta da una malattia, ma che non presenta alcun sintomo apparente. Esiste un periodo chiamato “incubazione” in cui una malattia è già presente senza mostrare sintomi ma alcune malattie possono rimanere asintomatiche per sempre. Le persone con coronavirus sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus.

Quarantena

È un periodo di isolamento al quale vengono sottoposte persone che potrebbero portare con sé germi di malattie infettive. Per il coronavirus è stata fissata a 14 giorni, e si applica agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di COVID-19.

Contatto stretto

Possono essere gli operatori sanitari o altre persone impiegate nell’assistenza di un caso sospetto o confermato; le persone che sono state faccia a faccia o nello stesso ambiente chiuso o che vivono nella stessa casa con un caso sospetto o confermato; così come quelle che vi hanno viaggiato in aereo nella stessa fila o nelle due file antecedenti o successive.

VIRGILIO NOTIZIE | 25-02-2020 13:06
Coronavirus, 10 comuni del Lodigiano in isolamento: le immagini

venerdì 21 febbraio 2020

Coronavirus Trasmissione, prevenzione e trattamento News



Coronavirus
Trasmissione, prevenzione e trattamento
News





Trasmissione
I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:
·       la saliva, tossendo e starnutendo
·       contatti diretti personali
·       le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
·       una contaminazione fecale (raramente).

Nuovo coronavirus 2019-nCoV: il punto sui meccanismi di trasmissione
Nel Situation Report – 12, pubblicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il 1 febbraio 2020 viene fatto il punto sui meccanismi di trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV.

Sulla base dei dati al momento disponibili, l’OMS ribadisce che il contatto con i casi sintomatici (persone che hanno contratto l’infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia) è il motore principale della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV.

L’OMS è a conoscenza di una possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche e ne sottolinea la rarità. In base a quanto già noto sui coronavirus (ad es. MERS-CoV), sappiamo infatti che l’infezione asintomatica potrebbe essere rara e che la trasmissione del virus da casi asintomatici è molto rara. Sulla base di questi dati, l’OMS conclude che la trasmissione da casi asintomatici probabilmente non è uno dei motori principali della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV.

Trattamento
Non esistono trattamenti specifici per le infezioni causate dai coronavirus e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus. La maggior parte delle persone infette da coronavirus comuni guarisce spontaneamente.

Riguardo il nuovo coronavirus 2019-nCoV, non esistono al momento terapie specifiche, vengono curati i sintomi della malattia (così detta terapia di supporto) in modo da favorire la guarigione, ad esempio fornendo supporto respiratorio.

Prevenzione
È possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti:

Proteggi te stesso
Lavati spesso le mani (dopo aver tossito/starnutito, dopo aver assistito un malato, prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato animali o le loro deiezioni o più in generale quando le mani sono sporche in qualunque modo).

In ambito assistenziale (ad esempio negli ospedali) segui i consigli degli operatori sanitari che forniscono assistenza.

Non è raccomandato l’utilizzo generalizzato di mascherine chirurgiche in assenza di sintomi.

Proteggi gli altri
·       Se hai una qualsiasi infezione respiratoria copri naso e bocca quando tossisci e/o starnutisci (gomito interno/fazzoletto).
·       Se hai usato un fazzoletto buttalo dopo l’uso.
·       Lavati le mani dopo aver tossito/starnutito.


Amianto friabile.

Amianto friabile.



MISURE di SICUREZZA da RISPETTARE DURANTE gli INTERVENTI di BONIFICA di  MATERIALI  FRIABILI.
I lavori di bonifica di materiali friabili contenenti amianto dovranno essere eseguiti attenendosi alle raccomandazioni contenute nei punti seguenti:
I - Allestimento del cantiere.
Se l'ambiente in cui avviene la rimozione non è naturalmente confinato, oc­corre provvedere alla realizzazione di un confinamento artificiale con idonei divisori.
Prima dell'inizio del lavoro, la zona dovrà essere sgombra da tutti i mobili e le attrezzature che possono essere spostati.
Se i mobili e/o le attrezzature sono coperte da detriti o polvere, devono esse­re puliti a umido prima dello spostamento dalla zona di lavoro. Tutti i mobili e le attrezzature che non possono essere spostati devono essere completamente ricoperti con fogli di plastica di spessore adeguato ed accura­tamente sigillati sul posto.
Tutte le armature per l'illuminazione presente devono essere tolte, pulite e sigillate in fogli dì plastica e depositate in zona di sicurezza incontaminata. Devono essere asportati tutti gli equipaggiamenti di ventilazione e riscalda­mento e altri elementi smontabili, puliti e tolti dalia zona di lavoro. Tutti gli oggetti inamovibili devono essere sigillati, in modo tale che non vengano danneggiati e/o contaminati durante il lavoro. Devono essere rimossi tutti i filtri dei sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento. I filtri sostituiti vanno posti in sacchi sigillati di plastica per essere smaltiti come rifiuti contenenti amianto. I filtri permanenti vanno puliti a umido e reinstallati.
Tutte le aperture di ventilazione, le attrezzature fisse, gli infissi e radiatori, devono essere sigillati sul posto, uno per uno, con fogli di plastica chiusi da nastro adesivo fino a che il lavoro, pulizia compresa, non sarà completato.
Il pavimento dell'area di lavoro dovrà essere ricoperto con uno o più fogli di polietilene di spessore adeguato. Le giunzioni saranno unite con nastro im­permeabile; la copertura del pavimento dovrà estendersi alla parete per al­meno 500 mm.
Tulle le pareti della zona di lavoro saranno ricoperte con fogli di polietilene di spessore adeguato e sigillate sul posto con nastro a prova di umidità. Tutte le barriere di fogli di plastica e l'isolamento della zona vanno mante­nuti durante tutta la preparazione del lavoro. Bisognerà effettuare ispezioni periodiche per assicurare che le barriere siano funzionanti.
Tutti i cavedii e le altre possibili comunicazioni per il passaggio di cavi. tu­bazioni, ecc. devono essere individuati e sigillati. I bordi delle barriere tem­poranee, i fori e le fessure vanno tamponati con silicone o schiume espanse. Porte e finestre vanno sigillate applicando prima nastro adesivo sui bordi e coprendole successivamente con un telo di polietilene di superficie più estesa delle aperture.
Deve essere predisposta un'uscita di sicurezza per consentire una rapida via di fuga, realizzata con accorgimenti tali da non compromettere l'isolamento dell'area di lavoro (ad es. telo di polietilene da tagliare in caso di emergen­za). Deve essere installato un impianto temporaneo di alimentazione elettri­ca, di tipo stagno e collegato alla messa a terra. I cavi devono essere disposti in modo da non creare intralcio al lavoro e non essere danneggiati acciden­talmente.
Per realizzare un efficace isolamento dell'area di lavoro è necessario, oltre all'installazione delle barriere (confinamento statico), l'impiego di un siste­ma di estrazione dell'aria che metta in depressione il cantiere di bonifica ri­spetto all'esterno (confinamento dinamico). Il sistema di estrazione deve ga­rantire un gradiente di pressione tale che, attraverso i percorsi di accesso al cantiere e le inevitabili imperfezioni delle barriere di confinamento si verifi-chi un flusso d'aria dall'esterno verso l'interno del cantiere in modo da evita­re qualsiasi fuoriuscita di fibre. Nello stesso tempo questo sistema garantisce il rinnovamento dell'aria e riduce la concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all'interno dell'area di lavoro. L'aria aspirata deve essere espulsa all'esterno dell'area di lavoro, quando possibile fuori dall'edificio.
L'uscita del sistema di aspirazione deve attraversare le barriere di confina­mento, l'integrità delle barriere deve essere mantenuta sigillando i teli di po­lietilene con nastro adesivo intorno all'estrattore o al tubo di uscita. L'aria inquinata aspirata dagli estrattori deve essere efficacemente filtrata prima di essere emessa all'esterno del cantiere. Gli estrattori devono essere muniti di un filtro HEPA (alta efficienza: 99.97 DOP).
Gli estrattori devono essere messi m funzione prima che qualsiasi materiale contenente amianto venga manomesso e devono funzionare ininterrottamente (24 ore su 24) per mantenere il confinamento dinamico fino a che la decon­taminazione dell'area di lavoro non sia completa. Non devono essere spenti alla fine del turno di lavoro ne durante le eventuali pause. In caso di interruzione di corrente o di qualsiasi altra causa accidentale che provochi l'arresto degli estrattori, l'attività di rimozione deve essere interrot­ta; tutti i materiali di amianto già rimossi e caduti devono essere insaccati finché sono umidi.
L'estrattore deve essere provvisto di un manometro che consenta di determi­nare quando i filtri devono essere sostituiti. Il cambio dei filtri deve avvenire all'interno dell'area di lavoro, ad opera di personale munito di mezzi di protezione individuale per l'amianto. Tutti i filtri usati devono essere insaccati e trattati come rifiuti contaminati da amianto.
2 - Collaudo del cantiere
Dopo che è stato completato l'allestimento del cantiere, compresa l'installazione dell'unità di decontaminazione e prima dell'inizio di qualsiasi operazione che comporti la manomissione dell'amianto, i sistemi di confi­namento devono essere collaudati mediante prove di tenuta.
a) Prova della tenuta con fumogeni.
Ad estrattori spenti l'area di lavoro viene saturata con un fumogeno e si osservano, dall'esterno del cantiere, le eventuali fuoriuscite di fumo. Occorre ispezionare, a seconda delle situazioni le barriere di confina­mento, il perimetro esterno dell'edificio, il piano sovrastante. Tutte le falle individuate vanno sigillate dall'interno.
b) Collaudo della depressione.
Si accendono gli estrattori uno alla volta e si osservano i teli di plastica delle barriere di confinamento: questi devono rigonfiarsi leggermente formando un ventre rivolto verso l'interno dell'area di lavoro. La dire­zione del flusso dell'aria viene verificata utilizzando fialette fumogene, II test deve essere effettuato, in particolare, all'esterno del cantiere, in prossimità delle eventuali aperture per l'immissione passiva di aria e nei locali dell'unità di decontaminazione, in condizioni di quiete e du­rante l'apertura delle porte. Si deve osservare che il fumo venga sempre richiamato verso l'interno dell'area di lavoro. La misura della depres­sione può essere effettuata con un manometro differenziale, munito di due sonde che vengono collocate una all'interno e l'altra all'esterno dell'area di lavoro.
3 - Area di decontaminazione
Dovrà essere approntato un sistema di decontaminazione del personale, composto da 4 zone distinte, come qui sotto descritte.
a) Locale di equipaggiamento.
Questa zona avrà due accessi, uno adiacente all'arca di lavoro e l'altro adiacente al locale doccia. Pareti, soffitto e pavimento saranno ricoperti con un foglio di plastica di spessore adeguato. Un apposito contenitore di plastica deve essere sistemato in questa zona per permettere agli ope­rai di riporvi il proprio equipaggiamento prima di passare al locale doccia.
b) Locale doccia­
La doccia sarà accessibile dal locale equipaggiamento e dalla chiusa d'aria.
Questo locale dovrà contenere come minimo una doccia con acqua cal­da e fredda e sarà dotato ove possibile di servizi igienici. Dovrà essere assicurata la disponibilità continua di sapone in questo locale. Le acque di scarico delle docce devono essere convenientemente filtrate prima di essere scaricate.
e) Chiusa d'aria.
La chiusa d'aria dovrà essere costruita tra il locale doccia ed il locale spogliatoio incontaminato. La chiusa d'aria consisterà in uno spazio largo circa 1.5 m con due accessi. Uno degli accessi dovrà rimanere sempre chiuso: per ottenere ciò è opportuno che gli operai attraversino la chiusa d'aria uno alla volta.
d) Locale incontaminato (spogliatoio).
Questa zona avrà un accesso dall'esterno (aree incontaminate) ed un'uscita attraverso la chiusa d'aria. Il locale dovrà essere munito di armadietti per consentire agli operai di riporre gli abiti dall'esterno. Quest'area servirà anche come magazzino per l’equipaggiamento pulito.
4 - Protezione dei lavoratori
Prima dell'inizio dei lavori, gli operai devono venire istruiti ed informati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, che dovranno includere un pro­gramma di addestramento all'uso delle maschere respiratorie, sulle procedu­re per la rimozione, la decontaminazione e la pulizia del luogo di lavoro. Gli operai devono essere equipaggiati con adatti dispositivi di protezione individuali delle vie respiratorie (vedi Allegato 4), devono inoltre essere do­tati di un sufficiente numero di indumenti protettivi completi. Questi indu­menti saranno costituiti da tuta e copricapo. Gli indumenti a perdere e le co­perture per i piedi devono essere lasciati nella stanza dell'equipaggiamento contaminato sino al termine dei lavori di bonifica dell'amianto, ed a quel punto dovranno essere immagazzinati come gli scarti dell'amianto- Tulle le volte che si lascia la zona di lavoro è necessario sostituire gli indumenti pro­tettivi con altri incontaminati. E' necessario che gli indumenti protettivi siano:
• di carta o tela plastificata a perdere. In lai caso sono da trattare come ri­fiuti inquinanti e quindi da smaltire come i materiali di risulta provenienti dalle operazioni di bonifica;
• di cotone o di altro tessuto a tessitura compatta (da pulire a fine turno con accurata aspirazione, porre in contenitori chiusi e lavare dopo ogni turno a cura della impresa o in lavanderia attrezzata);
• sotto la tuta l'abbigliamento deve essere ridotto al minimo (un costume da bagno o biancheria a perdere).
Elencare ed affiggere, nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia, le procedure di lavoro e di decontaminazione che dovranno essere seguite dagli operai.
Procedure di accesso all 'area di lavoro.
Accesso alla zona:
ciascun operaio dovrà togliere gli indumenti nel locale spogliatoio inconta­minato ed indossare un respiratore dotato di filtri efficienti ed indumenti protettivi, prima di accedere alla zona di equipaggiamento ed accesso all'area di lavoro.
Uscita dalla zona di lavoro:
ciascun operaio dovrà ogni volta che lascia la zona di lavoro, togliere la contaminazione più evidente dagli indumenti prima di lasciare l'area di lavo­ro, mediante un aspiratore; proseguire verso la zona dell'equipaggiamento, adempiere alle procedure seguenti:
• togliere tutti gli indumenti eccetto il respiratore;
4 - Protezione dei lavoratori
Prima dell'inizio dei lavori, gli operai devono venire istruiti ed informati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, che dovranno includere un pro­gramma di addestramento all'uso delle maschere respiratorie, sulle procedu­re per la rimozione, la decontaminazione e la pulizia del luogo di lavoro. Gli operai devono essere equipaggiati con adatti dispositivi di protezione individuali delle vie respiratorie (vedi Allegato 4), devono inoltre essere do­tati di un sufficiente numero di indumenti protettivi completi. Questi indu­menti saranno costituiti da tuta e copricapo. Gli indumenti a perdere e le co­perture per i piedi devono essere lasciati nella stanza dell'equipaggiamento contaminato sino al termine dei lavori di bonifica dell'amianto, ed a quel punto dovranno essere immagazzinati come gli scarti dell'amianto- Tulle le volte che si lascia la zona di lavoro è necessario sostituire gli indumenti pro­tettivi con altri incontaminali. E' necessario che gli indumenti protettivi siano:
• di carta o tela plastificata a perdere. In lai caso sono da trattare come ri­fiuti inquinanti e quindi da smaltire come i materiali di risulta provenienti dalle operazioni di bonifica;
• di cotone o di altro tessuto a tessitura compatta (da pulire a fine turno con accurata aspirazione, porre in contenitori chiusi e lavare dopo ogni turno a cura della impresa o in lavanderia attrezzata);
• sotto la tuta l'abbigliamento deve essere ridotto al minimo (un costume
da bagno o biancheria a perdere.
Elencare ed affìggere, nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia, le procedure di lavoro e dì decontaminazione che dovranno essere seguite dagli operai.
Procedure di accesso ali 'area di lavoro.
Accesso alla zona:
ciascun operaio dovrà togliere gli indumenti nel locale spogliatoio inconta­minato ed indossare un respiratore dotato di filtri efficienti ed indumenti protettivi, prima di accedere alla zona di equipaggiamento ed accesso all'area di lavoro.
Uscita dalla zona di lavoro:
ciascun operaio dovrà ogni volta che lascia la zona di lavoro, togliere la contaminazione più evidente dagli indumenti prima di lasciare l'area di lavo­ro, mediante un aspiratore; proseguire verso la zona dell'equipaggiamento, adempiere alle procedure seguenti:
• togliere tutti gli indumenti eccetto il respiratore;
• sempre indossando il respiratore e nudi, entrare nel locale doccia, pulire l'eslerno del respiratore con acqua e sapone;
• togliere i filtri sciacquarli e riporli nel contenitore predisposto per tale uso;
lavare ed asciugare l'interno del respiratore. Dopo aver fatto la doccia ed essersi asciugato, l'operaio proseguirà verso il locale spogliatoio dove indosserà gli abiti per l'esterno alla fine della giorna­ta di lavoro, oppure tute pulite prima di mangiare, fumare, bere o rientrare nella zona di lavoro.
I copripiedi contaminati devono essere lasciati nel locale equipaggiamento quando non vengono usati nell'area di lavoro. Al termine del lavoro di ri­mozione trattarli come scarti contaminati oppure pulirli a fondo, sia all'intemo che all'esterno usando acqua e sapone, prima di spostarli dalla zona di lavoro o dalla zona di equipaggiamento. Immagazzinare gli abiti da lavoro nel locale equipaggiamento per il riutilizzo dopo averli decontaminati con un aspiratore, oppure metterli nel contenitore per il deposito assieme agli altri materiali contaminati da amianto.
Gli operai non devono mangiare, bere, fumare sul luogo di lavoro, fatta ec­cezione per l'apposito locale incontaminato. Gli operai devono essere completamente protetti, con idoneo respiratore ed indumenti protettivi durante la preparazione dell'area di lavoro prima dell'inizio della rimozione dell'amianto e fino al termine delle operazioni conclusive di pulizia della zona interessata.
5 - Tecniche di rimozione.
A meno di specifiche controindicazioni tecniche, di norma, la rimozione dell'amianto deve avvenire ad umido. Per l'imbibizione del materiale posso­no essere usati agenti surfattanti (soluzioni acquose di etere ed estere di poliossietilene) o impregnati (prodotti vinil-acrilici comunemente usati per l'incapsulamento).
Generalmente è sufficiente bagnare l'amianto con un getto diffuso a bassa pressione, spruzzando il materiale una prima volta per bagnare la superficie e poi una seconda volta per ottenere la saturazione. Quando, per lo spessore del rivestimento o per la presenza di trattamenti di superficie, non è possibile ottenere un’impregnazione totale con questa tecnica, si praticano dei fori nel materiale attraverso i quali la soluzione imbibente viene iniettata in profondi­tà. Si deve comunque evitare i! ruscellamento dell'acqua. La rimozione dell'amianto deve iniziare nel punto più lontano dagli estrattori e procedere verso di essi, secondo la direzione del flusso dell'aria, in modo che, man ma­no che procede il lavoro, le fibre che si liberano per l'intervento siano allontanate dalle aree già decoibentate.  L'amianto rimosso deve essere insaccato immediatamente e comunque prima che abbia il tempo di essiccare.
A tal fine dovranno lavorare contemporaneamente almeno due operai; uno addetto alla rimozione dell'amianto e l'altro addetto a raccogliere l'amianto caduto e ad insaccarlo. I sacchi pieni saranno sigillati immediatamente.
Dopo una prima rimozione grossolana, effettuata generalmente con raschietti a mano, le superfici rivestite vengono spazzolate ad umido in modo da asportare tutti i residui visibili di amianto. Al termine delle operazioni di ri­mozione le superfici decoibentate devono essere trattate con un prodotto si­gillante per fissare tutte le fibre che possono non essere state asportate. L'imballaggio e l'allontanamento dei rifiuti dovrà essere effettuato adottando idonee cautele per evitare una contaminazione di amianto all'esterno dell'area di lavoro.
6 - Imballaggio dei rifiuti contenenti amianto.
L'imballaggio deve essere effettuato con tutti gli accorgimenti atti a ridurre il pericolo di rotture accidentali. Tutti i materiali devono essere avviati al tra­sporto in doppio contenitore, imballando separatamente i materiali taglienti. Il primo contenitore deve essere un sacco di materiali impermeabile (polietilene), di spessore adeguato (almeno 0,15 mm); come secondo con­tenitore possono essere utilizzati sacchi o fusti rigidi. I sacchi vanno riempiti per non più di due terzi, in modo che il peso del sacco pieno non ecceda i 30 kg. L'aria in eccesso dovrebbe essere aspirata con un aspiratore a filtri asso­luti; la chiusura andrebbe effettuata a mezzo termosaldatura o doppio legac­cio. Tutti i contenitori devono essere etichettati. L'uso del doppio contenitore è fondamentale, in quanto il primo sacco, nel quale l'amianto viene introdot­to appena rimosso all'interno del cantiere, è inevitabilmente contaminato. Il secondo contenitore non deve mai essere portato dentro l'area di lavoro, ma solo nei locali puliti dell'unità di decontaminazione.
7 - Modalità di allontanamento dei rifiuti dell'area di lavoro.
L'allontanamento dei rifiuti dell'area di lavoro deve essere effettuato in modo da ridurre il più possibile il pericolo di dispersione di fibre. A tal fine il materiale viene insaccato nell'area di lavoro e i sacchi, dopo la chiusura e una prima pulizia della superficie, vanno portati nell'unità di decontamina­zione. Quando ciò sia possibile è preferibile che venga installata una distinta U.O. destinata esclusivamente al passaggio dei materiali. Questa deve essere costituita da almeno tre locali: il primo è un'area di lavaggio dei sacchi; il successivo è destinato al secondo insaccamento; nell'ultimo locale i sacchi vengono depositati per essere successivamente allontanati dall'area di lavo­ro.
All'interno dell'unità operano due distinte squadre di lavoratori; la prima provvede al lavaggio, al secondo insaccamento ed al deposito dei sacchi; la seconda entra dall'esterno nell'area di deposito e porta fuori i rifiuti. La pre­senza di due squadre è necessaria per impedire che i lavoratori provenienti dall'area di lavoro escano all'esterno indossando indumenti contaminali, provocando così un'inevitabile dispersione di fibre. Nessun operatore deve mai utilizzare questo percorso per entrare o uscire dall'area di lavoro. A tal fine è opportuno che l'uscita dei sacchi avvenga in un'unica fase, al termine delle operazioni di rimozione e che, fino a quel momento, il percorso riman­ga sigillato.
|          Quando venga utilizzato per l'evacuazione dei materiali l'U.D. destinata agli
operatori il lavaggio dei sacchi deve avvenire nel locale doccia, il secondo insaccamento
nella chiusa d'aria, mentre il locale incontaminato sarà destina­to al deposito. In tali casi
dovranno essere previste tre squadre di operatori:
la prima introduce i sacchi dall'area di lavoro nell'unità, la seconda esegue le operazioni di lavaggio e insaccamento all'interno dell'unità, la terza provve­de all'allontanamento dei sacchi. In entrambi i casi tutti gli operatori, tranne
quelli addetti all'ultima fase di allontanamento, devono essere muniti di mezzi dì protezione e seguire le procedure di decontaminazione per uscire dall'area di lavoro.
I sacchi vanno movimentati evitando il trascinamento; è raccomandato l'uso di un carrello chiuso. Ascensori e montacarichi, eventualmente utilizzati, vanno rivestiti con teli di polietilene, in modo che possano essere facilmente decontaminati nell'eventualità della rottura di un sacco. Il percorso dal can­tiere all'area di stoccaggio in attesa del trasporto in discarica deve essere preventivamente studiato, cercando di evitare, per quanto possibile, di attraversare aree occupate dell'edificio.
Fino al prelevamento da parte della ditta autorizzata al trasporto, i rifiuti de­vono essere
depositati in un'area all'interno dell'edificio, chiusa ed inacces­sibile agli estranei.
Possono essere utilizzati in alternativa anche container scarrabili, purché chiusi anche
nella parte superiore e posti in un'area con­trollata.
8 - Tecniche di incapsulamento.
La scelta del tipo di incapsulante dipende dalle caratteristiche del rivestimen­to in amianto e dagli scopi dell'intervento. A causa della variabilità delle si­tuazioni che si possono presentare, prima di essere impiegato, il prodotto de­ve essere testato direttamente sul materiale da trattare. Se si usano incapsu­lanti ricoprenti bisogna verificarne l'aderenza al rivestimento; se si usano
incapsulanti penetranti bisogna controllarne la capacità di penetrazione e di garantire l'aderenza al supporto del rivestimento. In tutti i casi, bisogna sem­pre vcrifìcare preventivamente la capacità del rivestimento di sopportare il peso dell'incapsulante. Preliminarmente la superficie del rivestimento di amianto deve essere aspirata; devono essere rimossi tutti i frammenti pen­denti del rivestimento di amianto e le parti distaccate dal substrato. L'integrità del rivestimento deve essere restaurata utilizzando materiali senza amianto che presentino una sufficiente affinità con il rivestimento esistente e con il prodotto incapsulante impiegato. L'incapsulante deve essere applicato con un'apparecchiatura a spruzzo «airless», al fine di ridurre la liberazione di fibre per l'impatto del prodotto. Il trattamento completo può richiedere l'applicazione di 2 o 3 strati successivi.
9 - Decontaminazione del cantiere.
Durante i lavori di rimozione è necessario provvedere a periodiche pulizie della zona di lavoro dal materiale di amianto. Questa pulizia periodica e l'insaccamento del materiale impedirà una concentrazione pericolosa di fibre disperse.
Tutti i fogli di plastica, i nastri, il materiale di pulizia, gli indumenti ed altro materiale a perdere utilizzato nella zona di lavoro dovranno essere imballati in sacchi di plastica sigillati e destinati alla discarica. Bisogna fare attenzione nel raccogliere la copertura del pavimento per ridur­re il più possibile la dispersione di eventuali residui contenenti amianto. I sacchi saranno identificati con etichette di segnalazione pericolo a norma di legge.
I fogli di polietilene verticali ed orizzontali dovranno essere trattati con pro­dotti fissanti e successivamente rimossi per essere insaccati come i rifiuti di amianto. Bisogna fare attenzione nel ripiegare i fogli per ridurre il più pos­sibile la dispersione di eventuali residui contenenti amianto. I singoli fogli di plastica messi su tutte le aperture, i condotti di ventilazione, gli stipiti, i ra­diatori, devono rimanere la loro posto. I fogli verticali, a copertura delle pa­reti devono essere mantenuti fino a che non è stata fatta una prima pulizia. Tutte le superfici nell'arca di lavoro, compreso i mobili, gli attrezzi ed i fogli di plastica rimasti dovranno essere puliti usando una segatura bagnata ed un aspiratore con filtri tipo Vacuum Cleaner.
L'acqua, gli stracci e le ramazze utilizzati per la pulizia devono essere sosti­tuiti periodicamente per evitare il propagarsi delle fibre di amianto. Dopo la prima pulizia, i fogli verticali rimasti devono essere tolti con atten­zione ed insaccati, come pure i fogli che coprono le attrezzature per la illuminazione, gli stipiti, etc.
L'area di lavoro deve essere nebulizzata con acqua o una soluzione diluita di incapsulante in modo abbattere le fibre aerodisperse. Conclusa la seconda operazione di pulizia, dovrà essere effettuata un'ispezione visiva di tutta la zona di lavoro (su tutte le superfici, incluse le travi e le impalcature) per assicurarsi che l'area sia sgombra da polvere. Se, dopo la seconda pulizia ad umido, sono visibili ancora dei residui, le super­fici interessale devono essere nuovamente pulite ad umido. Le zone devono essere lasciate pulite a vista. Ispezionare tutti i condotti, specialmente le sezioni orizzontali per cercare eventuali residui contenenti amianto, e aspirarli usando un aspiratore a vuo­to.
E consigliabile accertare l'agibilità della zona entro 48 ore successive al termine del lavoro mediante campionamenti dell'aria secondo quanto indica­to in allegato.
Una volta accertata 1a rispondenza della zona di lavoro a quanto richiesto, si potranno togliere i sigilli a ventilatori e radiatori e rendere di nuovo acces­sibile la zona.
10 - Protezione delle zone esterne all'area di lavoro
Nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per proteggere le zone adiacenti non interessate alla contaminazione da polvere o detriti contenenti amianto;
Giornalmente dovrà essere fatta la pulizia, con aspirazione a secco o con metodo ad umido, di qualsiasi zona al di fuori dell'area di lavoro o di pas­saggio che sia stata contaminata da polvere o da altri residui conseguenti al lavoro fatto.
11 - Monitoraggio ambientale
Durante l'intervento di bonifica dovrà essere garantito a carico del commit­tente dei lavori un monitoraggio ambientale delle fibre aerodisperse nelle aree circostanti il cantiere di bonifica al fine di individuare tempestivamente un'eventuale diffusione di fibre di amianto nelle aree incontaminate. Il monitoraggio deve essere eseguito quotidianamente dall'inizio delle ope­razioni di disturbo dell'amianto fino alle pulizie finali. Devono essere con­trollate in particolare:
• le zone incontaminate in prossimità delle barriere di confinamento;
• l'uscita del tunnel di decontaminazione o il locale incontaminato dello
spogliatoio.
Campionamenti sporadici vanno effettuati all'uscita degli estrattori, all'intemo dell'area di lavoro e durante la movimentazione dei rifiuti.
I risultati devono essere noti in tempo reale o, al massimo, entro le 24 ore successive.
Per questo tipo di monitoraggio si adotteranno tecniche analitiche di MOCF.
Sono previste due soglie di allarme:
1) Preallarme - Si verifica ogni qual volta i risultati dei monitoraggi effet­tuati all'esterno dell'area di lavoro mostrano una netta tendenza verso un aumento della concentrazione di fibre aerodisperse;
2) Allarme - Si verifica quando la concentrazione di fibre aerodisperse su­pera il valore di 50 ff/1.
Lo stato di preallarme prevede le seguenti procedure:
• sigillatura di eventuali montacarichi (divieto di entrata e di uscita):
• sospensione delle attività in cantiere e raccolta di tutto il materiale rimos­so;
• ispezione delle barriere di confinamento;
• nebulizzazione all'interno del cantiere e all'esterno della zona dove si è rilevato l'innalzamento della concentrazione di fibre;
• pulizia impianto di decontaminazione;
• monitoraggio (verifica).
Lo stato di allarme prevede le stesse procedure di preallarme, più:
• comunicazione immediata all'autorità competente (USL);
• sigillatura ingresso impianto di decontaminazione;
• accensione estrattore zona esterna;
• nebulizzazione zona esterna con soluzione incollante;
• pulizia pareti e pavimento zona esterna ad umido con idonei materiali;
• monitoraggio