domenica 9 maggio 2021

 Un po’ di poesia non guasta…

 

Un po’ di poesia non guasta

ma a volte non basta

neppure quando è troppa

anche se cantiamo tutti i giorni

e anche i grilli e le cicale

che non sempre il loro ci cale

per rallegrarci

come quello degli uccelli

e delle rondini

che quest’anno si fanno aspettare

più del dovuto.

 

Dietro la trave

c’è un nido da rifare

e sul mio terrazzo

il mio cuore che le aspetta

a dispetto del corona virus

che ci tiene ancora in scacco

come un piede straniero

con il suo tacco

sopra al cuore*.

 

Gioacchino Ruocco

 

Ostia Lido    09.05.2021

 

(S. Quasimodo, da Giorno dopo giorno)

lunedì 3 maggio 2021

Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 1 27/12/2020 - 26/01/2021

 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 1 27/12/2020 - 26/01/2021 

Ufficio Gestione dei Segnali Ufficio di Farmacovigilanza Area Vigilanza Post Marketing grafica, editing ed impaginazione: Ufficio Stampa e della Comunicazione Si ringrazia per la collaborazione il Comitato Scientifico per la Sorveglianza Post-marketing dei Vaccini Covid-19 

INTRODUZIONE ALLA LETTURA Nessun prodotto medicinale può essere mai considerato esente da rischi. Ognuno di noi, quando decide di servirsi di un farmaco o di sottoporsi a una vaccinazione, dovrebbe avere presente che quello che sta facendo è bilanciare i benefici con i rischi. Verificare che i benefici di un vaccino siano superiori ai rischi e ridurre questi al minimo è responsabilità delle autorità sanitarie che regolano l’immissione in commercio dei prodotti medicinali. Servirsi di un farmaco in maniera corretta, ponderata e consapevole è responsabilità di tutti. Il nostro Paese è dotato di un sistema di farmacovigilanza che, ormai da molti anni, dedica un’attenzione particolare e un apposito impianto organizzativo proprio al monitoraggio di quello che succede dopo la somministrazione di un vaccino. Si tratta di un sistema aperto, dinamico, cui tutti (professionisti sanitari, pazienti, genitori, cittadini) possono inviare le proprie segnalazioni contribuendo al monitoraggio dell’uso sicuro dei vaccini e dei medicinali in genere. Inoltre, il sistema ha piena trasparenza e offre l’accesso ai dati aggregati, interrogabili sul sito web dell’AIFA. 

È grazie a questo sistema di farmacovigilanza che sarà possibile realizzare questo Rapporto, che prevede un aggiornamento mensile e che seguirà puntualmente l’andamento della campagna vaccinale contro COVID-19. Una corretta informazione è alla base di ogni scelta consapevole e questo Rapporto intende offrire a tutti un’informazione tempestiva, comprensibile e consolidata. 2 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 GUIDA ALLA LETTURA DEI DATI Questo Rapporto descrive le segnalazioni di reazioni che sono state osservate dopo la somministrazione del vaccino. Ciò non significa che queste reazioni siano state causate dal vaccino. Potrebbero essere un sintomo di un’altra malattia o potrebbero essere associate a un altro prodotto assunto dalla persona che si è vaccinata. Indagare sul significato e sulle cause di queste reazioni è compito della farmacovigilanza. Per orientarsi in questo processo di indagine e analisi è necessario sapere che: - l’evento avverso è un qualsiasi episodio sfavorevole che si verifica dopo la somministrazione di un farmaco o di un vaccino, ma che non è necessariamente causato dall’assunzione del farmaco o dall’aver ricevuto la vaccinazione; - una reazione avversa, invece, è una risposta nociva e non intenzionale a un farmaco o a una vaccinazione per la quale è possibile stabilire una relazione causale con il farmaco o la vaccinazione stessa. Per distinguere, quindi, se siamo di fronte a un evento avverso o a una reazione avversa, dobbiamo valutare se è possibile risalire a una causa legata al prodotto medicinale. Non è sufficiente che l’evento si sia verificato a breve distanza dalla vaccinazione o dall’assunzione del farmaco. - un effetto indesiderato è un effetto non intenzionale connesso alle proprietà del farmaco o del vaccino, che non è necessariamente nocivo ed è stato osservato in un certo numero di persone. Si tratta quindi di un possibile effetto noto, verificatosi nel corso del tempo e considerato accettabile. Indagare ogni evento che compare dopo una vaccinazione, serve a raccogliere quante più informazioni possibili e aumentare la possibilità di individuare gli eventi davvero sospetti di cui è importante capire la natura, o che non sono mai stati osservati in precedenza, con l’obiettivo di accertare se esiste un nesso causale con la vaccinazione. In questo modo, le autorità regolatorie come AIFA possono verificare la sicurezza dei vaccini nel mondo reale, confermando quanto è stato osservato negli studi precedenti all’autorizzazione ed eventualmente identificando nuove potenziali reazioni avverse, soprattutto se rare (1 su 10.000) e molto rare (meno di 1 su 10.000). Un ampio numero di segnalazioni, quindi, non implica una maggiore pericolosità del vaccino, ma è indice dell’elevata capacità del sistema di farmacovigilanza nel monitorare la sicurezza. 3 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 4 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 Nel primo mese di campagna vaccinale sono state inserite 469 segnalazioni ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal vaccino e dalla dose somministrata. Le segnalazioni riguardano soprattutto la prima dose del vaccino Pfizer/BioNTech Comirnaty (99%), che è stato il più utilizzato e solo in minor misura il vaccino Moderna (1%). Le sospette reazioni avverse segnalate sono in linea con le informazioni già presenti nel riassunto delle caratteristiche del prodotto dei due vaccini. Sono stati prevalentemente riportati eventi avversi non gravi che si risolvono completamente (92%). Per entrambi i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. Con Comirnaty si osservano inoltre cefalea, parestesie, vertigini, sonnolenza e disturbi del gusto; con il vaccino Moderna nausea e dolori addominali. Meno frequenti sono le altre reazioni locali e i dolori articolari diffusi. Come atteso, la febbre è stata segnalata con maggior frequenza dopo la seconda dose rispetto alla prima dose. Gli eventi insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (85% dei casi). I dati elaborati e presentati in questi Rapporti devono essere considerati come descrittivi di un processo dinamico in continua evoluzione. HIGHLIGHTS 5 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 SOSPETTE REAZIONI AVVERSE A VACCINI COVID19 DOSI SOMMINISTRATE LE SOSPETTE REAZIONI AVVERSE PIÙ SEGNALATE 1.564.090 Comirnaty 99% Vaccino Moderna 1% 7.337 Comirnaty 99,5% Vaccino Moderna 0,5% SOSPETTE REAZIONI AVVERSE SOSPETTE REAZIONI AVVERSE GRAVI/NON GRAVI 469 segnalazioni ogni 100.000 dosi somministrate TASSO DI SEGNALAZIONE 16-19 20-29 30-39 40-49 50-59 60-69 70-79 80-89 90+ SOMMINISTRAZIONI PER FASCE D’ETÀ 16-19 20-29 30-39 40-49 50-59 60-69 70-79 80-89 90+ TASSO DI SEGNALAZIONE PER FASCE D’ETÀ TASSO DI SEGNALAZIONE PER DOSE 515 225 1a dose 2a dose SOMMINISTRAZIONI PER DOSE 84,2% 15,8% 1a dose 2a dose LO 0,3% DELLE SOSPETTE REAZIONI AVVERSE NON È DEFINITO NON GRAVI 92,4% GRAVI 7,3% Febbre Dolore in sede di iniezione Mal di testa Dolori muscolari Periodo di riferimento 27/12/2020 - 26/01/2021 ANALISI DEI DATI DATABASE DI RIFERIMENTO: RETE NAZIONALE DI FARMACOVIGILANZA (RNF) PERIODO IN ESAME: 27/12/2020 - 26/01/2021 Nel periodo considerato, sono stati autorizzati e utilizzati sul territorio nazionale 2 vaccini per COVID-19, entrambi basati sulla tecnologia dell’RNA messaggero (mRNA): - il vaccino a mRNA Pfizer/BioNTech denominato Comirnaty (autorizzato dal 22/12/2020 ed utilizzato dal 27/12/2020); - il vaccino a mRNA Moderna denominato COVID-19 Vaccino Moderna (autorizzato dal 07/01/2021 ed utilizzato dal 14/01/2021). Al 26/01/2021 sono state complessivamente inserite nella RNF 7.337 segnalazioni su un totale di 1.564.090 dosi somministrate per entrambi i vaccini, con un tasso di segnalazione di 469 ogni 100.000 dosi1. La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino maggiormente utilizzato Comirnaty (7.294 su 1.550.019 dosi somministrate) con un tasso di segnalazione cumulativo, che non distingue cioè fra prima e seconda dose, di circa 471 segnalazioni ogni 100.000 dosi somministrate. Il minor numero di segnalazioni inserite per il vaccino Moderna (n. 39 su un totale di 14.071 dosi somministrate, con un tasso di segnalazione di circa 277 ogni 100.000 dosi) è dovuto alla sua recente immissione in commercio e al conseguente minore utilizzo. Questi valori preliminari dovranno essere rivalutati nel tempo e non permettono di confrontare il profilo di sicurezza dei due vaccini. È importante ricordare, infatti, che un elevato tasso di segnalazione è indicativo di una elevata sensibilità alla segnalazione e all’importanza che questo atto riveste per lo studio della sicurezza del farmaco. Nella figura 1A è rappresentato l’andamento nel tempo del numero di segnalazioni per entrambi i vaccini e del numero di dosi somministrate nel periodo in esame. Nella figura 1B le sospette reazioni avverse segnalate dopo la 1° o 2° dose di vaccino sono rappresentate separatamente. Nel periodo in esame sono state prevalentemente somministrate le prime dosi del ciclo vaccinale con il vaccino Comirnaty e solo circa il 15% delle dosi somministrate di questo vaccino è stato utilizzato per i richiami, la cui somministrazione è iniziata intorno al 16/01/2021. Di conseguenza, il tasso di segnalazione relativo alla prima dose di questo vaccino è molto simile al tasso cumulativo (517/100.000 dosi somministrate), mentre il tasso di segnalazione relativo alla seconda dose è molto più basso (278/100.000 dosi somministrate). 1 Il numero di dosi somministrate al 26/01/2021 è reso disponibile dal Ministero della Salute al seguente link: https://github.com/italia/covid19-opendata-vaccini; l’estrazione dei dati è stata effettuata in data 30/01/2021 Cos’è il tasso di segnalazione? Il tasso di segnalazione è il rapporto fra il numero di segnalazioni inserite nel sistema di Farmacovigilanza rispetto al numero di dosi somministrate, al momento dell’estrazione dei dati. Questo valore viene riportato come numero di segnalazioni che si osservano ogni 100.000 dosi somministrate, in maniera tale da ottenere una misura standardizzata e confrontabile del funzionamento del sistema. 6 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 Anche in questo caso, i due valori non sono al momento confrontabili perché troppo influenzati dal basso numero complessivo di dosi utilizzate per i richiami e dalla natura dinamica del database di farmacovigilanza, in cui le segnalazioni possono essere inserite anche a distanza di tempo dall’insorgenza dell’evento avverso, come previsto dalla normativa. Questo andamento, quindi, rappresenta la fotografia di ciò che è presente nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza al momento dell’estrazione dei dati, ovvero alla data del 26/01/2021 e può modificarsi nel tempo. Figura 1a - Distribuzione delle segnalazioni inserite nella RNF per data di insorgenza dell’evento, in funzione delle dosi di vaccino somministrate (dato cumulativo) Figura 1b - Distribuzione delle segnalazioni inserite nella RNF per data di insorgenza dell’evento, relative alla prima o alla seconda dose, in funzione delle dosi di vaccino somministrate 7 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 Distribuzione per sesso, età e tipologia di segnalatore Il tasso di segnalazione è di 561/100.000 dosi somministrate nel sesso femminile e di 293/100.000 dosi somministrate nel sesso maschile, indipendentemente dalla dose e dal vaccino somministrati (fig. 2). Tali valori potrebbero risentire della maggior sensibilità alla segnalazione da parte delle donne vaccinate, fenomeno già riscontrato nella farmacovigilanza spontanea di altri vaccini e farmaci. Figura 2 - Distribuzione per sesso del tasso di segnalazioni inserite nella RNF L’età media dei soggetti è di 46,2 anni (range di età 18-109 anni, età mediana di 47 anni). Il tasso di segnalazione in base all’età è riportato nella figura 3. La distribuzione per fasce d’età evidenzia come il tasso di segnalazione sia piuttosto costante ed elevato nei soggetti fino a 60 anni, per poi diminuire nelle fasce d’età più avanzate. Questa differenza riflette l’andamento della campagna vaccinale che ha riguardato prevalentemente operatori sanitari di età compresa fra 20 e 60 anni, più sensibili alla segnalazione e solo in minor misura la popolazione anziana prevalentemente istituzionalizzata. Le differenze in base al sesso per ogni fascia di età sono in linea con il dato cumulativo. 8 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 Figura 3 - Distribuzione del numero di segnalazioni (curva) e dei tassi di segnalazione (istogrammi) per fasce di età (indicate in anni) Nella figura 4 è riportata la distribuzione per tipologia di segnalatore che evidenzia come la maggior parte delle segnalazioni provengano da operatori sanitari, come atteso in questa fase della campagna vaccinale. Figura 4 - Tipologia di segnalatore delle schede di segnalazione inserite dall’inizio della campagna vaccinale La tipologia delle segnalazioni inserite dall’inizio della campagna vaccinale è prevalentemente di tipo spontaneo (96% circa). Circa il 4% delle segnalazioni è invece dovuta a progetti di farmacovigilanza attiva grazie ai quali viene stimolata la segnalazione. 9 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 La distribuzione delle segnalazioni in base al tempo di insorgenza rispetto alla vaccinazione è riportata in tabella 1. Tabella 1 - Distribuzione delle segnalazioni per tempo di inizio sintomi rispetto alla data di vaccinazione TEMPO DI INSORGENZA N° SEGNALAZIONI % 0 giorni 4.497 61.3% 1 giorno 1.693 23.1% 2-7 giorni 668 9.1% >7 giorni 134 1.8% Non definibile 345 4.7% Totale 7.337 100% Nella maggior parte dei casi la reazione si è verificata nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo (85% dei casi circa). Più raramente l’evento si è verificato oltre le 48 ore successive. In poco meno del 5% dei casi si è in attesa di ulteriori informazioni per poter definire precisamente la relazione temporale fra la vaccinazione e la comparsa dell’evento segnalato. 10 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 Distribuzione per gravità ed esito Le segnalazioni relative a questo primo mese di campagna vaccinale sono prevalentemente riferite ad eventi non gravi (92.4%), con un tasso di segnalazione pari a 434/100.000 dosi somministrate. Anche in questo caso, il tasso relativo al vaccino Comirnaty è sovrapponibile al dato cumulativo dal momento che il 99% delle segnalazioni e delle dosi somministrate sono riferibili a questo vaccino (il tasso di segnalazione di eventi non gravi per il vaccino Moderna è pari a 270/100.000 dosi somministrate, dato estrapolato sulla base di sole 14.000 dosi effettivamente somministrate). Le segnalazioni gravi corrispondono al 7,3% del totale, con un tasso di 34 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose somministrata (I o II dose) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione. La distanza temporale fra la somministrazione del vaccino e la comparsa degli eventi avversi gravi segue un andamento simile a quanto riportato per tutte le segnalazioni ricevute (vedi tabella 1). La valutazione del ruolo causale dei vaccini in queste segnalazioni è attualmente in corso e richiede un approfondimento specifico per ogni singolo caso, con l’eventuale richiesta di ulteriori informazioni al segnalatore per determinare la probabilità con cui un vaccino e un evento temporalmente associato siano legati da un rapporto di causalità in base alle prove disponibili. Nella figura 5 è riportata la distribuzione delle segnalazioni per gravità, con il dettaglio del criterio di gravità per le reazioni gravi. Figura 5 - Distribuzione per criterio di gravità delle segnalazioni inserite nel periodo in esame Quando una segnalazione è considerata grave? In ambito regolatorio, le segnalazioni vengono classificate come gravi o non gravi sulla base di criteri standardizzati a livello internazionale che non sempre coincidono con la reale gravità clinica dell’evento segnalato. Qualunque evento è considerato sempre grave se ha comportato ospedalizzazione/ricorso al pronto soccorso, pericolo immediato di vita, invalidità, anomalie congenite, decesso, altra condizione clinicamente rilevante. Alcuni eventi avversi, inoltre, vengono considerati gravi a prescindere dalle conseguenze cliniche se presenti in una lista che viene pubblicata e periodicamente aggiornata dall’Agenzia Europea dei Medicinali, sotto il nome di IME list (dove l’acronimo IME sta per Important Medical Events). Sulla base di questi criteri, può essere considerata grave p. es. una febbre ≥ 39° che può richiedere la somministrazione di un farmaco. 11 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 La maggior parte delle segnalazioni gravi sono classificate come “altra condizione clinicamente rilevante” (circa il 74%), ovvero hanno allertato il soggetto e/o il segnalatore senza determinare un intervento specifico in ambiente ospedaliero. La distribuzione per esito delle segnalazioni suddivise per gravità è riportata nella figura 6. L’andamento è molto simile indipendentemente dalla gravità della segnalazione. Nella maggior parte dei casi, infatti, le segnalazioni inserite si riferiscono ad eventi avversi non gravi con esito risoluzione completa (guarigione) o miglioramento già al momento della segnalazione. L’esiguo numero di casi con esito “risoluzione con postumi” si riferisce a soggetti sottoposti ad indagini di approfondimento di cui ancora non è noto l’esito. Il basso numero di casi in cui non è disponibile l’informazione relativa all’esito è indicativo della buona qualità delle segnalazioni effettuate. Figura 6 - Distribuzione per esito delle segnalazioni inserite nel periodo in esame Complessivamente, sono stati inseriti nel periodo considerato 13 casi con esito decesso al vaccino Comirnaty, con un tasso di segnalazione di 0.8/100.000 dosi somministrate. La maggior parte delle segnalazioni di decesso contiene molte informazioni, prevalentemente già presenti al momento dell’inserimento nella RNF o ottenute con le richieste di follow up. Cosa si intende per esito di una segnalazione? L’esito delle sospette reazioni avverse è l’informazione sullo stato dell’evento avverso descritto al momento della segnalazione e codificato a livello internazionale come: “risoluzione completa”, “miglioramento”, “non ancora guarito”, “risoluzione con postumi” e “decesso”. Questa informazione può modificarsi nel tempo, grazie ad ulteriori dati di aggiornamento ottenuti dal segnalatore. 12 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 Il 54% di questi casi riguardano soggetti di sesso femminile ed il 46% di sesso maschile, con un’età media di 86,5 anni (età mediana: 90 anni), prevalentemente istituzionalizzati in RSA. La distribuzione per sesso ed età è compatibile con le caratteristiche demografiche della popolazione anziana in Italia. In tutti i casi, si tratta di soggetti affetti da una o più patologie di base, a carattere cronico e complicato e sottoposti a politerapia. Il decesso si è verificato a una distanza variabile da alcune ore fino a 12 giorni dopo la vaccinazione. Si sottolinea che la sola relazione temporale non è di per sé sufficiente a stabilire un ruolo causale del vaccino. Per ciascuno di questi casi sono state richieste ulteriori informazioni cliniche per una valutazione corretta dell’evento. Nelle segnalazioni più dettagliate e complete di dati di follow up, gli eventi segnalati non sono risultati correlati alla vaccinazione e sono in larga parte attribuibili alle condizioni di base del soggetto vaccinato. Nei restanti casi, sono ancora in corso gli aggiornamenti e gli approfondimenti richiesti, tuttavia non emergono particolari problematiche di sicurezza sulla base delle informazioni disponibili. 13 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 Distribuzione per tipologia di evento Nei grafici a seguire sono riportati in ordine di frequenza le tipologie di evento segnalato per i due vaccini utilizzati, indipendentemente dal nesso di causalità con la vaccinazione, in base all’organo o apparato interessato, l’eziologia o lo scopo (Classe Sistemico-Organica o SOC). Si precisa che una singola scheda di segnalazione può riportare più eventi, pertanto il numero totale degli eventi è maggiore del numero totale di segnalazioni. La distribuzione degli eventi avversi per classe sistemico-organica (SOC) dopo vaccino Comirnaty, indipendentemente dalla dose somministrata e dal nesso causale con la vaccinazione è riportata in figura 7. Figura 7 - Distribuzione degli eventi avversi dopo vaccino Comirnaty in base alla classe sistemico-organica (SOC) Come vengono classificati gli eventi avversi nelle segnalazioni? Gli eventi avversi che seguono l’immunizzazione sono inseriti in RNF secondo una terminologia codificata a livello internazionale in un dizionario specifico, denominato MedDRA (Medical Dictionary for Regulatory Activities). In MedDRA, i concetti medici unici (segni, sintomi, malattie, diagnosi, indicazioni terapeutiche, ecc…) sono riportati come termini preferiti, successivamente raggruppati secondo relazioni di equivalenza (termini sinonimi) e di gerarchia. Il livello più elevato di organizzazione è rappresentato dalle classi sistemico-organiche (SOC), che raggruppa gli eventi per cause (eziologia, p. es.: infezioni ed infestazioni), organo o apparato interessato (sede di manifestazione, p. es. patologie gastrointestinali) e scopo (p. es.: procedure mediche e chirurgiche). 14 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 La maggior parte degli eventi segnalati per il vaccino Comirnaty è relativa alla classe organosistemica delle Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione ed è rappresentata prevalentemente da dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza e reazioni locali, classificate come non gravi nel 94% dei casi. Seguono in ordine di frequenza gli eventi che rientrano fra le Patologie del Sistema Nervoso, per il 91% di tipo non grave, rappresentati prevalentemente da cefalea, parestesie, vertigini, sonnolenza e disturbi del gusto e gli eventi che rientrano fra le Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo, per il 94% non gravi, rappresentate soprattutto da dolori muscolari e articolari diffusi. La distribuzione degli eventi avversi per classe sistemico-organica (SOC) dopo vaccino Moderna, indipendentemente dal numero di dose e dal nesso causale con la vaccinazione è riportata in figura 8. Figura 8 - Distribuzione degli eventi avversi dopo vaccino Moderna in base alla classe sistemico-organica (SOC) La maggior parte degli eventi segnalati per il vaccino Moderna è relativa alla classe organosistemica delle Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione ed è rappresentata prevalentemente da febbre, astenia/stanchezza e dolore in sede di iniezione che per il 97% sono classificate come non gravi. Seguono in ordine di frequenza gli eventi che rientrano fra le Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo, soprattutto dolori muscolari e articolari diffusi, classificati come non gravi nel 94% dei casi e fra le Patologie Gastrointestinali, prevalentemente nausea e dolori addominali classificate come non gravi nel 90% dei casi. 15 Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 Rapporto numero 1 - Periodo dal 27/12/2020 al 26/01/2021 Nel periodo considerato sono state inserite 14 segnalazioni di anafilassi/shock anafilattico al vaccino Comirnaty, di cui 1 caso duplicato inserito sia dal medico vaccinatore che dall’azienda. Dodici casi sono relativi a soggetti di sesso femminile e 1 caso a un soggetto di sesso maschile, con un’età media di circa 45 anni. Tutte le segnalazioni si riferiscono ad eventi insorti nell’immediatezza della somministrazione della prima dose di vaccino. Al momento della segnalazione, l’esito riportato è stato risoluzione completa o miglioramento nell’85% dei casi. In base a quanto riportato nella descrizione dell’evento, tutti i casi sono stati rapidamente assistiti e trattati presso il centro vaccinale dove è avvenuta la vaccinazione o prontamente riferiti ad un servizio di pronto soccorso. In 3 casi, i soggetti riferivano una storia clinica di allergia, prevalentemente a pollini e alimenti, laddove in 1 caso, il soggetto riferiva una pregressa reazione allergica ad altro vaccino. La frequenza dell’anafilassi è in corso di approfondimento a livello europeo dal Comitato per la Valutazione del Rischio in Farmacovigilanza (PRAC).

 Al momento non sono state inserite segnalazioni di anafilassi/shock anafilattico al vaccino Moderna, verosimilmente in relazione al limitato numero di dosi somministrate. Sempre nello stesso periodo sono state inserite 18 segnalazioni di paralisi/paresi del nervo facciale dopo somministrazione del vaccino Comirnaty, di cui 12 in soggetti di sesso femminile e 6 in soggetti di sesso maschile, con un’età media di circa 49 anni. Dodici casi sono stati classificati come “grave – altra condizione clinicamente rilevante”, 1 caso come “grave – ospedalizzazione” e 5 casi come non gravi. In 10 casi l’esito riportato al momento della segnalazione era risoluzione completa dell’evento o miglioramento, mentre in 6 casi l’evento risulta non ancora guarito. Nel 50% dei casi, il deficit a carico del nervo facciale è esordito nelle ore immediatamente successive alla vaccinazione, spesso a carattere incompleto e con risoluzione completa entro le 24 ore successive, indipendentemente dalla somministrazione di terapia specifica. Nel 15% dei casi, il disturbo è comparso il giorno successivo alla vaccinazione e guarito in pochi giorni con adeguata terapia. Nel restante 35% dei casi, la paresi del facciale è comparsa da 48 ore a 9 giorni dopo la somministrazione del vaccino ed in alcuni casi si è verificata in soggetti con patologie o condizioni concomitanti. Al momento, si è ancora in attesa di ulteriori informazioni di follow up, soprattutto per i casi ad esordio più tardivo al fine di un corretto inquadramento dei casi. Anche la frequenza della paralisi del facciale e la sua possibile correlazione con il vaccino Comirnaty è in corso di approfondimento a livello europeo dal Comitato per la Valutazione del Rischio in Farmacovigilanza (PRAC). Dalla valutazione delle segnalazioni riferite alla somministrazione della seconda dose di vaccino Comirnaty (n. 568), sebbene il loro numero sia ancora limitato in quanto tale fase della campagna vaccinale è ancora agli inizi, si conferma il dato atteso di un maggior numero di eventi riferiti a “febbre” o termini correlati (rialzo della temperatura, temperatura elevata, brividi febbrili, ecc.). Tale informazione è già riportata nel Foglio Illustrativo e nel Riassunto delle Caratteristiche del prodotto del vaccino Comirnaty, disponibile dal sito dell’AIFA. Le rimanenti sospette reazioni avverse segnalate mostrano un andamento in linea con quanto descritto sopra.

EN ISO 374-1:2016 - Revisione della norma sui guanti protettivi contro agenti chimici

 Norme e direttive

Naturalmente i nostri prodotti soddisfano tutte le norme e gli standard necessari e non solo: noi chiediamo sempre di più. Per quella sicurezza in più che i nostri clienti si aspettano, giustamente, da noi.

EN ISO 374-1:2016 - Revisione della norma sui guanti protettivi contro agenti chimici

I guanti protettivi contro agenti chimici devono soddisfare i requisiti della norma europea EN ISO 374-1. Questa norma è stata sottoposta a modifiche fondamentali per quanto riguarda la certificazione.

La parte 1 (terminologia e requisiti di prestazione per rischi chimici) contiene delle novità fondamentali:

  • Ampliamento degli agenti chimici di prova da 12 a 18
  • Eliminazione del vetro dei bicchieri per "guanti protettivi resistenti all'acqua con ridotta protezione contro i pericoli chimici"
  • Tipizzazione dei guanti protettivi nel tipo A, B o C
  • Modifica della marcatura sul prodotto: Pittogramma della beuta di Erlenmeyer con numero diverso di lettere per agenti chimici di prova a seconda del tipo

Nuova marcatura dei guanti protettivi:

Resistenza alla permeazione di tipo A: min. 30 minuti per almeno 6 agenti chimici di prova.

Resistenza alla permeazione di tipo B: min. 30 minuti per almeno 3 agenti chimici di prova.

Resistenza alla permeazione di tipo C: min. 10 minuti per almeno 1 agente chimico di prova.

Ampliamento degli agenti chimici di prova: in base alla nuova norma il catalogo di prova è stato ampliato.

Oggi come ieri, la consulenza all'uso dei produttori ha una grande importanza. La protezione concreta deve essere determinata nell'ambito di una valutazione dei rischi delle attività effettive sui luoghi di lavoro e tenendo conto delle condizioni d'impiego specifiche. I requisiti individuali devono essere definiti dall'utilizzatore o dagli esperti di sicurezza sul lavoro competenti e la protezione concreta dei guanti protettivi deve essere chiesta al produttore. Con l'uvex Chemical Expert System, uvex offre una piattaforma multilingue online per la ricerca di tempi di permeazione individuali. Inoltre, in loco e presso il centro di competenza per guanti protettivi di Lüneburg sono a disposizione collaboratori esperti, pronti a fornire consulenza per tutte le questioni riguardanti guanti di protezione dai rischi chimici.

DIN EN 388:2003 - Guanti di protezione dai rischi meccanici

La norma europea DIN EN 388:2003 descrive i requisiti, le procedure di prova e le marcature dei guanti di protezione dai rischi meccanici durante l'esecuzione di lavori. Le procedure di prova stabilite possono essere applicate anche a protezioni per il braccio (vale a dire su parti degli indumenti di protezione, che non sono collegati saldamente al guanto o agli indumenti protettivi).

Analogamente ai risultati di prova, i guanti protettivi vengono classificati con un livello di prestazioni in riferimento a ognuno dei singoli pericoli meccanici. I rispettivi valori (numeri da 0 a 5; con 4 o 5 come valore migliore) possono essere letti accanto al pittogramma del guanto.

I rischi e le sollecitazioni meccaniche o le relative procedure di prova sono definiti come segue nella norma DIN EN 388:2003:

  • Resistenza all'abrasione:
    Per la prova della resistenza all'abrasione del guanto protettivo, il materiale viene lavorato con carta abrasiva sotto pressione. Il numero di cicli necessari per creare un foro nel materiale funge da misura di riferimento.
    (Livello di prestazione massimo 4 = 8.000 cicli)
  • Resistenza al taglio:
    Per verificare la resistenza al taglio di un guanto di sicurezza viene utilizzato un coltello circolare rotante, che taglia il guanto con velocità costante. Come misura di riferimento viene utilizzato il confronto con un materiale di riferimento e un indice risultante.
    (Livello di prestazione massimo 5 = indice 20)
  • Resistenza allo strappo:
    Per verificare la resistenza allo strappo, il materiale del guanto protettivo viene dapprima inciso. Come misura di riferimento viene utilizzata la forza necessaria per lacerare il materiale.
    (Livello di prestazione massimo 4 = 75 Newton)
  • Resistenza alla perforazione:
    Per verificare la resistenza alla perforazione il guanto viene perforato con un chiodo (misura prestabilita). La forza applicata a tal fine funge da misura di riferimento.
    (Livello di prestazione massimo 4 = 150 Newton)
LIVELLO DI PRESTAZIONE12345
Indice≥ 1,2≥ 2,5≥ 5≥ 10≥ 20

EN 388:2016 - Revisione della norma per guanti di protezione al taglio

Finora in Europa la classificazione dei guanti di protezione al taglio era effettuata in base alla norma DIN EN 388:2003. Il costante perfezionamento dei materiali tecnici (le cosiddette fibre ad alte prestazioni) richiede un adattamento delle prove e della classificazione di questi prodotti ed è stato attuato nella norma DIN EN 388:2016.

Procedure di prova in base alla norma EN 388:2016/ISO 13997

  • Riguarda i guanti di protezione al taglio, i cui materiali fanno spuntare le lame (ad es. fibre di vetro e di acciaio).
  • Procedure di test aggiuntive secondo la norma ISO 13997: Determinazione della resistenza del guanto rispetto a un oggetto a spigolo vivo con un solo contatto sotto un'elevata forza
  • A tal fine, una lunga lama diritta si muove una volta sopra al provino. Qui viene misurata la forza minima per il taglio del provino dopo 20 millimetri.
  • Il risultato viene indicato in Newton (N) e viene associato a una classe di protezione al taglio.
LIVELLO DI PRESTAZIONEABCDEF
Valore in Newton≥ 2≥ 5≥ 10≥ 15≥ 22≥ 30

Video: Prova della resistenza al taglio dei guanti protettivi in base alle norme EN 388 e ISO 13997

DIN EN 407 - Guanti di protezione dai rischi termici

La norma europea DIN EN 407 disciplina i requisiti minimi e procedure di prova specifiche per guanti protettivi in riferimento a rischi termici. I guanti protettivi certificati in base a questa norma proteggono chi li indossa ad esempio dal calore di contatto, dal calore irradiato e da piccoli schizzi di metallo fuso.

Questo, tuttavia, non riguarda l'uso specifico di guanti di protezione dal calore, come ad esempio per la lotta antincendio o la saldatura. I guanti di protezione dal calore devono soddisfare le seguenti caratteristiche in base alla norma DIN EN 407:

  • scarsa infiammabilità o propagazione della fiamma
  • ridotta trasmissione di calore (azione protettiva da calore radiante, convettivo e da contatto)
  • elevata resistenza termica

La norma DIN EN 407 classifica e controlla i guanti protettivi in base ai seguenti criteri:

  • Protezione dall'accensione:
    Il guanto protettivo viene esposto a una fiamma di gas per 15 secondi. Quindi viene misurato il tempo dopo il quale il materiale del guanto smette di bruciare o ardere.
    (Livello di prestazione massimo 4 = tempo di persistenza della fiamma 2 secondi; tempo di incandescenza residua 5 secondi)
  • Protezione dal calore da contatto:
    misurazione della temperatura (da 100 °C a 500 °C) alla quale il guanto protegge per 15 secondi, senza un riscaldamento del lato interno di oltre 10 °C.
    (Livello di prestazione massimo 4 =+500 °C)
  • Protezione dal calore convettivo (calore che penetra lentamente):
    misurazione dell'intervallo di tempo nel quale il guanto può rallentare un aumento della temperatura del lato interno, attraverso la penetrazione del calore di fiamme libere, di oltre 24 °C. 
    (Livello di prestazione massimo 4)
  • Protezione dal calore radiante:
    il guanto protettivo viene sottoposto a radiazione termica. Misurazione del tempo dopo il quale un determinato calore è penetrato all'interno del guanto.
    (Livello di prestazione massimo 4 = almeno 150 secondi)
  • Protezione dal gocciolamento di metallo fuso:
    misurazione del numero di gocce di metallo fuso necessarie per aumentare la temperatura tra il materiale del guanto e la pelle di 40 °C.
    (Livello di prestazione massimo 4 = oltre 35 gocce)
  • Protezione da metallo fuso:
    misurazione della quantità di ferro fuso in grammi necessario per danneggiare una pelle artificiale in PVC (fissata sul lato interno del guanto).
    (Livello di prestazione massimo 4 = 200 grammi) 

    In base alla prova secondo la norma DIN EN 407, i guanti protettivi vengono classificati con un livello di prestazione in riferimento a ognuno dei singoli pericoli termici (numeri da 1 a 4; con 4 come valore migliore). L'importante è che il guanto non possa venire a contatto con fiamme libere se durante la prova della resistenza al fuoco non soddisfa il livello di prestazione 3.

DIN EN 511 - Protezione dal freddo

I requisiti minimi per i guanti protettivi in riferimento alla protezione dal freddo sono specificati nella norma DIN EN 511. I guanti certificati in base a tale norma devono proteggere chi li indossa sia dal calore convettivo (freddo che penetra) sia dal freddo da contatto (contatto diretto).

Come nel caso della protezione da rischi termici e meccanici, il guanto protettivo viene classificato in diversi livelli di prestazione per i singoli aspetti. I livelli di prestazione vengono indicati con un numero da 1 a 4 accanto al pittogramma, dove 4 sta per il livello di prestazione massimo.

Determinazione dei livelli di prestazione per guanti di protezione dal freddo:

  • Freddo convettivo:
    Misurazione della quantità di energia necessaria per mantenere la temperatura di un modello di mano riscaldato (da 30 a 35 °C) con un guanto protettivo rispetto alla temperatura ambiente costante. (Calcolo delle proprietà di isolamento termico sulla base della temperatura del modello di mano, della temperatura ambiente e dell'energia necessaria per mantenere la temperatura.)
  • Freddo da contatto (Prova secondo ISO 5085):
    Determinazione della resistenza termica dei guanti protettivi mediante una piastra fredda e una calda. Il materiale dei guanti viene posizionato come isolante fra entrambe le piastre e la variazione della caduta della temperatura funge da misura di riferimento (confronto con standard di riferimento).

Inoltre, è possibile verificare l'impermeabilità all'acqua del guanto in base alla norma EN ISO 15383. Se nel guanto non è penetrata acqua per oltre 30 minuti, la prova risulta superata (nessun livello di prestazione specifico).

DIN EN 16350:2014 - Guanti di protezione, proprietà elettrostatiche

Per le aree di lavoro a rischio di incendio e di esplosione, per la prima volta con la norma DIN EN 16350:2014 esiste una norma europea che stabilisce le condizioni di prova e i requisiti minimi per le proprietà elettrostatiche dei guanti protettivi:

  • La resistenza elettrica attraverso un materiale deve essere inferiore a 1,0 × 108 Ohm (Rv< 1,0 × 108 Ω).</>i>
  • Atmosfera di prova: temperatura dell&apos;aria di 23 ± 1 °C, umidità relativa di 25 ± 5%.

Importante! I guanti protettivi conduttivi di cariche elettrostatiche sono efficaci solo se chi li indossa è collegato a terra tramite una resistenza inferiore a 108 Ohm.

I nostri prodotti vengono testati in base alla norma DIN EN 16350:2014 e sono adatti sia per la protezione del prodotto che per la protezione sul lavoro.

A cosa deve prestare attenzione l&apos;utilizzatore?
La vecchia classificazione in base alla norma DIN EN 1149-1:2006 non è più ammessa. La resistenza di superficie così testata indica solo il trasferimento di carica alla superficie del materiale e non è sufficiente per garantire una protezione efficace.

Per cosa possono essere utilizzati i guanti testati in base alla norma DIN EN 16350:2014?
I guanti protettivi che sono stati testati con successo in base alla norma DIN EN 16350:2014 possono essere utilizzati in aree di lavoro a rischio di incendio e di esplosioni (ad esempio nelle raffinerie) e formano un elemento essenziale nella catena di messa a terra (guanti - indumenti di protezione - calzature - terreno). In relazione alle proprietà elettrostatiche, spesso anche la scarica elettrostatica ("electrostatic discharge", in breve "ESD") viene presa in considerazione nell&apos;ambito della protezione dei prodotti. I guanti protettivi testati in base alla norma DIN EN 16350:2014 possono essere utilizzati per tutte le applicazioni della protezione dei prodotti ESD.