sabato 10 agosto 2013

Patologie del caldo





Comprendono, in ordine crescente di gravità, i crampi muscolari, il collasso ed il colpo di calore.
CRAMPI MUSCOLARI
I crampi muscolari colpiscono più frequentemente gli arti inferiori, la temperatura cutanea è normale mentre la cute si presenta umida; In questo caso è sufficiente far riposare la vittima in un luogo fresco e ben ventilato, massaggiando il muscolo colpito, somministrando liquidi freschi, evitando di somministrare sali minerali.
COLLASSO DA CALORE
Si verifica più frequentemente in  seguito ad un esercizio fisico intenso o in ambienti lavorativi caldo-umidi, in particolare in persone che indossano abiti da lavoro pesanti. La temperatura cutanea è normale, la cute è pallida, fredda e sudata. La persona può riferire la presenza di nausea, cefalea e vertigini. In genere la persona recupera stando al fresco, a riposo, assumendo liquidi freschi. Se non trattato, può evolvere in un peggioramento con alterazione dello stato di coscienza fino al colpo di calore.
COLPO DI CALORE
E’ la patologia più grave da calore, molto spesso si verifica in soggetti che sottovalutano i segni ed i sintomi del collasso da calore. Si sviluppa quando i meccanismi della termoregolazione smettono di funzionare perciò cessa la sudorazione e la temperatura aumenta rapidamente fino al punto che gli organi vitali non funzionano più bene. E’ una vera emergenza medica. I segni e i sintomi sono costituiti da una temperatura corporea elevata che può raggiungere i 42C°, la cute si presenta rossa, calda ed asciutta, il livello di coscienza è diminuito, il polso è debole e veloce, il respiro si presenta veloce e superficiale.
COSA FARE?
Chiamare il 118 ; nell’ attesa dell’ arrivo del 118 è necessario rimuovere la persona dall’ ambiente caldo, rimuovendo i vestiti pesanti, raffreddando il corpo con fazzoletti e teli bagnati ; se disponibile, è utile utilizzare del ghiaccio da mettere sotto le ascelle, a livello  inguinale,  sui polsi, sulle ginocchia, sulle caviglie e ai lati del collo. Consigliato anche l’utilizzo di un ventilatore per aumentare l’evaporazione.
Se la persona è cosciente e collaborante, darle da bere piccoli sorsi di acqua (mezzo bicchiere ogni 15 minuti).

Il caldo fa brutti scherzi ed esporvisi in modo sconsiderato non fa bene a nessuno.


Anche se l’educazione sanitaria prevede solo una formazione sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, sulle modalità di approcciare il sollevamento di un corpo pesante (vedi carichi lombari), nessun medico del lavoro si prenderà mai la briga di spendere due parole per informare il lavoratore sul tipo di alimentazione che deve assumere per far fronte alle deficienze fisiche determinate dal caldo eccessivo, dall’esposizione ai raggi del sole per lunghi periodi della giornata.

Il lavoro nei cantieri edili, a nostro avviso, andrebbe interrotto come nelle giornate di pioggia, quando l’incremento della temperatura dell’aria e l’umidità in essa presente possono determinare nei soggetti scompensi che sfociano abitualmente in cali di attenzione, stordimenti, insolazioni, ecc.

L’assunzione di liquidi per equilibrare le perdite determinate dal sudore è raccomandata un po’ da tutti, ma una cosa è assumere acqua ed un’altra bere bibite alcoliche che prima o dopo determineranno cedimenti o stordimenti di maggiore entità con conseguenze che sono certamente causa di infortuni.

L’informazione su una corretta alimentazione nei cantieri, come suggerisce un lettore, dovrebbe occupare sulla carta stampata più spazio delle diete che ci vengono propinate per mantenere una linea che invece si fa sempre più curva un po’ per l’età ed un po’ per gli stravizi che ognuno di noi tende a concedersi.

Sarebbe auspicabile che qualcuno degli enti preposti trovasse il tempo di farlo. Un bicchiere di vino fa bene alla salute, lo confermano tutte le ricerche negli ultimi anni di cui ci informano a piè sospinto, ma nessuno ci dice se durante il lavoro è possibile assumere alcolici ed in che misura. 

Ci sono dipendenti che non si accontentano di un bicchiere perché con un litro ci fanno meno di quello che la loro auto percorre.

Non parliamo poi dell’alimentazione in genere e dei problemi che da essa derivano. Oggi come oggi ci sono migliaia di lavoratori allergici al glutine, che non possono assumere alcuni tipi di frutta e di verdure, che continuano a frequentare le mense aziendali senza sapere il più delle volte che cosa mangiano e a che cosa vanno incontro.

E’ vero che esiste l’obbligo di precisare gli ingredienti che vengono utilizzati per la realizzazione dei pasti forniti, ma non sempre vengono specificate le quantità e la provenienza di alcuni prodotti che nel tempo si sono rilevati non adatti alla nostra cucina e vietati.

Insomma, senza violare la privacy di nessuno, i soggetti a rischio, nel loro interesse, potrebbero farsi riconoscere e l’azienda adottare i provvedimenti necessari per alimentarli correttamente nel rispetto delle loro esigenze fisiche. 

venerdì 2 agosto 2013

A Tavola Con Lo Chef” s.r.l.

Chi siamo – La scuola 

La Scuola “A Tavola Con Lo Chef” s.r.l. è un’importante struttura didattica tra le più avanzate in Italia che opera nel panorama dell’istruzione professionale dal 1992. La sede storica di Via dei Gracchi 60, inaugurata nel dicembre del 1991, ospita la segreteria principale e tutti i corsi amatoriali di Cucina, Pasticceria, Pizzeria e, fino al 2008, anche i corsi professionali. I corsi amatoriali sono tutti interamente pratici e danno l’opportunità a tutti gli allievi gourmet di partecipare attivamente alla lezione insieme all’insegnante. 

Nel luglio del 2005 è stata aperta la seconda sede in Via della Pineta Sacchetti 263, dove sono state create negli anni, aule dedicate esclusivamente ai corsi professionali. Un laboratorio dedicato alla Pizzeria, un’aula altamente tecnologica per i corsi professionali di cucina, un’ altra dedicata esclusivamente alla Pasticceria e Gelateria e da ultimo uno spazio dedicato interamente ai corsi per Barman e Caffetteria allestito come un vero laboratorio bar. Dal 2012 i corsi di barman e caffetteria sono stati riuniti in un progetto chiamato ABC Accademia di Barman e Caffetteria, sempre sotto la bandiera di “A tavola con lo chef”. 

Completano l’offerta dei corsi professionali un corso sul Food Cost, uno sulle normative HACCP e diversi Master di specializzazione del settore cucina, pasticceria e pizzeria. Tutti i corsi professionali riuniti nella sede di Pineta Sacchetti hanno dato vita ad un polo formativo completo per le professioni del settore della ristorazione, lasciando alla sede di Via dei Gracchi lo svolgimento di tutti i corsi amatoriali e delle monografie. 

Ad oggi le due strutture occupano insieme una superficie di circa 700 mq.
La scuola pone particolare attenzione alla scelta delle attrezzature, volgendo sempre lo sguardo a quanto di meglio offra il mercato, ma soprattutto ha selezionato e formato con estrema cura ed attenzione il corpo docente creando, in oltre venti anni di attività, un collegio di validi insegnati tutti professionisti nel campo della ristorazione. Negli ultimi anni scolastici gli studenti che frequentano i corsi professionali e amatoriali hanno raggiunto complessivamente il numero di oltre 900 unità l’anno. Da una stima fatta siamo in grado di dire che circa il 70 degli allievi trova un impiego, sia pure stagionale, entro il primo anno e il 20 si colloca in proprie aziende. I programmi didattici dei corsi professionali per cuochi e pasticceri hanno il patrocinio e riconoscimento dell’Unione Cuochi Lazio Associazione di Roma e dalla Federazione Italiana Cuochi Regione Lazio ed insieme al corso professionale di pizzeria, anche la collaborazione con la Confartigianato. 

La scuola inoltre è un’istituzione privata che opera anche nel campo del sociale collaborando con Enti no-profit quali Municipi del Comune di Roma, Caritas diocesana di Roma, Centro ENEA per rifugiati politici; organizza inoltre eventi gastronomici in collaborazione di O.N.G. che operano a favore dei paesi in via di sviluppo.



mercoledì 31 luglio 2013

Trattori agricoli o forestali con piano di carico (motoagricole): allegati II, III, IV, IVbis, V, VI, VII - Elenco schede



L'installazione dei dispositivi di protezione in caso di ribaltamento nei trattori agricoli o forestali con piano di carico (motoagricole) 

Adeguamento dei trattori agricoli o forestali ai requisiti minimi di sicurezza per l'uso delle attrezzature di lavoro previsti al punto 2.4 della parte II dell’allegato V del D.Lgs. 81/08
Linee guida INAIL Ricerca, Certificazione e Verifica - Roma, aggiornamento luglio 2012, pubblicato agosto 2012.
Allegato II:Dispositivi di attacco
Dispositivi di attacco (File Pdf 4.47 kb) 
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Allegato III: Dichiarazione di conformità del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento
Dichiarazione di conformità del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento (File Pdf 164 kb) 
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Allegato IV: Dichiarazione di corretta installazione del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento
Dichiarazione di corretta installazione del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento (File Pdf 131 kb) 
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Allegato IV bis: Dichiarazione di corretta installazione del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento conforme alle direttive comunitarie ovvero a codici OCSE
Dichiarazione di corretta installazione del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento conforme alle direttive comunitarie ovvero a codici OCSE (File Pdf 131 kb) 
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Allegato V: Dichiarazione del costruttore della motoagricola della non disponibilità commerciale della struttura di protezione in caso di capovolgimento
Dichiarazione del costruttore della motoagricola della non disponibilità commerciale della struttura di protezione in caso di capovolgimento (File Pdf 130 kb) 
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Allegato VI: Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47 del D.p.r. del 28/01/2000)
Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà (art. 47 del D.p.r. del 28/01/2000) (File Pdf 131 Kb) 
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Allegato VII: Dichiarazione di corretta installazione del dispositivo di ritenzione del conducente
Dichiarazione di corretta installazione del dispositivo di ritenzione del conducente (File Pdf 161 kb) 
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Appendice: Strutture di protezione per l'adeguamento di specifici modelli di trattori agricoli o forestali con piano di carico (motoagricole)

Scheda 1A Adeguamento della motoagricola tipo transporter modello Paoli FP e simili 
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Scheda 2A Adeguamento della motoagricola di tipo articolato modello Goldoni 526 e simili
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Scheda 3A Adeguamento della motoagricola di tipo articolato modello Goldoni RS40 e simili 
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Scheda 4A Adeguamento della motoagricola di tipo articolato modello Bertolini 318 e simili 
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Scheda 5A Adeguamento della motoagricola di tipo articolato modello Valpadana VM 180 e simili 
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Scheda 6A Adeguamento della motoagricola di tipo articolato modello Pasquali 956 e simili 
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Scheda 7A Adeguamento della motoagricola tipo Transporter modello OZ e simili 
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Scheda 8A Adeguamento della motoagricola di tipo articolato modello Grillo 33 e simili 
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Scheda 9A Adeguamento della motoagricola di tipo articolato modello Ferrari MC 60 e simili 
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Scheda 10A Adeguamento della motoagricola di tipo rigido modello Carraro Tigrotto Transcar e simili 
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Ribaltamento nei trattori agricoli o forestali con piano di carico: Allegato 1



L'installazione dei dispositivi di protezione in caso di ribaltamento nei trattori agricoli o forestali con piano di carico (motoagricole)
Adeguamento dei trattori agricoli o forestali ai requisiti minimi di sicurezza per l'uso delle attrezzature di lavoro previsti al punto 2.4 della parte II dell’allegato V del D.Lgs. 81/08
Linee guida INAIL settore Ricerca, Certificazione e Verifica- Roma, aggiornamento luglio 2012, pubblicato agosto 2012.
Allegato I: Telai di protezione
Scheda 1 Telaio anteriore fisso saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 2 Telaio anteriore fisso piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 3 Telaio anteriore abbattibile saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 4 Telaio anteriore abbattibile piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 5 Telaio posteriore fisso saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 6 Telaio posteriore fisso piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 7 Telaio posteriore telescopico saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 8 Telaio posteriore telescopico piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 9 Telaio posteriore abbattibile saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 10 Telaio posteriore abbattibile piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa compresa tra 400 kg e 1000 kg
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Scheda 11 Telaio anteriore fisso saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 12 Telaio anteriore fisso piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 13 Telaio anteriore abbattibile saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 14 Telaio anteriore abbattibile piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 15 Telaio posteriore fisso saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 16 Telaio posteriore fisso piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 17 Telaio posteriore telescopico saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 18 Telaio posteriore telescopico piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 19 Telaio posteriore abbattibile saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 20 Telaio posteriore abbattibile piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 1000 kg e fino a 2000 kg
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Scheda 21 Telaio anteriore fisso saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 22 Telaio anteriore fisso piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 23 Telaio anteriore abbattibile saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 24 Telaio anteriore abbattibile piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 25 Telaio posteriore fisso saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 26 Telaio posteriore fisso piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 27 Telaio posteriore telescopico saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 28 Telaio posteriore telescopico piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 29 Telaio posteriore abbattibile saldato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 30 Telaio posteriore abbattibile piegato per motoagricole con struttura portante di tipo articolato o rigido con posto di guida arretrato e massa maggiore di 2000 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 31 Telaio posteriore telescopico piegato per motoagricole di tipo transporter con massa maggiore di 1000 kg e fino a 2500 kg
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Scheda 32 Telaio a quattro montanti saldato per motoagricole di tipo transporter con massa maggiore di 1000 kg e fino a 2500 kg
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Scheda 33 Telaio posteriore telescopico piegato per motoagricole di tipo transporter con massa maggiore di 2500 kg e fino a 3500 kg
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Scheda 34 Telaio a quattro montanti saldato per motoagricole di tipo transporter con massa maggiore di 2500 kg e fino a 3500 kg
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Amianto, commissioni Regione Toscana approvano proposta di legge


FIRENZE –Approvata dalle commissioni Ambiente e Sanità della Regione Toscana la proposta di legge Norme per la protezione e bonifica dell’ambiente dai pericoli derivanti dall’amianto e promozione di energie alternative.
La proposta rinnova l’impegno contro l’amianto assunto dalla Regione Toscana nel 1997 con il Piano di decontaminazione, smaltimento e bonifica.
Obiettivi della proposta di legge, sono la messa in sicurezza dei manufatti più pericolosi entro il 2016, la sostituzione di coperture in amianto con impianti solari e la realizzazione di campagne di comunicazione sensibilizzazione per la cittadinanza.
Il provvedimento introduce nuovi strumenti per una più efficace rilevazione delle situazioni di pericolo e la mappatura dei siti e delle zone interessate dalla presenza di amianto.
Inoltre i proprietari di immobili contenenti amianto, potranno comunicarne la presenza come condizione per ottenere finanziamenti regionali finalizzati alla rimozione. La nuova proposta approfondisce poi gli aspetti che riguardano la salute umana e la tutela dell’ambiente e sancisce l’obbligo di “controllo di salubrità ambientale e di sicurezza sui luoghi di lavoro” e la “rilevazione delle situazioni di pericolo”.
Le funzioni di sorveglianza epidemiologica delle patologie correlate all’amianto saranno affidate all’Ispo, Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica.
Previste inoltre campagne di informazione condotte in collaborazione con l’Arpat e con il Servizio sanitario regionale per sensibilizzare i cittadini sul problema dell’amianto per la salute umana dell’ambiente.

applicazione del nuovo regolamento (DPR 151/2011)

La Direzione dei VVF sull’applicazione del nuovo regolamento (DPR 151/2011)

La Direzione centrale del Dipartimento dei Vigili del fuoco ha divulgato in questi giorni le risposte ai quesiti pervenuti da alcune proprie  Direzioni territoriali.
La prima richiesta riguardava a quale normativa si debba fare riferimento per gli stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose (in una determinata quantità, Nda), per cui il gestore è tenuto a redigere un rapporto di sicurezza (art. 8 del Dlgs 334/99*). La risposta è stata: si applichi il nuovo Regolamento di semplificazione di prevenzioni incendi (DPR 151/2011 – elenco delle attività ex all. 1 -).
Sulle procedure di prevenzione incendi per le cosiddette“attività Seveso” (rischio incidente rilevante), la Direzione ha risposto che “anche per le attività soggette all’ art.8 del DLgs 334/99* si applicano le procedure  del nuovo Regolamento, peraltro, “con i dovuti adattamenti: in particolare il Certificato di prevenzione incendi (CPI) per l’intera attività potrà essere rilasciato solo a valle dellaconclusione istruttoria e dei sopralluoghi della Commissione nominata dal Comitato tecnico regionale (CTR)”.
E infine per gli stabilimenti esistenti in cui siano presenti attività elencate nell’all.1 del nuovo Regolamento, il gestore, deve:
  • ottenere il parere del CTR sul rapporto di sicurezza;
  • presentare, nei termini di legge, al Comando dei VVF la richiesta di rinnovo periodico di conformità antincendio previsto dal nuovo regolamento del 2011.
Così conclude il Dipartimento nella risposta ai tre quesiti.
  1. Il Comando dei VVF:  a) effettua i controlli,  di norma nell’ambito della Commissione sopralluogo, nominata dal CTR e comunque secondo la tempistica di legge;  b) per le attività di categoria C**, in caso di esito positivo dei controlli,  rilascia il CPI e ne trasmette copia al CTR.
  2. La Commissione sopralluogo redige il verbale delle visite tecniche.
* “Attuazione della direttiva 96/82/CE relativa al controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”.
** Attività con alto livello di complessità, indipendentemente dalla presenza o meno della regola tecnica di riferimento.

venerdì 26 luglio 2013

ISFCI fino al 31 luglio





Esplode fabbrica fuochi d’artificio a Città di Sant’Angelo (PE), un morto


Questa mattina alle 10.30 a Villa Cipressi, Città di Sant’Angelo in provincia di Pescara è esplosa una fabbrica di fuochi d’artificio.
I soccorsi hanno estratto dalle macerie una persona senza vita e tre feriti gravi. Altre tre persone risultano disperse. Sul posto i Vigili del Fuoco e i soccorsi. Danneggiati edifici nell’area circostante. Un incendio ha invaso i campi intorno allo stabilimento.


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venerdì 26 luglio 2013

Fuochi d'artificio e rischi connessi.