sabato 31 ottobre 2020

 

In cerca di gloria…

 

A volte cerco di scrivere

cose che mi facciano credere

di essere,

ma tutti gli arretrati accumulati

mi mettono davanti

versi

              da tempo ammucchiati

che chiedono

di essere trascritti.

 

Se li benedico

mi sento sconfortato però

dal ruolo

che mi sento addosso

ripiegando su me stesso

con l’intendimento

di riscoprire

proprio quell’accento

che mi manca

per arrivare agli altri

mettendomi davanti

in bella mostra.

 

A volte basterebbe poco,

l’uovo di Colombo

fino a quando tu

non implori

gli onori

che ti aspetti

cercando la tua gloria

e non a caso

la mia memoria

quando ti prendo a pretesto

in cerca di una gloria

che non mi appartiene

anche se ne vorrei

soltanto un briciolo

quando mi si accende

dentro il desiderio

dell’eternità

per un momento almeno.

 

Gioacchino Ruocco

Ostia Lido        31.10.2020

 

In cerca di gloria…

 

A volte cerco di scrivere

cose che mi facciano credere

di essere,

ma tutti gli arretrati accumulati

mi mettono davanti

versi

da tempo accumulati

che chiedono

di essere trascritti.

 

Se li benedico

mi sento sconfortato però

dal ruolo

che mi sento addosso

ripiegando su me stesso

con l’intendimento

di riscoprire

proprio quell’accento

che mi manca

per arrivare agli altri

mettendomi davanti

in bella mostra.

 

A volte basterebbe poco,

l’uovo di Colombo

fino a quando tu

non implori

gli onori

che ti aspetti

cercando la tua gloria

e non a caso

la mia memoria

quando ti prendo a pretesto

in cerca di una gloria

che non mi appartiene

anche se ne vorrei

soltanto un briciolo

quando mi si accende

dentro il desiderio

dell’eternità

per un momento almeno.

 

Gioacchino Ruocco

Ostia Lido        31.10.2020

venerdì 30 ottobre 2020

 

Coronavirus, epidemia fuori controllo: Gimbe delinea scenari drammatici

A certificarlo l'ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe. Ecco cosa serve fare subito

L’epidemia è fuori controllo. A certificarlo l’ultimo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che nella settimana dal 21 al 27 ottobre conferma, rispetto alla precedente, l’incremento esponenziale nel trend dei nuovi casi (130.329 vs 68.982, +88,9%), in parte per l’aumento dei casi testati (722.570 vs 630.929), ma soprattutto per il netto incremento del rapporto positivi/casi testati (18% vs 10,9%, +14,4%).

I dati preoccupanti

Crescono di oltre 112mila i casi attualmente positivi (255.090 vs 142.739, +78,7%) e, sul fronte degli ospedali, si rileva un costante aumento dei pazienti ricoverati con sintomi (13.955 vs 8.454, +65,1%) e in terapia intensiva (1.411 vs 870, +62,2%). Più che raddoppiati i decessi (995 vs 459, +108,1%).

Una situazione esplosiva, che sta portando il Governo Conte a valutare un nuovo lockdown, forse soft, “alla francese”, com’è stato ribattezzato, con aperte soltanto le attività essenziali, le attività produttive e le scuole elementari e forse medie.

I dati dell’ultima settimana documentano il crollo definitivo dell’argine territoriale del testing & tracing, confermano un incremento di oltre il 60% dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva e fanno registrare un raddoppio dei decessi.

“In alcune aree del Paese non è più procrastinabile il lockdown totale per arginare il contagio diffuso e ridurre la pressione sugli ospedali” ha detto il Presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che a noi di QuiFinanza aveva proprio qualche giorno fa denunciato in una intervista il fallimento del sistema di tracciamento e il rischio di un nuovo lockdown.

“Al di là dei numeri assoluti – spiega – preoccupano i trend esponenziali con cui aumentano i pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva, con un tempo di raddoppiamento di circa 10 giorni da 3 settimane consecutive”.

Eccesso di letalità da sovraccarico ospedaliero

“L’epidemia già fuori controllo in diverse aree del Paese da oltre 3 settimane” spiega Cartabellotta, “insieme al continuo tentennamento di sindaci e presidenti di Regioni nell’attuare lockdown locali stanno spingendo l’Italia verso la chiusura totale”.

Secondo Enrico Bucci, professore aggiunto SHRO alla Temple University, “mantenendo questi trend di crescita, all’8 novembre si stimano 31.400 ricoverati con sintomi e 3.310 in terapia intensiva; numeri che potrebbero ridursi per l’eccesso di letalità da sovraccarico ospedaliero”.

Argomentazioni che sembrano agghiaccianti, e che invece, purtroppo, potrebbero diventare a breve realtà. Superando il limite del 30% dei posti letto occupati da pazienti Covid, dopo la cancellazione di interventi chirurgici programmati e prestazioni sanitarie differibili, si assisterà inevitabilmente all’incremento della mortalità, non solo Covid-19 correlata.

Cartabellotta è pessimista sulle misure introdotte dal Governo Conte con l’ultimo Dpcm 24 ottobre, sia perché le misure non sono state tarate su modelli predittivi a 2 settimane, sia perché sono state neutralizzate dalla crescita esponenziale della curva epidemica.

Rt inadeguato, ecco perché

L’impatto dell’introduzione di differenti misure di contenimento sul valore di Rt è oggetto di un recente studio – pubblicato su Lancet Infectious Diseases da ricercatori dell’Università di Edimburgo – che ha analizzato dati da 131 Paesi.

È stata stimata l’efficacia sul valore di Rt di quattro possibili gruppi di interventi a 7, 14 e 28 giorni. Se da un lato gli effetti dipendono dal numero e dalla tipologia di restrizioni, dall’altro non sono affatto immediati. Infatti, per dimezzare il valore di Rt servono 28 giorni di lockdown totale, tempi che in Italia potrebbero dilatarsi ulteriormente per il ritardo sempre maggiore nella notifica dei casi.

Considerato che le misure introdotte con il Dpcm includono divieto di eventi pubblici e assembramenti, invito allo smart working e didattica a distanza nelle scuole secondarie di secondo grado per almeno al 75% delle attività, è possibile stimare a 14 giorni una riduzione del valore di Rt di circa il 20-25%, numero ritenuto da Gimbe “totalmente insufficiente” per piegare la curva dei contagi e arginare il sovraccarico degli ospedali.

L’indice Rt oltretutto oggi sottostima ampiamente la velocità di diffusione del virus perché, oltre ad essere calcolato solo sui casi sintomatici, circa 1/3 del totale dei contagiati, si basa su dati relativi a due settimane prima e pubblicati dopo circa 10 giorni. In altri termini, le decisioni vengono prese sulla base di un Rt che riflette contagi di circa un mese fa.

Chiusure locali immediate, o sarà lockdown

Senza immediate chiusure in tutte le zone più a rischio, conclude Gimbe, serviranno almeno 4 settimane di lockdown nazionale per abbattere la curva dei contagi e permettere di assistere i pazienti in ospedale, al fine di evitare una “catastrofe sanitaria peggiore della prima ondata”.

Perché questa volta, oltre al dilagare dei contagi anche nelle regioni del Sud, meno attrezzate dal punto di vista sanitario, abbiamo davanti quasi 5 mesi di stagione invernale con l’influenza in arrivo.

domenica 25 ottobre 2020

Procedure e Provvedimenti da adottare nell'allestimento di un cantiere edile.

 

Allestimento cantiere

 

DESCRIZIONE GENERALE

Recinzione dell'area in paletti in legno e bandoni metallici fino ad un altezza di ml 2.00;

Apposizione cartello di cantiere;

Apertura passo carrabile;

Costipamento del terreno in corrispondenza dell'area carrabile per evitare affossamenti dei mezzi pesanti;

Realizzazione dell'accesso carrabile;

Messa in opera del cancello provvisorio a due ante a manovra manuale;

Realizzazione di un accesso pedonale;

Collocamento cartelli informativi;

Realizzazione allacci di cantiere a reti acqua, energia elettrica e scarico;

10) Messa in opera di servizio igienico per le maestranze.

 

RIFERIMENTO GRAFICO ALLEGATO 12.4 – Logistica Cantiere

 

DURATA (gg)           3

 

RIFERIMENTI PER IL CONTROLLO

E' stato redatto un progetto del cantiere (ALLEGATO 12.4) con la localizzazione di tutte le aree componenti ed i relativi dettagli esecutivi, la verifica in loco della stabilità delle fondazioni ed attrezzature fisse, dei dimensionamenti degli impianti tecnologici, inoltre in sede di esecuzione occorre verificare le principali misure di prevenzione per una buona manutenzione del cantiere, tra cui:

 

            - la pulizia materiali immagazzinati e dell'area;

            - che i cumuli ed accatastamenti di materiali non abbiano altezze troppo elevate;

            - la protezione dei materiali stoccati;

            - metodi di movimentazione manuale dei materiali;

            - la presenza di ripari da cadute di materiali dall'alto;

- la segnalazione degli accessi;

Ia messa a terra delle attrezzature elettriche;

il corretto uso dei liquidi combustibili per la pulizia delle attrezzature;

le corrette modalità di sollevamento dei mezzi e loro posizionamento;

Ia presenza pericolosa di trucioli di lavorazione sul pavimento (predisporre per pulizia o

segnalazione);

le protezioni agli organi in movimento delle macchine;

le protezioni agli elementi di macchine con circuito idraulico non sotto valvola di blocco;

Ia presenza di istruzioni d'uso delle attrezzature;

le precauzioni per le fonti di energia termica.

- controllare che tutti i lavoratori adottino i DPI prescritti.

 

 

DESCRIZIONE DEL LAVORO

È stato effettuato uno studio circa l'inserimento del cantiere in un contesto planimetrico in cui sono state previste, rispettando le norme di ogni attività e le necessità per una sicura ed agevole viabilità sia dei mezzi che delle persone, le posizioni di:

 

1- RECINZIONE

Delimitare l'area di cantiere lungo tutto il suo perimetro con una recinzione realizzata con pali in legno e bandoni metallici di H= ml 2.00. La recinzione va' opportunamente segnalata con segnali di divieto e pericolo. Mantenere in buone condizioni e rendere ben visibile sia la recinzione che i segnali a corredo della stessa. Disporre in posizione ben visibile il cartello di cantiere contenente tutte le indicazioni necessarie a qualificare il cantiere.

3- SERVIZI IGIENICI

In prossimità dei posti di lavoro i lavoratori disporranno di n.1 wc chimico dotati di mezzi detergenti per asciugarsi..

4-PRONTO SOCCORSO

La cassetta di pronto soccorso , sempre presente in luogo visibile durante le fasi lavorative, deve contenere almeno:

            1. un tubetto di sapone in polvere;

            2. una bottiglia di 250 g di alcool denaturato;

            3. tre fialette di 2 cc di alcool denaturato;

            4. due fialette di 2 cc di ammoniaca;

            5. un preparato antiustione;

            6. un rotolo di cerotto adesivo da 1 m per 2 cm;

            7. due bende di garza idrofila da 5 m ed una da 500 cm per 7 cm;

            8. dieci buste da 5 compresse di garza idrofila sterilizzata da 10 cm per 10 cm;

            9. due pacchetti di cerotti medicati e sterilizzati;

            10. tre pacchetti da 20 g di cotone idrofilo;

            11. tre spille di sicurezza;

            12. un paio di forbici;

            13. istruzioni sul modo di usare i prodotti suddetti e di prestare i primi soccorsi.

5- ZONE DI STOCCAGGIO MATERIALI

I materiali e le attrezzature vanno posti su superfici piane ed asciutte ponendoci un congruo strato di inerte drenante. Non fare pile troppo alte e disporre materiali ed attrezzature in modo da evitare che possano cadere su chi li prende o vi passa vicino. I leganti che temono l'umidità saranno protetti nell’area seminterrata dell’edificio nel frattempo realizzato; I telai e gli elementi dei ponteggi vanno posti nei luoghi indicati in modo ordinato.

Tavole e pannelli in legno saranno accatastati, suddivisi per lunghezza, interponendo ogni 50-70 cm una traversina in legno, in modo da poter infilare agevolmente le cinghie per il trasporto. Posti di lavoro fissi: la molazza ed il tavolo di lavorazione del ferro saranno difesi da tettoia contro la caduta o l’investimento di materiali. Evitare di impastare calcestruzzi e malte, o eseguire altre attività a carattere continuativo, nelle vicinanze dei ponteggi o dei posti di caricamento e sollevamento di materiali, se ciò accade si deve realizzare un impalcato sovrastante la postazione di lavoro ad altezza non superiore di 3 m da terra per la protezione dalla caduta di materiale dall’alto.       

6- POSTAZIONE MOLAZZA

Nella scelta della postazione della molazza occorre fare le seguenti considerazioni:

1.Controllare la solidità e planarità del piano di appoggio, la molazza deve essere sempre appoggiata al suolo e non sopraelevata mediante appoggi anche solidi

2.Prima di posizionare la molazza si dovrà procedere: alla verifica della stabilità del terreno che dovrà   essere in grado di sopportare, senza dar luogo a cedimenti, il carico trasmesso dalla macchina per mezzo degli appoggi; al drenaggio del terreno alla base della molazza al fine di evitare ristagni d'acqua sia piovana che di lavorazione

7- AREA STOCCAGGIO MATERALI

Come da planimetria sono posti in punti facilmente accessibili per i mezzi e l’approvvigionamento e realizzati su terreno stabile in grado di assorbire carichi concentrati (lontano dal ciglio degli scavi).             Materie o prodotti suscettibili di interagire tra loro dando luogo alla formazione di gas o miscele esplosive o infiammabili devono essere immagazzinati e conservati in luoghi o locali sufficientemente distanziati ed adeguatamente isolati gli uni dagli altri.

8- QUADRI ELETTRICI

Tutti gli impianti elettrici di cantiere dovranno essere disposti come da planimetria realizzati tenendo conto dei pericoli derivanti da contatti accidentali con gli elementi sotto tensione. All'esterno e all'interno degli sportelli dei quadri devono essere presenti le indicazioni di pericolo. Sarà installato un interruttore differenziale contro gli effetti nocivi dell'elettrocuzione che avrà una serie di limitazioni   tra cui la principale è che non interviene in caso di un contatto diretto senza dispersioni verso terra (contatto tra fase e fase). Durante il lavoro i quadri elettrici devono essere tenuti il più possibile chiusi. Alla fine della giornata verificare sempre che gli interruttori generali siano disinseriti, e che il quadro sia chiuso a chiave.

9- ACCESSI AL CANTIERE E VIABILITÀ

Le vie di accesso al cantiere sono quelle indicate in planimetria.

Controllare che gli automezzi in uscita dal cantiere non sporchino con fango o terra la via ed in tal caso si attivi per una pronta pulizia del manto stradale. Disporre 1'obbligo per il conducente di farsi assistere da persona a terra durante le operazioni di retromarcia.

La pista di cantiere avrà le seguenti caratteristiche:

1. fondo di consistenza tale da evitare la formazione di fango in caso di pioggia;

2. corsie di almeno 70 cm per il transito di personale;

3. tenere lontano il traffico pesante da margini di scavi e ponteggi metallici. Oppure disporre puntelli che tengano dei carichi aggiuntivi derivanti dai veicoli o barriere di protezione per mantenere integre le strutture portanti alla base dei ponteggi, oppure rinforzi/sbadacchiature negli scavi;

4. innaffiare periodicamente le vie di transito per evitare nuvole di polvere;

 

MANSIONI

Mansione

Assistente tecnico di cantiere generico         1

Operaio comune polivalente C.M.S. SRL     3

Operaio comune polivalente AMORE LEGNAMI SRL     3

 

MATERIALI

Materiale

Benzina, Gasolio, Paletti in Legno e bandoni metallici

 

ATTREZZATURE

Attrezzatura

Scala a mano              1

Utensili manuali (chiavi inglesi mazze, martelli)       1         

Autocarro                               1

Avvitatrice elettrica                           1

Badile                         3

Carriola                                  1

Cazzuola                                3

Cesoie                         1

Compattatori                          1

Martellina male peggio                      3

Martello da carpentiere                      3

Mazza                         2

Piccone                                   2

Tenaglia                                  2

Trapano elettrico                                1

           

RISCHI

Fattore di Rischio          Indice di Gravità

Caduta di materiali dall’alto                1

Urti, colpi, impatti, compressioni                    1       

Punture, tagli, abrasioni                     1

Scivolamenti, caduta a livello                        2

Elettrici                                  3

Movimentazione manuale dei carichi                        2

Cesoiamento, stritolamento                                2

 

MISURE LEGISLATIVE

DPR 164/56

D.Lgs. 626/94

D.Lgs. 277/91

DPR n. 320/56

DPR 303/56

DPR 547/55

 

MISURE Dl BUONA TECNICA

Caduta di materiali dall’alto

I lavoratori operanti a terra a servizio o in vicinanza o in prossimità del raggio d'azione di macchine operatrici che comportano sollevamenti di masse materiali oppure in postazioni di quota inferiore rispetto a lavorazioni che comportano maneggio e spostamento di masse materiali dovranno portare obbligatoriamente il casco di protezione.

La perdita di stabilità e la caduta dei materiali fermi o in movimento, per maneggio e trasporto, deve essere evitata mediante una loro corretta disposizione oppure adottando misure per trattenerne la caduta, ad esempio adottando dispositivi di arresto della caduta aventi robustezza forma e dimensioni proporzionate alla natura delle masse materiali in oggetto.

Oppure nell’impossibilità di evitare o arrestare la caduta dei materiali segnalare adeguatamente la zona in cui è presente tale pericolo (segnali di divieto e transito sotto i carichi sospesi).

 

 

Cesoiamento, stritolamento

Il cesoiamento e lo stritolamento di persone tra parti mobili di macchine e parti fisse delle medesime o di opere, strutture provvisionali o altro, deve essere impedito limitando con mezzi materiali il percorso delle parti mobili o segregando stabilmente la zona pericolosa. Qualora ciò non risulti possibile deve essere installata una segnaletica appropriata e devono essere osservate opportune distanze di rispetto; ove del caso devono essere disposti comandi di arresto di emergenza in corrispondenza dei punti di potenziale pericolo.

 

Elettrici

Prima di iniziare le attività deve essere effettuata una ricognizione dei luoghi dei lavori al fine di  individuare la eventuale esistenza di linee elettriche aeree o interrate e stabilire le idonee precauzioni per evitare possibili contatti diretti o indiretti con elementi in tensione.

I percorsi e la profondità delle linee interrate o in cunicolo in tensione devono essere rilevati e segnalati in superficie quando interessano direttamente la zona di lavoro. Devono essere altresì formulate apposite e dettagliate istruzioni scritte per i preposti e gli addetti ai lavori in prossimità di linee elettriche.

La scelta degli impianti e delle attrezzature elettriche per le attività edili deve essere effettuata in funzione dello specifico ambiente di lavoro, verificandone la conformità alle norme di Legge e di buona tecnica.

L'impianto elettrico di cantiere deve essere sempre progettato e deve essere redatto in forma scritta nei casi previsti dalla legge; l’esecuzione, la manutenzione e la riparazione dello stesso deve essere effettuata de personale qualificato.

 

Misure di prevenzione infortuni durante l'impiego di ACQUE di RISCIACQUO da parte dei parrucchieri

 

Procedure per l’utilizzo dell’acqua.

 

 

 

L’acqua utilizzata per il lavaggio ed il risciacquo dei capelli venendo a contatto con le mani a temperature molto diverse provoca alla pelle dei traumi con conseguente alterazione della capacità di difesa della stessa.

 

Accertarsi al momento all’inizio del turno di lavoro o alla ripresa pomeridiana e possibilmente prima dell’utilizzo dell’acqua  per il lavaggio o il risciacquo dei capelli

 

che l’impianto di produzione dell’acqua calda sia in funzione ad una temperatura non superiore a quella del corpo umano;

che i rubinetti per la miscelazione sono efficienti.

 

Prima dell’utilizzo saggiarne la temperatura con la punta delle dita.

 

L’uso prolungato, senza guanti, determina un impoverimento del mantello idrolipidico naturale che le protegge, rendendole di conseguenza più esposte ad irritazioni e a dermatiti.

 

I guanti vanno comunque indossati per evitare contagi per eccessivo sfregamento del cuoio capelluto del cliente che non è tenuto a rendere pubblico il suo stato di salute.

 

Acciaio da Cemento Armato - Misure di prevenzione infortuni durante il suo impiego

 

Acciaio per CEMENTO ARMATO

 

DESCRIZIONE

L’acciaio da c.a., quale materiale strutturale, è caratterizzato da resistenza alle sollecitazioni, saldabilità, plasticità, durezza, resistenza agli agenti presenti nell’ambiente d’impiego.

 

FATTORI DI RISCHIO

Uomo:

nessuna proprietà pericolosa

lesioni, contusioni nella movimentazione

lesioni, contusioni nelle connessioni

Ambiente:

il prodotto non presenta problemi per l’ambiente

 

MISURE DI PREVENZIONE

Misure antincendio

Il prodotto non presenta rischi d’incendio e nessuna controindicazione all’uso di qualsiasi mezzo di estinzione. Ricordarsi che l’acciaio  è un materiale scarsamente resistente al fuoco.

 

MISURE COMPORTAMENTALI

Manipolazione e stoccaggio

conservare al coperto in ambiente asciutto

 

Smaltimento

nessun accorgimento, è sufficiente recuperare gli sfridi delle lavorazioni e inviarli ai centri di raccolta

 

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

guanti

casco di sicurezza

 

Coronavirus, quanto velocemente si diffonde dentro una stanza e come ridurre i rischi

 

Coronavirus, quanto velocemente si diffonde dentro una stanza e come ridurre i rischi

Covid e ambienti chiusi: fino a che punto il virus può diffondersi? Parlano gli esperti

La pandemia ci ha costretti a fare i conti con un virus insidioso: non esiste, tecnicamente, un posto dove il Covid non può arrivare. Come gli esperti hanno più volte sottolineato, però, recenti studi hanno dimostrato come le probabilità di diffusione del Coronavirus aumentino nei luoghi chiusi, a causa della trasmissione via aerosol, esponendo le persone ad un maggiore rischio rispetto a quanto potrebbe succedere in un ambiente aperto.

Coronavirus, quanto può rimanere nell’aria

Gli asintomatici e i cosiddetti “superdiffusori”, ad oggi, rappresentano il fattore di rischio maggiore o, per lo meno, giocano un ruolo cruciale nella divulgazione del virus. Spesso non è possibile individuarli facilmente e, per quel che sappiamo, potremmo entrare in contatto con loro senza saperlo. Il miglior mezzo per proteggersi, dunque, rimane la prevenzione. 

Secondo uno studio condotto dall’ingegnere statunitense Suresh Dhaniyala, professore alla Clarkson University, la diffusione del Covid dipende dalla velocità in cui le particelle aerosol possono diffondersi, specialmente in un ambiente chiuso. Nello specifico, non ci vuole molto prima che le particelle di Coronavirus trasportate dall’aria si diffondano all’interno di una stanza: all’inizio, solo le persone sedute vicino a un soggetto infetto sono ad alto rischio, ma con il passare del tempo il virus si diffonde via aerosol, raggiungendo tutti. 

Dhaniyala, con l’intendo di studiare e capire la diffusione del Covid in ambienti chiusi, ha iniettato particelle di aerosol di dimensioni simili a quelle degli esseri umani in una stanza e poi le ha monitorate con dei sensori appositi. Insieme agli scienziati che gli hanno permesso di portare a termine il suo esperimento, si è servito di un’aula universitaria progettata per ospitare 30 studenti, con un sistema di ventilazione che soddisfaceva gli standard raccomandati.

Quando i ricercatori hanno rilasciato particelle nella parte anteriore della classe, queste sono arrivate fino in fondo alla stanza entro 10 -15 minuti. Tuttavia, è stato dimostrato che, a causa della ventilazione attiva nella stanza, le concentrazioni nella parte posteriore erano comunque minori. Tale esperimento, come Dhaniyala ha spiegato, suggerisce che con un’adeguata ventilazione il rischio di contrarre il Covid potrebbe essere limitato a un piccolo numero di persone vicino al soggetto infetto. 

È importante ricordare, infine, che non tutte le parti di una stanza presentano lo stesso tasso di rischio. Gli angoli di una stanza, per esempio, avranno probabil- mente uno scambio d’aria inferiore, quindi le particelle aerosol possono rimanere lì più a lungo. Allo stesso modo, essere vicino a una presa d’aria potrebbe voler dire esporsi a tutte le particelle sospese nell’aria dal resto della stanza che, una volta “risucchiatte” dal condotto, finiscono inevitabilmente col travolgere la per sone che entrano a contatto con quel flusso. 

Coronavirus, il ruolo delle particelle aerosol 

In passato, come evidenzia lo studio, la trasmissione delle malattie respiratorie si è concentrata sul ruolo delle particelle più grandi che si generano quando starnutia- mo e tossiamo. Queste goccioline cadono rapidamente a terra e l’allontanamento sociale e l’uso di mascherine di protezione individuale possono in gran parte prevenire l’infezione

Con il Covid, però, vale un discorso diverso. Ciò che preoccupa di più adesso, infatti, è il ruolo che hanno nella diffusione del virus le minuscole particelle, ovvero le già citate particelle aerosol, che vengono generate quando parliamo, cantiamo o anche semplicemente respiriamo. Queste particelle, spesso più piccole di 5 micrometri, possono addirittura fuoriuscire dalle maschere facciali di stoffa e rimanere nell’aria fino a circa 12 ore.

Come ridurre il rischio di trasmissione negli ambienti chiusi

Secondo gli scienziati, uno dei modi migliori per mantenere alti i livelli di sicurez za in casa (o comunque in un ambiente chiuso) sarebbe quello di prestare atten- zione alla distanza di sicurezza, cercando di rispettare le regole di distanzia -mento non solo all’aperto, ma sempre. 

È ormai risaputo che il Covid non si trasmette solo per contatto diretto, ma può diffondersi attraverso l’aria, rimanendo sospeso all’interno di un ambiente per un periodo di tempo più o meno lungo. Quindi, anche se incontriamo una persona positiva al Coronavirus, mantenere la giusta distanza ed evitare il contatto diretto con essa può essere l’unico comportamento che – concretamente – non ci espone al rischio contagio nel breve periodo. 

Oltre al rispetto delle regole di distanziamento nei luoghi chiusi, riduce le possibilità di trasmissione via aerosol del virus l’accesso a canali di ventilazione adeguati. Di conseguenza, le aree umide e non ventilate possono invece fungere da mezzo per la diffusione del virus.

Lo studio del professor Suresh Dhaniyala è stato pubblicato sul magazine scientifico The Wire Science: clicca qui per leggere l’articolo completo.

giovedì 15 ottobre 2020

PROTEZIONE DALLE CADUTE CATALOGO DEI PRODOTTI PIÙ VENDUTI 2020 Honeywell Industrial Safety www.honeywellsafety.com 3 Protezione anticaduta

 Da più di 75 anni i prodotti Honeywell Miller proteggono i lavoratori che operano in quota in un vasta serie di settori e applicazioni, tra cui l'edilizia, le telecomunicazioni, l'energia eolica, i trasporti, l'industria, la fornitura di energia e non solo. Honeywell Miller ha scelto per voi più di cento prodotti tra i più venduti, riuniti in un unico catalogo di protezioni anticadute chiamato "I prodotti essenziali". La disponibilità dei prodotti per la protezione anticaduta del catalogo è prevista entro tre giorni a seconda della quantità ordinata: A - fino a 50 unità B - fino a 20 unità C - fino a 5 unità La classificazione dei prodotti è riportata alle pagine 52-57 del catalogo. Honeywell Miller… Sinonimo di sicurezza, qualità, affidabilità ed innovazione. 

PROTEZIONE ANTICADUTA La legislazione europea stabilisce l'obbligo di adottare misure anticaduta da parte del datore di lavoro di ogni lavoratore che operi in altezza, ovvero in presenza di rischio di caduta. La normativa richiede inoltre che il lavoratore impegnato in altezza sia adeguatamente formato per assolvere a tale compito, o - se in formazione - operi sotto la supervisione di una persona competente. Se non è possibile eliminare il rischio caduta impiegando un sistema di protezione collettivo, occorre selezionare ed utilizzare un dispositivo di protezione individuale (DPI), sia esso a fine di trattenuta, posizionamento, salvataggio o arresto della caduta. Tale sistema è composto da un'imbracatura per il corpo, da un dispositivo di collegamento intermedio e da un connettore per ancoraggio. I sistemi possono essere utilizzati solo se un adeguato punto di ancoraggio è posizionato vicino al posto di lavoro. I prodotti Honeywell Miller sono studiati e testati da ingegneri e tecnici qualificati che operano a tempo pieno, presso impianti di prova moderni e interni all'azienda, in grado non solo di verificare il rispetto delle norme specifiche, ma anche di effettuare delle prove per superare i requisiti delle normative stesse nella ricerca della massima sicurezza. Inoltre, tutti i prodotti Honeywell Miller vengono testati da terzi, presso impianti indipendenti, al fine di certificarne ulteriormente la conformità. Honeywell Industrial Safety ha ottenuto e conserva tuttora la certificazione ISO 9001 per i propri stabilimenti di produzione. Honeywell Miller soddisfa i requisiti più severi in materia di progettazione e sviluppo, produzione e assistenza, a riprova dell'immutato e continuo impegno e della coerenza dell'azienda nel fornire prodotti e servizi di qualità. I prodotti Honeywell Miller vengono sviluppati in collaborazione con i loro utilizzatori, in modo da soddisfarne le esigenze e fornire loro soluzioni innovative. Nel rispetto dell'obiettivo di assolvere al ruolo di fornitori di soluzioni a tutto tondo dei problemi della nostra clientela, intendiamo soddisfarne le esigenze nel campo della protezione anticaduta, proponendo soluzioni di sicurezza innovative, attraverso un mix di prodotti e servizi, quali la formazione, l'identificazione dei rischi e la fornitura di prodotti personalizzati.  Grazie agli uffici commerciali e ai centri di formazione di cui Honeywell Miller dispone in tutto il mondo, siamo sostenuti a livello locale da personale commerciale di alto profilo, oltre che da un supporto tecnico e da un'assistenza clienti dedicata, che ci permettono di garantire soluzioni affidabili anche nei casi più complessi e tecnicamente impegnativi. Imbracature p. 8 I Imbracature anticaduta p. 9 I Imbracature di posizionamento sul lavoro p. 12 I Guida tecnica p. 16 Dispositivi retrattili p. 17 I 

Retrattili a nastro tessile p. 18 I Retrattili a cavo d'acciaio p. 21 I Guida tecnica p. 23 Cordini p. 24 I Assorbitori di energia testati su spigoli p. 25 I Manyard® assorbitore di energia testato su spigolo p. 26 I Assorbitori di energia p. 27 I Cordini di trattenuta p. 28 I Cordini di posizionamento sul lavoro p. 29 I Guida tecnica p. 30 Punti di ancoraggio p. 31 Spazi confinati p. 32 Kit di arresto della caduta p. 33 Kit PSS p. 35 Classificazione dei prodotti p. 37 I nostri servizi p. 41 4 www.honeywellsafety.com Protezione anticaduta EDILIZIA TELECOMUNICAZIONI ELETTRICITÀ ENERGIA EOLICA PETROLCHIMICO FARMACEUTICA ACCESSO SU CORDA SPAZI CONFINATI SALVATAGGIO ARRESTO CADUTA Dispositivo utilizzato per evitare che l'operatore colpisca il suolo in caso di caduta. Attrezzatura tipica richiesta: • Dispositivi di ancoraggio. • Imbracatura integrale. • Dispositivi di collegamento. 

SALVATAGGIO Il salvataggio e l'evacuazione di un lavoratore infortunato in altezza è da considerarsi obbligatorio in caso di lavoro in quota. Attrezzatura tipica richiesta: • Dispositivo di salvataggio ed evacuazione. 

POSIZIONAMENTO SUL LAVORO* Dispositivi che mantengono in posizione stabile e con le mani libere l'operatore nella sua postazione di lavoro. Attrezzatura minima richiesta: • Dispositivi di ancoraggio. • Imbracatura integrale con cintura di posizionamento. • Dispositivi di collegamento (cordino di posizionamento). 

LAVORO IN SOSPENSIONE* Dispositivi utilizzati per calare e sostenere un operatore, consentendogli di svolgere un lavoro a mani libere. Attrezzatura minima richiesta: • Dispositivi di ancoraggio. • Imbracatura integrale. • Due corde: 1 dotata di discensore, 1 dotata di dispositivo di tipo guidato. TRATTENUTA Attrezzatura utilizzata per evitare che gli

martedì 13 ottobre 2020

RSPP OMETTE SEGNALAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO - CONDANNATO

 

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CASSAZIONE: RSPP OMETTE SEGNALAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO

News pubblicata il 24-04-2019

IL FATTO
Con la Sentenza del 27/01/2011n. 2814, la Corte di Cassazione sezione penale, rigetta il ricorso, contro la condanna di un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) per il reato di omicidio colposo, aggravato dalla violazione della norma antinfortunistica, in relazione all’infortunio in cui il dipendente dell’Azienda “A” alla guida di un trattore agricolo, utilizzato per lo spostamento di vagoni ferroviari, compiva una manovra di retromarcia all’ingresso di un capannone, denominato 14, manovra funzionale per accedere al capannone 10 in cui doveva essere posizionato un vagone ferroviario; durante tale attività il lavoratore cadeva all’interno di una fossa di ispezione, lasciata aperta, rimanendo schiacciato dalle ruote del trattore.
Il RSPP è stato chiamato a rispondere, per colpa generica e colpa specifica, non avendo valutato adeguatamente i rischi connessi alla mansione che gli operai svolgevano per la movimentazione delle carrozze, infatti non era stata individuata la caduta accidentale di uomini e mezzi all’interno delle fosse di ispezione e i sistemi di protezione non erano adeguati.

IL RICORSO
Il RSPP propone ricorso attraverso i suoi legali, articolando tra le motivazioni quanto segue: […] la Corte di merito aveva trascurato i limiti del potere di intervento spettante al responsabile del servizio di prevenzione e protezione, a cui compete segnalare tempestivamente al datore di lavoro la situazione di pericolo, così come era stato puntualmente fatto dall'imputato, e non adottare le misure antinfortunistiche e di controllo dello svolgimento delle attività lavorative, spettante al datore di lavoro[…].

LA CORTE DI CASSAZIONE RISPONDE
La Corte di Cassazione, con la Sentenza del 27/01/2011n. 2814, rigetta il ricordo del RSPP, confermando la condanna, in quanto si rileva che non è posta in discussione l’assenza di posizione di garanzia del RSPP nell’osservanza della normativa antinfortunistica, in quanto “consulente” in materia di salute e sicurezza del datore di lavoro, […] il quale è [e rimane] direttamente tenuto ad assumere le necessarie iniziative idonee a neutralizzare le situazioni di rischio. Pur ricordando che la “designazione” del RSPP ai sensi dell’art. 31 del D.lgs 81/08 non equivale a “delega di funzioni”, la Corte di Cassazione afferma che in ogni caso […] quanto detto non esclude che possa profilarsi lo spazio per una (concorrente) responsabilità del RSPP. Anche se la normativa di settore non prevede specifiche sanzioni amministrative o penali a carico del RSPP, ciò non significa che questi siano esonerati da qualsiasi responsabilità civile o penale derivante dallo svolgimento dell’incarico, […] occorre distinguere nettamente il piano delle responsabilità prevenzionali, derivanti dalla violazione di norme di puro pericolo, da quello delle responsabilità per reati colposi di evento, quando, cioè, si siano verificati infortuni sul lavoro o tecnopatie.
Infatti, continua la Corte di Cassazione, […] la responsabilità dell'imputato risiede nella negligente sottovalutazione dei rischi […] e nella imperizia dimostrata dallo stesso attraverso l'indicazione nel documento di valutazione dei rischi di rimedi del tutto inidonei (paletti di recinzione e catenelle di sicurezza da apporre alla fosse quando non vi era attività lavorativa) ad affrontare la situazione di pericolo […] dimostrando, come indicato dai giudici di merito, che il RSPP ignorava […] le modalità con cui gli operai addetti alla movimentazione delle carrozze svolgevano tale mansione, per eseguire la quale era necessario entrare a marcia indietro nel capannone[…].
Conclude la Corte di Cassazione che per […] la mancata o erronea individuazione e segnalazione dei fattori di rischio delle lavorazioni e la mancata elaborazione delle procedure di sicurezza, nonché di informazione e formazione dei lavoratori, il RSPP […] risponderà con il datore di lavoro dell'evento dannoso derivatone.

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In allegato la Sentenza della Cassazione Penale, sezione 4 del 27/01/2011, n. 2814.

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