venerdì 31 luglio 2020

Non bastano le buone intenzioni e fare promesse.

Questo Governo ne ha dette e fatte tante che ha stancato peggio del CORONA VIRUS.

Prendersi l’incarico di governare senza un’esperienza del genere già praticata non doveva proprio succedere.

Sarà pure un professore universitario ma ha la faccia dell’incosciente.

Non bastano le buone intenzioni  e fare promesse. Le strategie di governo sono altre.

I cinque stelle eletti sono riusciti solamente a portarsi a casa uno stipendio che non avevano mai visto, ma non sono riuscite a mantenere in piedi il governo al quale avevano dato vita assieme ai loro nemici di sempre.

Chiarito l’equivoco e fatto un nuovo governo che è partito per non fare abortire del tutto l’esito delle urne e il reddito di cittadinanza hanno creato altri posti di lavoro per avviare l’elargizione economica a chi non ha voglia di lavorare e aspetta da una vita che gli salti addosso, mentre l’ILVA rischiava e rischia di chiudere.

Se fosse per le malattie che provoca sarebbe andata anche bene, ma non per mettere a spasso altra gente come quelli di Napoli.

Fossero Mandrake qualche risultato illusorio poteva anche aversi, ma dopo  aver gestito il ministero dell’occupazione il sig Di Maio, nulla sapente, si è fatto promuovere Ministro degli esteri. Speriamo che non combini altri guai. Non si è saputo più niente del Fondo del partito delle Cinque stelle che si era dato il compito di promuovere e finanziare attività imprenditoriali.

Se queste sono le premesse abbandoniamoli alla deriva ma senza portarli a Pantelleria per fare altro rumore e niente altro. Ma sbrighiamoci.

Dovevano rinviare le bollette e non è stato fatto. Anzi le bollette le poste non le ha neppure recapitate. Dovevano essere distribuiti soldi a pioggia e soltanto qualcuno li ha visti.

Hanno promesso mari e monti senza poter andarci in ferie ad eccezione loro che si fanno anche autotrasportare.

Bastavano 15 giorni di chiusura senza sprechi di soldi e di perdite economiche ma non vogliono neppure sentirselo dire. Con un quadro incerto è logico conservare le misure di sicurezza attive, ma non diamo luogo alla fiera delle baggianate a ripetizione sfidando la fortuna per chi non si è ammalato.

 

                                               Gioacchino Ruocco


giovedì 23 luglio 2020

Valla a capire...

Valla a capire…

 

Valla a capire la gente

che si infila

in mezzo a tanti guai

e poi per niente

si arrabbia,

fa rivoluzioni.

 

Oggi col Covid

che basterebbe avere

un po’ più

di attenzioni

per la propria salute

vedi ammucchiate

suicide

un po’ dovunque

come

se quei posti, quelle piazze

soffrissero di solitudine

e l’eco a preso

le sue consuetudini

di rivoluzioni

preparate

consumando un panino,

un bicchiere di vino

col nemico di turno

che cerca

di portarti via

la ragazza.

Cosa da pazzi

e al covid non ci pensa

come se vivesse in lontananza,

come un fatto ancora da venire

di cui tutti parlano ed hanno coscienza.

 

L’appartenenza è dubbia

come la distanza

che sembra sia l’essenza

per restare in vita.

 

Morire senza un pianto?

Ormai mi sento asciutto

di quelle intemperanze

che il sentimento vuole.

 

Mi fermerò più vanti,

mi accascerò per terra

e la mia guerra contro tutti

sarà finita

con una dipartita senza gloria

senza le mie memorie

ignorate apposta

da quelli che conosco

per un caso di coscienza

come un avamposto dell’imbecillità

che suicidi

ci vuole alla fine

per segnare il confine

fra noi e l’aldiquà

“che semo di un’artra età”.

 

Gioacchino Ruocco  24.07.2020 h 08,44


Allarme Covid in Friuli-Venezia Giulia: 'Stato di preallerta'



Allarme Covid in Friuli-Venezia Giulia: 'Stato di preallerta'
Flusso record di migranti in Friuli Venezia Giulia: è allarme Covid. La regione dichiara lo stato di preallerta sul territorio

Il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, in qualità di assessore delegato alla Protezione civile regionale, d’intesa con il governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, ha firmato lo stato di preallerta sul territorio del Friuli Venezia Giulia sul fronte coronavirus.
Secondo quanto riferito in una nota della Regione ci sarebbe un rischio emergenza al fine di fronteggiare l’eccezionale afflusso di migranti nel territorio regionale durante lo stato di emergenza da Covid-19. Lo ha annunciato la Regione.

L’adozione dello stato di preallarme, si legge nella nota, “risulta indifferibile in considerazione del fatto che da oltre una settimana il Friuli Venezia Giulia è interessato da un intenso flusso di migranti provenienti da Pakistan, Afghanistan, Bangladesh e Sri-Lanka e altri Paesi extra-Schengen”.
Il provvedimento fa riferimento alla legge regionale 64 del 1986, in base alla quale l’Amministrazione regionale “assume a propria rilevante funzione quella del coordinamento di tutte le misure organizzative e di tutte le azioni nei loro aspetti conoscitivi, normativi e gestionali, dirette a garantire l’incolumità delle persone, dei beni e dell’ambiente rispetto all’insorgere di qualsivoglia situazione o evento che comporti agli stessi grave danno o pericolo”.
VIRGILIO NOTIZIE | 23-07-2020 12:28

mercoledì 22 luglio 2020

molti professionisti sono tutt’ora in attesa di ricevere il bonus di maggio da 1.000 euro






Nel groviglio di bonus e aiuti seguiti all’emergenza Covid, molti professionisti sono tutt’ora in attesa di ricevere il bonus di maggio da 1.000 euro, dopo gli assegni da 600 euro incassati per le mensilità di marzo e aprile.
Sono numerose le richieste giunte alle Casse previdenziali private per le indennità da 600 euro di marzo e aprile, che sono state erogate dagli enti per conto dello Stato. Proprio in questi giorni, ha sottolineato il presidente dell’Associazione degli enti previdenziali privati, Alberto Oliveti, “le casse stanno ricevendo il rimborso delle quote erogate in marzo, e di questo va dato atto al governo”.
Ma per il mese di maggio nessuno sembra sapere nulla: a causare il ritardo è la mancanza del decreto interministeriale necessario per definire requisiti e modalità di erogazione. “Speriamo si decida a breve”, ha commentato Oliveti, “perché parlare ancora di maggio significa parlare del passato”.
Come molti temevano, stanno probabilmente venendo al pettine i nodi di una insufficiente dote finanziaria non solo per coprire il passaggio da 600 a 1.000 euro del Dl Rilancio (qui lo speciale QuiFinanza), ma anche per soddisfare l’intera platea degli aventi diritto. Per il bonus-aprile, infatti, sono già stati spesi 300 milioni sui 650 disponibili: appare dunque imossibile sussidiare la stessa platea aumentando da 600 a 1000 euro il valore dell’assegno.
E allora ecco l’attuale fase di stallo, che secondo molti osservatori potrebbe essere utile al restringimento dei requisiti per l’accesso al bonus, col rischio di creare peraltro una disparità oggettiva fra fra i professionisti iscritti alla gestione separata Inps e quelli iscritti alle casse degli Ordini professionali.
Le opzioni del governo
Per ovviare al problema, il Governo potrebbe decidere di ricorrere al decreto interministeriale per aumentare i fondi, oppure potrebbe ridurre la platea di beneficiari, cosa che però, comprensibilmente, causerebbe molte critiche. Qualcosa di simile è accaduto con il bonus di aprile, inizialmente previsto a tutti coloro che avessero già beneficiato di quello di maggio, ma poi limitato ai professionisti iscritti alle casse di previdenza obbligatoria entro il 23 febbraio 2020 dal successivo decreto interministeriale.
Tale ulteriore requisito ha di fatto escluso parecchi lavoratori dal bonus di aprile, anche perché l’iscrizione a un ordine professionale comporta un iter complicato e può avere tempi lunghi, che la pandemia di Covid-19 ha ulteriormente dilatato per molti giovani professionisti.
Altra categoria di “esclusi” è quella dei professionisti iscritti sia alla cassa di previdenza privata, sia alla gestione separata dell’Inps. Il Decreto Liquidità ha infatti aggiornato le regole già previste dal Cura Italia, aggiungendo il requisito dell’esclusività di iscrizione alla cassa di previdenza privata. Un requisito poi abrogato, ma quanto è accaduto ha impedito a diversi lavoratori autonomi professionisti di ottenere il bonus di marzo.
I requisiti per l’accesso al bonus, finora, sono stati i seguenti:
  • Reddito professionale non superiore ai 35mila euro nel 2018; oppure
  • Reddito professionale compreso fra i 35mila e i 50mila euro nel 2018 con riduzione dei compensi del 33% nel periodo di riferimento del bonus
  • Non essere titolari di pensione, di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato



lunedì 20 luglio 2020

Ponte di Genova fuori norma: i costruttori lo sapevano

Ponte di Genova fuori norma: i costruttori lo sapevano

Il ponte sul Polcevera vìola i parametri per la costruzioni di nuovi tracciati, problemi già conosciuti in fase di progetto


Non è ancora stato inaugurato e ci sono già i primi intoppi. Sul nuovo ponte di Genova si potrà andare dai dieci ai venti chilometri in meno rispetto al Ponte Morandi, al posto del quale è stato costruito. Questo perché il tracciato della strada è fuori norma e quindi verrà imposto il limite di 80 km/h, forse anche 70 km/h, a fronte dei 90 km/h consentiti sul predecessore.

I parametri per le nuove costruzioni

Un problema non da sottovalutare in un tratto di strada che ripristina finalmente l’A10, arteria fondamentale per Genova, la Liguria e il Nord del Paese. Una criticità che i costruttori sapevano sin dall’inizio, ma che probabilmente per la fretta di ricostruire e l’esigenza di evitare vertenze legali non hanno preso in considerazione.
Il limite è imposto dalle disposizioni geometriche di costruzione delle strade previste dal Dm Infrastrutture 5 novembre 2001, essendo un tracciato interamente di nuova costruzione. Il ponte sul Polcevera è stato realizzato ricalcando il vecchio rettilineo del Morandi, intramezzato da curve strette, che però risaliva al 1967 e quindi non poteva seguire le recenti regolamentazioni.
Secondo il Dm del 2001 la nuova opera dovrebbe, invece, rispettare parametri precisi tra la lunghezza dei rettilinei e i raggi delle curve, in modo tale che i primi non siano troppo lunghi e le seconde siano molto dolci. I motivi di queste disposizioni sono semplici: tenere alta l’attenzione dei guidatori e garantire che le curve siano facili da affrontare. Per porre rimedio è stato quindi previsto di abbassare il limite, anche se si dovrà ancora attendere il collaudo di agibilità da parte dell’Anas con cui si stabilirà come regolare la viabilità.

Limiti conosciuti dall’inizio

Le irregolarità erano sfuggite nella fase di progettazione realizzata da Italferr, gruppo Ferrovie dello Stato, ma già a febbraio 2019 la stessa azienda le aveva segnalate al Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Il Consiglio scelse di non prendere una posizione e si limitò a prescrivere che l’asfalto fosse ad alta aderenza. Il progetto prevedeva già un limite di 80 km/h e un sistema fisso di controllo della velocità.

Crescono i ricoveri, "troppa imprudenza": i pericoli dell'estate

Massimo Andreoni, infettivologo, punta il dito sugli assembramenti: "I nuovi positivi sono i giovani, ma i ricoveri stanno aumentando"

Il coronavirus non è sparito, in giro non ci sono solo asintomatici. Questo il riassunto dell’intervista a Massimo Andreoni, direttore di Malattie infettive al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), concessa al Messaggero.
Tra i nuovi positivi “c’è sicuramente una maggioranza di asintomatici” che “si trovano con la sierologia o perché contatti di un altro contagiato. Ma non tutti sono senza sintomi“.
Andreoni ha precisato che “l’incremento dei numeri a macchia d’olio in tutta Italia è preoccupante. E anche il numero dei ricoverati non è basso. Solo nel Lazio sono 180″.

Andreoni spiega perché calano le terapie intensive

L’esperto ha sottolineato come i ricoveri non si siano affatto fermati: “Diminuiscono i pazienti nelle terapie intensive perché in media i nuovi positivi sono più giovani, ma l’epidemia rischia di raggiungere anche i soggetti fragili. Inoltre, il 50% dei pazienti più gravi quando guarisce non ritrova subito lo stato di salute che aveva prima di ammalarsi”
Quindi, i casi sono meno gravi di quelli della prima ondata, ma solo perché sono soggetti più giovani: “Il virus non ha modificato le sue caratteristiche”.

L’estate non sta andando come dovrebbe

Un passaggio sul momento attuale: “Purtroppo in questa fase estiva, in cui speravamo di avere una tregua, un’eccessiva imprudenza generalizzata, gli assembramenti e il sovraffollamento di alcuni luoghi di cui tanto si parla non ci stanno aiutando. E abbiamo gli effetti anche dell’arrivo di casi dall’estero”, perché “nel mondo la pandemia è al massimo”.

I risultati del Remdesivir

Secondo Andreoni, il Remdesivir è l’unico antivirale che dà risultati: “È stato testato su pazienti con la malattia già avanzata, ora lo stiamo sperimentando in fasi precedenti. La mia opinione è che debba essere utilizzato il prima possibile, perché gli effetti del virus sono, nella fase iniziale, rilevanti”. Il problema è che “non è risolutivo”.
Quando arriverà il vaccino? “Difficile fare una scommessa, ne abbiamo almeno tre in una fase avanzata di sperimentazione. Ciò che sta succedendo in Italia e nel mondo dimostra che del vaccino c’è bisogno. Nell’attesa, si deve fare molta attenzione se non vogliamo ricadere nel lockdown. Dobbiamo gestire questo periodo di tempo che ci separa dal vaccino o da qualche strategia terapeutica. Abbiamo cinque-sei mesi critici di fronte a noi, dobbiamo resistere”.

domenica 19 luglio 2020

C'ERANO UNA VOLTA....

SOTTO QUESTO TITOLO POSTERò DEI PEZZI PER RICORDARE 

ALCUNE REALTà OPERATIVE

DEL RECENTE PASSATO

E LE ESPERIENZE CHE HO VISSUTO

AL LORO INTERNO, AL LORO ESTERNO

O NELLE LORO IMMEDIATE VICINANZE

INDAGINE FISICO-CHIMICA ESEGUITA l'11 FEBBRAIO 1972 SUL GENERATORE DI VAPORE MATRICOLA 229582 TO






INDAGINE FISICO-CHIMICA ESEGUITA l'11 FEBBRAIO 1972 
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DELLA DITTA the best oil 
 TORINO VIA DELLE MAGNOLIE, 11 













giovedì 16 luglio 2020

Il mio rosario, forse...


Il mio rosario  forse
non è come il tuo
che ad ogni ave …
ricevi qualche grazia.
 Ne dico tante
e anche così sia,
ma niente,
proprio niente,
nessuno che mi ascolti.

Quando ne parlo,
anche questa volta,
chi mi guarda
non mi dà mai retta.

Lui che
non se lo aspetta
trova la vita facile
che gli va sempre
per il verso giusto.

Non è un poeta.
E’ un modo di dire
e a volte io ne abuso,
ma non capisco a lui
come succede.

Forse non credi
quanto dovresti
ed io lesto a dire:
- ma chi l’ha detto.
Intanto prego.
Chè ne ho tante
che non te le so dire.

Forse è occupata
con altri piatire.
Dico cosi per dire
se no andrà a finire
che la colpa mia
che senz’amore
non so a chi dare il cuore.

Gioacchino Ruocco
Ostia Lido        16.07.2020

lunedì 13 luglio 2020

Chiedere amicizia..... a che serve

Chiedere amicizia..... a che serve 
se poi la verve ti manca 
o è stanca per altre idiozie 
a cui ti accodi ?

Meglio restare nel proprio brodo, 
nei propri confini abituali
per essere tali e quali
al giorno prima....

Molti credeno
che l'amicizia
può permette 
tutte le idiozie di quessto mondo.
Secondo me
bussare è meglio
che sfondare una porta
dietro la quale
non sai cosa c'è.

C'è di meglio da fare
prima che la vita sia morta.
Girare, annodare, portare, sognare
e forse anche andare altrove
in ogni dove
dove credi
che la vita continua
col sorriso alla bocca
che se il cuore ti tocca
trabocca anche il tuo
e siamo già in due a provarlo.

Se si stanca ? Esiste il riposo
che non è adiposo,
ma uno sgranchirsi le gambe
o provare a fare qualcosa
per l'ora di pranzo
o l'ora di cena.

Dai forza, con lena
che almeno mangiamo qualcosa
prima di darci al riposo
nell'aria afosa del giorno
che non si leva da torno
ma ristagna
e rende il mio corpo
ancora più stanco
dell'eta che tiene
che nonostante tutto
mi mantiene 
ancora vivo
a sognare o aspettare
un domani migliore.

Dai se hai un cuore
che batte
e ribatte a quello che dico !

Vuoi essermi amico ?
Allora non darmi ragione,
ma ragioniamo...
fino a quando
il gioco ci regge...
Fino a domani ?
Domani ancora ?
Non so dirti
che non so quale sarà l'ora
per darti l'addio...

Gioacchino Ruocco
Ostia Lido 14/07/2020


"Virgì, Roma nun te merita...


ITALIA "Virgì, Roma nun te merita... è gente de fogna" Roma: polemiche sul "sonetto" pro sindaca postato da Grillo. Raggi: "Amo Roma vado avanti" Lo scritto comparso sul sito del comico per alcuni rappresenta un assist a una eventuale ricandidatura della sindaca Raggi. Per altri significa l'esatto opposto. Per molti, il testo di Franco Ferrari suona come un insulto a Roma e ai romani Tweet Grillo sul blog alla sindaca Raggi: "Virgì, Roma nun te merita". "Se n’annamo" 12 luglio 2020 Beppe Grillo ha postato sui social un "sonetto" dedicato a Virginia Raggi dal titolo 'Virgì, Roma nun te merita' (Virginia, Roma non ti merita). Nel testo, in dialetto romanesco, scritto da Franco Ferrari, si invita la sindaca e "tutti gli onesti" a abbandonare questa città "bella e zoccola". "Virginia prendi una valigia, tuo figlio e tuo marito che ce ne andiamo da questa gente di fogna". Il "sonetto" è un duro 'j'accuse' ai romani che se la prendono con "questa povera 'Crista'". Un attacco anche a ex sindaci della capitale e ad alcuni imprenditori. "Ma voi godete a sputare in faccia a una sindaca pulita e testarda, una che le cose le fa". Dopo varie polemiche e prese di posizione, riportate di seguito, è arrivato anche il commento della sindaca Virginia Raggi: "Franco, grazie di cuore. Amo Roma con tutta me stessa: questo mi fa andare avanti insieme all'affetto di tutti voi. Gli ostacoli, i boicottaggi, gli incendi, i sabotaggi in questi anni non sono mancati - e c'è ancora chi rema contro il cambiamento - ma noi romani siamo più forti". Così in un post su su Facebook la sindaca di Roma commenta il testo di Franco Ferrari ripreso da Beppe Grillo sul suo blog. "Ps - aggiunge - Quel 'gente de fogna' non mi piace. Lo so che ti riferisci a chi ruba o incendia ma, se puoi, toglilo". "Di una cosa sono fiera, nel mio ruolo sono il sindaco di tutti i romani, soprattutto di chi mi critica", conclude Raggi.  Il primo a prendere le distanze dal post di Grillo era stato proprio un eletto pentastellato, il presidente della Commissione capitolina Bilancio, Marco Terranova: "Chiedo scusa ai romani, mai e poi mai mi permetterei di apostrofarli, specialmente collettivamente, con epiteti come infami o gente di fogna". Lo segue Tobia Zevi, uno dei tanti esponenti locali Pd che vorrebbero correre in eventuali primarie, che si dice "offeso ed indignato di essere trattato cosi'". "È comprensibile che a un anno dalle elezioni Beppe Grillo abbia l'esigenza di dare il benservito alla sindaca Raggi. Grillo ha bisogno dell'escamotage del sonetto per fare passare il cambio di linea e di candidato. Gli insulti ai romani che non capiscono e non apprezzano quella 'pora donna' della sindaca e per questo vengono definiti 'gente de fogna' e 'rompicojoni', sono una greve trovata da palcoscenico. Fuori dal teatro resta il fallimento di quattro anni di governo, ogni giorno più tangibile". Così il deputato Riccardo Magi di +Europa Radicali. "Insomma, Virginia Raggi èstata scaricata da Beppe Grillo, direi definitivamente. Ed è stata scaricata nel modo peggiore: addossando alle romane e ai romani le responsabilità di un'amministrazione pavida, immobile, dannosa. Gli irripetibili insulti ai romani sono la ciliegina sulla torta, l'arrogante colpo d'ala di una classe dirigente improvvisata, incapace di riconoscere il proprio fallimento. Addolora l'insulto a Roma e ai romani, all'orgoglio ferito e calpestato da chi ha usato la città come trampolino di lancio nazionale tradendo ogni aspettativa e ogni speranza. Roma riavrà presto il ruolo che le spetta, quello di una grande capitale moderna ed europea". Lo scrive su Facebook la senatrice del Pd Monica Cirinnà. "Gente de fogna. I romani, in larga parte delle periferie, che a Giugno 2016 portarono in trionfo la 'cittadina' Raggi in Campidoglio, sono diventati gente di fogna. Virginia era una di loro. Ora loro sono il problema. Una sprezzante capriola politica per provare a difendere l'indifendibile. È davvero triste leggere sul blog di Beppe Grillo parole talmente offensive e di disprezzo morale per quel popolo che il M5s era nato per rappresentare contro la 'casta'. Beppe Grillo è diventato il Marchese del Grillo nella sua considerazione del popolo. La sindaca Raggi dovrebbe pubblicamente scusarsi con tutti i cittadini di Roma per quanto pubblicato oggi sul sito del leader del suo partito. Per uscire di scena vi sono strade meno squallide". Lo dichiara Stefano Fassina consigliere di SpR promotore di Roma Ventuno. "Sono veramente inaccettabili e da rispedire al mittente gli insulti ai romani da parte di Beppe Grillo, chiamati 'gente di fogna' perché colpevoli di non volere più un Sindaco che si sta rivelando il peggiore di tutti per come sta lasciando Roma. Oltre che danneggiati, adesso siamo pure beffati da chi ha fatto le sue fortune a suon di parolacce contro i politici di prima ma che, alla prova del nove, si è rivelato totalmente inadeguato a gestire anche le cose più semplici. Noi, a differenza loro e del ricco Grillo, non rivolgiamo parolacce anche se probabilmente molti romani crediamo non si risparmierebbero visto che sono sempre più esausti da questa scellerata gestione che causa sempre più disagi e danni. Raggi, se amasse veramente Roma, dovrebbe immediatamente prendere le distanze da Grillo e dalle sue ignobili offese ed insulti". Lo dichiara Francesco Figliomeni consigliere di Fratelli d'Italia e vice presidente dell'Assemblea Capitolina. "Grillo, qui non è una questione di onestà o disonestà, ma di capacità o incapacità. Chi non è stato in grado di governare Roma, come la Raggi in questi anni, deve avere il buon senso di "pija' e valige, e, annassene". Sono i romani a non meritare una calamità come Virginia". Lo scrive su Twitter Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. "L'era di Virginia Raggi a Roma si chiude qui. Non credo che il post di Grillo, con quegli inaccettabili e vergognosi insulti ai romani, volesse raggiungere altri obiettivi, se non quello di liquidare una classe dirigente incapace ed impreparata che lui stesso ha messo in campo". Così su Facebook il deputato romano Pd Marco Miccoli. "Peraltro - aggiunge - favorita nel successo dai nostri errori. Attenti però, perché per vincere a Roma, non basterà denunciare o attaccare chi la insulta. Servirà molto altro". "Grillo oggi nei fatti sfiducia Raggi, quando lo farà pure con Appendino? Le sindache M5s sono un disastro, e Torino ne sa qualcosa". Lo afferma il leader dei Moderati Giacomo Portas, Deputato indipendente di Italia Viva. Gli fa eco il coordinatore romano di Iv Marco Cappa: "E così, dopo essere sprofondata nel gradimento dei romani, anche Grillo la scarica 'a modo suo'. L'amministrazione Raggi rappresenta un fallimento conclamato in Campidoglio su tutti i dossier. A' Beppe, Roma nun se merita na sindaca così. Tiettela stretta a Virginia tua...".  "Non è chiaro se il sonetto che Grillo ha dedicato alla Raggi sia una esortazione a non ricandidarsi come sindaco o un invito ad andare avanti. Temo che non lo sappia nemmeno lui. Quello che invece è chiarissimo è il disprezzo di Grillo per i romani. Espressioni come "gente de fogna" sono inaccettabili e mi auguro che il sindaco della Capitale prenda le distanze e pretenda le scuse". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/roma-polemiche-sonetto-grillo-raggi-028dee54-eb35-4a1d-a3a9-88587a276619.html

giovedì 9 luglio 2020

Toccano quota 242.363 i casi positivi al coronavirus in Italia


Toccano quota 242.363 i casi positivi al coronavirus in Italia. Per quel che riguarda i contagi, si registra un +229 (poco sopra rispetto a ieri in cui ci sono stati 193 casi in più). I guariti arrivano a 193.978 guariti, +338 nelle ultime 24 ore. Rispetto a ieri, giorno in cui si sono contati 15 morti, oggi sono 12 i decessi. In totale i morti, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, sono 34.926. I dati fanno riferimento all’ultimo bollettino diffuso dal Ministero della Salute, in data giovedì 9 luglio. A oggi, i casi attivi in Italia sono 13.459. Di questi 12.519 si trovano in isolamento domiciliare asintomatici o con pochi sintomi, mentre sono 871 gli individui ricoverati con sintomi. I pazienti in terapia intensiva sono 69.
Dall’inizio dell’epidemia sono stati effettuati 5.806.668 tamponi, di cui 52.552 nelle ultime ventiquattro ore.
La regione più colpita resta la Lombardia. L’Emilia Romagna ha comunicato di aver eliminato dal totale 15 casi perché doppioni.
La regione amministrata dalla giunta Fontana ha avuto dall’inizio della pandemia 94.770 casi. A seguire il Piemonte (31.475), l’Emilia Romagna (28.769), il Veneto (19.358) e la Toscana (10.314). Chi ha avuto meno contagi sono Calabria (1.185), Molise (445) e Basilicata (405).
VIRGILIO NOTIZIE | 09-07-2020 17:55
Coronavirus, quali sono i farmaci che si stanno sperimentandoFonte foto: ANSACoronavirus, quali sono i farmaci che si stanno sperimentando
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